Archive for the 'Web' Category

Leggere sull’iPhone (o l’iPod touch)

Sdrucciola Agosto 27th, 2008


Lasciamo da parte le previsioni sul futuro della carta e dell’ebook come possibile/improbabile sostituto del libro.
Diciamo solo che siete in metropolitana, o in coda alle poste, e proprio oggi avete dimenticato a casa il libro che stavate leggendo o magari siete a metà di un tomone intrasportabile che è rimasto sul comodino.

Se venite presi da una potente crisi di astinenza da lettura e avete la fortuna di possedere un iPhone o iPdod touch avete un’alternativa a fissarvi le punte delle scarpe: Stanza.

Si tratta di una delle apps (applicazioni) che potete scaricare gratuitamente dall’apps store e grazie alla quale avrete accesso a un’intera libreria digitale.
Al momento sono disponibili testi in inglese, francese, tedesco e spagnolo (pochini questi ultimi)  ricercabili per autore, epoca o popolarità. Una volta scaricato il libro, operazione che porta via pochi secondi, potete iniziare a leggere.

Configurando l’applicazione in base alle vostre preferenze potete definire l’aspetto del testo e minimizzare il fastidio della lettura a schermo o quantomeno scegliere il fastidio che vi è più congeniale.
Tutte le operzioni di download avvengono via wi fi, ovvio quindi che conviene scaricare un po’ di libri da tenere a disposizione.

I testi spaziano tra i grandi classici della letteratura e al di là delle ovvie motivazioni legate ai diritti direi che si tratta d una selezione funzionale al mezzo. Perché magari qualcuno storcerà il naso per il supporto ma  per molti si tratta esattamente dei libri che  “nonhotempodirileggere”, “midimenticosempre” e “hovistosoloilfilmchevergogna”.

Gli ebook e la bella Cecilia

Sdrucciola Novembre 26th, 2007

Massimo Mantellini su Punto Informatico spiega in modo chiaro e preciso caratteristiche e limiti di Kindle, quello che Amazon vorrebbe diventasse l’iPod dei libri e sembra invece non piacere a nessuno.

Tralasciando i soliti commenti sul valore del gesto, sull’odore della carta e sull’unicità dell’oggetto, l’unico sensato valore che riconoscerei a un lettore di questo tipo ha a che fare con il peso dei libri ed è un problema che i pendolari amanti di Mankell conoscono bene.

Se volete approfondire la faccenda dei DRM, suggerisco la lettura dei commenti all’editoriale, voci diverse che stimolano ulteriori riflessioni. La mia è che in linea di principio sono a favore della libera circolazione dei contenuti (mica bookcrosser per nulla). Però quando leggo frasi come “Kindle è il male allo stato puro” mi sorge il sospetto che Mantellini possa non avere tutti i torti…

Il più bel libro mai scritto

Sdrucciola Ottobre 27th, 2007

Non è un’astuta mossa di marketing, questo post nasce da una delle periodiche letture delle parole cercate su google che portano a Sottotomo (l’unica cosa che qui giustifica l’uso delle statistiche).

Vorrei davvero conoscere il signore o la signora o il ragazzino che una mattina si è svegliato e ha deciso: “basta ciarpame, al diavolo le quarte di copertina, San Google mi dirà la verità sull’unica lettura davvero degna!”.

Tanto per giocare, ho provato a farlo anch’io (senza usare le virgolette, come il nostro visitatore). Nell’ordine sono comparsi:
- thread del forum “hardware upgrade” i cui utenti a quanto pare non sono solo smanettoni
- thread del forum “il bello della vita” che se la gioca malissimo partendo da Coehlo
- post di CreativeClassic intitolato “il più bel post mai scritto in un blog (potenzilamente”) in cui si parla di biblioteca oplepiana
- thread del forum girl power dedicato al più bel libro di Harry Potter

Infine: forse lo stesso utente, non soddisfatto delle risposte trovate qui, ha riformulato la domanda in più affrontabile “qual è il più bel libro che abbiate mail letto?” e l’ha posta a Yahoo Answers. Quella che lo stesso utente ha giudicato miglior risposta è Il piccolo principe e francamente lette le altre sono perfettamente d’accordo con la sua scelta.

La soluzione del mistero: San Google ha condotto qui l’utente per via di questo post.
Mi sa che ci ha rinunciato…

Sergio Maistrello - La parte abitata della Rete

Panzallaria Ottobre 8th, 2007

Immagine di La parte abitata della Rete

Una guida turistica: questo è - secondo una felice definizione dell’autore- La parte abitata della Rete.

Una guida per turisti a spasso per il Social web. Per chi vuole approfondire, trovare spunti di riflessione o anche solo conoscere gli strumenti che hanno sancito l’epoca del web 2.0.
Una guida turistica molto utile per chi lavora con la Rete ma anche per chi con la Rete fa viaggiare la propria immaginazione, conosce, trova libri interessanti da leggere, si forma pareri su questioni poco gettonate da altri media e - soprattutto - condivide opinioni e contenuti.

