Stieg Larsson - Uomini che odiano le donne

Sdrucciola Aprile 13th, 2008

blood.jpgSe il titolo fa pensare a un manuale di auto aiuto non è colpa di Stieg Larsson, che aveva scelto, per il primo capitolo della trilogia Millenium, il più suggestivo The girl with the dragon tattoo.

Non solo, in questo come in altri casi (comprensibili alla luce del marketing per un paese dove si legge poco), La versione angolosassone del titolo sposta l’attenzione su uno dei centri pulsanti di questo giallo svedese: il personaggio di Lisbeth Salander, di professione ricercatrice per una ditta di security, di natura sociopatica borderline.

Perché nell’affannoso tentativo di Mikael Blomkvist, reporter investigativo, di immergersi nella famiglia Vanger fino a scoprire chi dei suoi membri ha ucciso molti anni prima la sedicenne Harriet, Lisbeth gioca un ruolo essenziale.

Riassumere il disagio di chi, a forza di sentirsi trattare da anormale, si convince di esserlo. Scardinare con la sua logica non lineare ma perfettamente razionale, i ruoli di vittima e carnefice.

Come dice Lisbeth, Mikael è invece afflitto dal complesso “dell’uomo perbene” ma questo non gli impedirà di arrivare a fondo in una storia familiare in cui non sembrano esistere innocenti.

Non vi lasciate spaventare dalle mole di 676 pagine, questo è davvero un giallo che si legge d’un fiato. Certo, si respira tutt’altra aria dalle indagini mankelliane, i tocchi di streotipo a partire dalla stessa Lisbeth non mancano, ma è una lettura coinvolgente che intreccia il gusto per le cronache familiari al tema del giornalismo investigativo e della sua etica.

Stieg Larsson, Uomini che odiano le donne, Marsilio, 19,50 €

Foto: Lastexit

Andrea Molaioli – La ragazza del lago

Dottor Carlo Febbraio 6th, 2008

Tratto da Lo sguardo di uno sconosciuto, di Karin Fossum
La ragazza del lagoKarim Fossum tenta di imbastire un giallo psicologico, dove l’indagine costituisca una scusa per il tratteggio di caratteri segnati da un male venato di malinconia e da un disagio che appaiono entrambi striscianti, profondi, sotto la patina di una quasi immobile e a volte pittorica piccola provincia norvegese.

Riesce un’opera per lo più mediocre, sia per la detection sia per l’introspezione.
La trama poliziesca risulta piuttosto debole, lo scioglimento strutturalmente inadeguato, quando non poco verosimile.
Più interessanti, in apparenza, le psicologie, ma il narratore sembra non prendersi il coraggio per approfondire; la levità, ricercata come marca stilistica, non sembra gestita bene.

Si nota che la Fossum possiede alcuni numeri, ma purtroppo li spreca: il meccanismo a volte fa mostra di se stesso quando non dovrebbe, anche nelle sottili soluzioni di un paio di altrimenti interessanti messe in abisso strutturali e concettuali.
Se vi si aggiungono alcune volute ingenuità, che finiscono con il rasentare il fastidio, si resta con l’impressione di una indecisione tonale, laddove determinati passaggi fanno quasi pensare a un romanzo per ragazzi.

Ironicamente, e in maniera di certo non volontaria, il film di Molaioli ricalca questa generale medietà.
A fornire questa sensazione contribuisce principalmente il dato inglobante e permeante della televisità: i tempi, e in generale tutto l’incedere del film, specialmente nella prima parte, ricordano troppo da vicino una qualsiasi fiction.

Ciò sembra poter essere parzialmente salvato dall’infittirsi degli eventi, e dalle interpretazioni di un cast di tutto rispetto. Sebbene anche in questo caso la scrittura appaia prettamente televisiva (pure se lo sceneggiatore Sandro Petraglia si mostra abile nel variare e ricombinare alcuni elementi fattuali del libro); e allo stesso modo l’ottimo Toni Servillo scade talvolta nella macchietta del meridionale trapiantato al Nord.

Un peccato, perché il male profondo e nascosto della provincia (congeniale la trasposizione dai fiordi alla Carnia, ma in sottotraccia c’è sempre Twin Peaks), insieme al dolore quasi costitutivo dell’animo umano, avrebbero potuto rappresentare degli ottimi spunti.
Al pari di quanto fa a tratti la scrittrice, Molaioli mostra tuttavia una mano discreta, evitando soluzioni troppo banali nelle inquadrature, destreggiandosi con una certa perizia soprattutto negli esterni.
Si attende insomma l’opera seconda, sperando che egli riesca a ritagliarsi una maggiore libertà dalla sceneggiatura.

Karin Fossum, Lo sguardo di uno sconosciuto, Frassinelli, 9,20 €

Andrea Molaioli, La ragazza del lago, Italia, 2007