Un libro che consiglio vivamente. E non solo perché è scritto bene, è chiaro e arriva da chi con la Rete ci lavora quotidianamente, ma anche perché l’autore è da molto tempo uno dei pochi in Italia ad avere uno sguardo lungimirante e critico in maniera equilibrata su come certe forme di scrittura, condivisione e socialità virtuale stiano modificando i nostri sistemi di pensiero, le categorie dello spirito e le questioni di potere consolidate nel tempo.

S. Maistrello, La parte abitata della Rete, Hops, Tecniche Nuove, 2007, Euro 14,90

Mens sana…

Sdrucciola Settembre 11th, 2007

Una piccola pausa dalle cronanche del festival per segnalarvi un nuovo arrivo nella blogosfera: diamo il benvenuto a sweetfighter.
Chi pensa che occuparsi del benessere del corpo significhi trascurare quello dello spirito, si ricrederà rapidamente dando un’occhiata ai post di Silvia, eccellente e spassosa insegnante di fitness (tra le altre cose tiene un ottimo corso di fitboxing che riesce a illudere anche le impedalunne di riuscire a combinare qualcosa).

Le parole di sweetfighter sono precise ed efficaci come i suoi pugni, tenetela d’occhio e non ve ne pentirete;-)

Booktrailer

Panzallaria Agosto 28th, 2007

Dalla contaminazione dei generi nasce il booktrailer. Un modo nuovo di presentare al pubblico un libro che media da altri generi e che confluisce sul web.

In Rete, il nuovo thriller di Peter James edito da Kowalski viene lanciato in rete con un video e il dietro le quinte dell’idea: dalla sua nascita allo sviluppo, al risultato finale.

Il work in progress di questo esperimento comunicativo è raccontato su un blog creato ad hoc da dove è possibile vedere anche il trailer.

Di un libro che uscirà nelle sale…volevo dire in libreria, il 6 settembre 2007.

Riusciremo noi lettori a farci un’idea nostra dei personaggi o avranno invariabilmente le fattezze degli attori del trailer?

Per il momento l’esperimento mi stuzzica molto, solo a lettura ultimata potrò dire se ha aggiunto o tolto al libro.

LitCamp, a tiepido

Sdrucciola Maggio 13th, 2007

Qualche nota sul LitCamp di Torino:

- innanzitutto grazie a chi si è fatto carico dell’organizzazione per aver tentato l’esperimento. Super grazie SweetMisery per essere intervenuta con me sul tema del bookcrossing. Il pubblico non era numeroso, anzi diciamo proprio che abbiamo fatto nicchia nella nicchia, ma ce la siamo cavata, schivando anche la domanda insidiosa di un povero illetterato (si scherza) intrufolatosi in sala. Grazie anche a Parolina per aver condiviso la giornata e ai vecchi amici che hanno fatto da claque.

- location: suggestiva, il Circolo dei lettori di Torino ha sede in un bel palazzo del centro con tanto di scalone.

- organizzazione: buona, ha tentuto testa agli imprevisti e ha gestito gli inevitabili ritardi.

- quantità degli interventi: notevole, ha creato qualche sovrapposizione e numerosi transiti da sala a sala.

- qualità degli interventi: indefinibile, a meno di seguirli tutti. Altalenante, come da programma. Segnalo, per simpatia e interesse, il progetto di Buràn, che traduce storie da tutto il mondo e quello di BombaSicilia che cerca la sua strada tra web e carta.

E quindi… tutto bello, tutti contenti di discutere di scrittura. Ma… non è che forse ci siamo dimenticati qualcosa?

Un barcamp letterario per lettori, scrittori, editori

Di lettori se ne sono visti pochi, e ancor meno sono stati citati. È stata citata, una/due volte a intervento, la famigerata crisi dell’editoria. Può essere forse che le due cose siano un po’ collegate? Può essere che in un mondo in cui tutti vogliono essere autori il lettore sia visto solo come una fastidiosa e impevedibile appendice che ostacola la via alla gloria eterna?

O i lettori sono quelli che affollano gli stand Mondadori della Fiera per portarsi a casa il best seller a prezzo di copertina?

Il LitCamp non ha risposto alla domanda. Non l’ha neanche posta.

Esemplificando riproduco uno stralcio di conversazione realmente avvenuto con un gruppetto di autori (a cui regaliamo l’anonimato in uno slancio di generosità):

S: Molto interessante il vostro progetto. Per quanto riguarda i lettori che tipo di feedback avete ricevuto?
GA: Eh?
S: Nel senso, i vostri racconti che visibilità hanno?
GA: Eh?
S: Qualcuno li ha letti?
GA: Scusa, sembra che ci stiano chiamando/Ma che caldo che fa qui/Ah guarda c’è il tizio del marketing di Cippalippa, devo assolutamente parlargli

Biblioteca digitale europea

Sdrucciola Aprile 3rd, 2007

Punto Informatico racconta Europeana, il primo mattone (francese) di quella che forse diventerà la biblioteca digitale europea.

Viaggi letterari

Sdrucciola Febbraio 1st, 2007

Il sito Literary traveler nasce nel lontano 1998 da un’idea molto semplice: coniugare due passioni esplorando i luoghi vissuti e raccontati dai grandi autori.

Le sezioni principali, literary articles e literary tours, permettono infatti di navigare tra i temi d’interesse per lettori e viaggiatori.

La prima sezione contiene gli articoli dedicati ai diversi autori, ai temi rilevanti e agli eventi. Accanto ai nomi celebri del passato trovano spazio i contemporanei (ad esempio Arto Paasilinna) mentre da una frettolosa ricerca emerge qualche assenza illustre (Simenon, Conrad ecc…). Per una rapida consultazione lo strumento migliore resta l’elenco degli autori.

Nella sezione literary tours troviamo le proposte per viaggiare sulle orme degli autori. Non sono molte ma spaziano dal Messico alla Polonia. Accanto alla descrizione del luogo, comprensiva di note sui suoi riferimenti lettari, si trova il nome del tour operator selezionato per il viaggio. Niente da spartire con club vacanze a base di animazione, qui calma, relax e spazio per la meditazione sono garantiti.

Nel complesso un progetto interessante, i contenuti sembrano di qualità. Peccato solo che siano così pochi!

Quiz: indovinate qual è l’autore più citato? A occhio e croce senza dubbio il buon Hemingway che, come è noto, a lasciato tracce di sé praticamente ovunque (ma saranno di più le targhe “Napoleone ha dormito qui” o quelle dedicate ai giacigli di Ernest?)

E in Italia? Esiste il sito dei Parchi letterari:

I Parchi Letterari possono essere uno spazio fisico o mentale dove l’autore ha vissuto o ha assorbito l’atmosfera che lo ha portato a scrivere le sue opere. (…) In tale spazio vanno salvaguardate le esperienze visive ed emozionali dell’autore, con attività che stimolino curiosità e fantasia.

Sul sito un menù a tendina permette di individuare le regioni dove sono presenti i parchi e accedere al loro sito. Gli autori vanno da Dante a Chiara (in questo caso spicca l’assenza del Piemonte e dei suoi scrittori!).

Altri viaggi, sicuramente meno istituzionali, si trovano nella sezione dedicata di writers. Qui si può scegliere se andare a Roma con Hans Christian Andersen o a Genova con Nietzsche.

Buona lettura e buon viaggio

Grazie Ciccio + Archeologia web

Sdrucciola Novembre 3rd, 2006

mibac.jpgGrazie alla segnalazione di Rastaman scopro con un po’ di ritardo che il nostro ministro per i beni culturali Francesco Rutelli il 26 ottobre ha presentato un progetto per la promozione della lettura.

Riassumendo il comunicato che trovate qui: è stato firmato un protocollo d’intesa per la creazione del Centro per il libro e la lettura. Tra gli ambiti d’azione del centro:la diffusione del libro, l’organizzazione di eventi, il sostegno alle biblioteche, la creazione di un osservatorio su andamento delle vendite ed evoluzione della lettura.

Lodevole inziativa che speriamo porti risultati tangibili in un paese che soffre per la cronica anemia di lettori.

E fin qui, come si diceva in un film, tutto bene.

Qualche sventurato però potrebbe essere tentato di approfittare dell’occasione per visitare il sito del Ministero dei beni culturali.
Tanto per restare nell’ambito della citazione… “non aprite quella porta“.
In attesa che si pronunci Panzallaria (vera esperta di accessibilità), vorrei far notare l’uso dei frame, cosa che per gli addetti ai lavori e non solo equivale più o meno alla clava, sia per antichità del mezzo che per il totale disprezzo per gli utenti.
Le parti di navigazione del sito (menù) sono naturalmente costruite con immagini, cosa che crea non pochi problemi a chi utilizza un browser che non le visualizzano (tipo i non vedenti).
Nella sezione comunicati, invece, non occorre essere ipovedenti per avere delle difficoltà. Il corpo del carattere sotto ai titoli è così piccolo da scoraggiare la lettura.

Tutto ciò, se si trattasse di un sito privato, sarebbe solo spiacevole. Trattandosi però di un sito istituzionale è piuttosto grave, dato che la pubblica amministrazione ha regole precise in materia di accessibilità web. Tanto per verificarlo, provate a passare a da qui a qui. Non notate qualche piccola differenza?

Infine una vera chicca: il banner che promuove il portale culturalweb.it esordisce con un favoloso “clicca qui per visitare il sito”. Immagino ora e ore di brainstorming per arrivare a una strategia di comunicazione così sottile e persuasiva!

Scusandomi per non essere andata oltre la homepage (non ne ho avuto il cuore) consiglio comunque il sito agli amanti del vintage per un vero tuffo nell’archeologia del web (del resto, è o non è il sito dei Beni culturali?)

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