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	<title>Sottotomo &#187; Artisti</title>
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	<description>Sottolineature e recensioni</description>
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		<title>Tostoini per Bookcrossing.com</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 17:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sdrucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Non contenta di dedicarsi ai suoi strani animali, la nostra tartartista preferita Tostoini ha realizzato &#8220;Al centro della propria ragnatela&#8221;, che è stato selezionato da bookcrossing.com per diventare la 23esima etichetta in edizione limitata (leggasi &#8220;di alta qualità&#8221;). Rinnovando i complimenti per il suo lavoro, lasciamo spazio al suo commento che condividiamo assolutamente: La lettura&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="tostoini1.jpg" rel="attachment wp-att-303" href="http://sottotomo.com/2008/01/07/tostoini-per-bookcrossingcom/tostoini1jpg/"><img src="http://www.sottotomo.com/wp-content/img/tostoini1.jpg" border="0" alt="tostoini1.jpg" align="left" /></a>Non contenta di dedicarsi ai suoi <a href="http://blog.tostoini.it/?p=823" target="_blank">strani animali</a>, la nostra tartartista preferita <a href="http://www.sottotomo.com/2007/05/19/188/" target="_blank">Tostoini</a> ha realizzato &#8220;Al centro della propria ragnatela&#8221;, che è stato selezionato da <a href="http://www.bookcrossing.com" target="_blank">bookcrossing.com</a> per diventare la 23esima etichetta in edizione limitata (leggasi &#8220;di alta qualità&#8221;).</p>
<p>Rinnovando i complimenti per il suo lavoro, lasciamo spazio al suo commento che condividiamo assolutamente:</p>
<blockquote><p>La lettura&#8230; è un momento di solitudine, qualcosa tra te e il tuo libro. Di fatto, è qualcosa che ti connette con gli altri lettori. Lettori, e Bookcrosser, più di qualunque altro amante dei libri, sono uniti tra loro tramite delle ragnatele di libri.</p></blockquote>
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		<title>Lo strano caso di Andrea Bertotti</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jul 2007 08:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sdrucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordate l&#8217;uomo del quotidiano straordinario? Su Repubblica &#8211; Torino di oggi Massimo Novelli racconta la sua storia: l pittore e scultore che ha conquistato Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, si chiama Andrea Bertotti, ha quarantun anni e per campare e sfamare due figlie, dato che l&#8217;arte e la poesia sovente non danno pane e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate l&#8217;uomo del <a href="http://www.sottotomo.com/2007/05/16/quotidiano-straordinario/" target="_blank"><em>quotidiano straordinario</em></a>?</p>
<p>Su Repubblica &#8211; Torino di oggi Massimo Novelli racconta la sua storia:</p>
<blockquote><p>l pittore e scultore che ha conquistato Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, si chiama Andrea Bertotti, ha quarantun anni e per campare e sfamare due figlie, dato che l&#8217;arte e la poesia sovente non danno pane e neppure pubblici onori, da un bel po&#8217; di tempo lavora come operaio al cimitero Monumentale di Torino. Incredibile ma vero. E singolare, strana condizione, la sua, quella cioè di un artista libero e pieno di talento che ha al suo attivo diverse mostre, vari riconoscimenti da parte della critica più attenta e la paternità, oltre al resto che sveleremo tra poco, di un suo lieve, ironico, onirico e intrigante giornale (o <em>journal</em>, se si vuole, di segni e parole) che dal 2000 va dipingendo ogni giorno su carta di quotidiani. Ventimila fogli, insomma, in sette anni, che si sono potuti e si possono leggere, guardare e toccare in alcuni caffè torinesi e al bar della Triennale di Milano.</p>
<p>Ma c&#8217;è anche e soprattutto dell&#8217;altro. Ovvero questo semplice fatto: in giro per la piazze e i corsi delle città italiane e straniere, da qualche settimana, sui cartelloni pubblicitari che reclamizzano la nuova Cinquecento campeggia uno slogan — <em>You are, we car</em> — che è stato scelto per accompagnare d&#8217;ora in avanti il logo dell&#8217;azienda del Lingotto. Una frase-simbolo di indubbia efficacia, piaciuta parecchio a Marchionne, che è stata pensata e scritta proprio da Andrea. Nessuno, però, lo sa. È venuto pertanto il momento di dirlo, scoprendo il volto dell&#8217;artista felice e sconosciuto. &#8220;Gli amici dell&#8217;agenzia 515 Creative Shop — spiega Bertotti — mi avevano invitato a collaborare con loro nell&#8217;ambito della gara internazionale per aggiudicarsi le campagne pubblicitarie per la nuova Cinquecento. Ho elaborato alcune proposte e l&#8217;ultima che ho scritto, quel <em>You are, we car</em>, alla fine è risultata vincente&#8221;.</p>
<p>Schivo, con la testa classicamente tra le nuvole, Andrea ha un approccio all&#8217;espressione artistica che sarebbe piaciuto a un grande romanziere come Jean Giono. Vi ricordate il suo racconto <em>L&#8217;uomo che piantava gli alberi</em>? È la storia di quell&#8217;uomo che &#8220;arrivato dove desiderava, cominciò a piantare la sua asta di ferro in terra. Faceva così un buco nel quale depositava una ghianda, dopo di che turava di nuovo il buco. Piantava querce&#8221;. Il pittore torinese si sente in sintonia con il personaggio descritto dal narratore di Manosque perché pure lui semina ghiande artistiche, affinché nascano dei boschi metropolitani. E lo fa, spesso e volentieri, gratis o quasi. Si prenda a esempio il suo personalissimo giornale, quei dieci o più fogli di <em>Repubblica </em>o de <em>La Stampa</em> trasformati ogni giorno in veri quadri, che ha intitolato &#8220;Misteri della sede&#8221; con una delle sue non banali scorribande semantiche. &#8220;Ero stato invitato a cena da amici — ricorda Andrea — e, invece di portare del vino come si fa di solito, ho portato un foglio di giornale disegnato da me. Tra gli invitati c&#8217;era Maria Enrichez, proprietaria di un bar di via San Francesco da Paola. Il mio lavoro le è piaciuto e mi ha chiesto di esporne altri nel suo locale&#8221;. Apprezzamenti, d&#8217;altro canto, che gli sono venuti, tra i tanti, da Lapo Elkann, che lo ha messo in contatto con il direttore della Triennale, allo stesso Marchionne, al quale sono stati regalati alcuni fogli del giornale d&#8217;artista.</p>
<p>Andrea Bertotti, in tutto questi anni, non è diventato ricco e neanche troppo famoso, almeno quanto meriterebbe. Ma a lui sembra importare poco. La sua vita, pure nei momenti di intervallo al Monumentale, coincide con il gesto e con le idee da mettere su carta, da realizzare in sculture e in installazioni, da consegnare alle agende che riempie di disegni, di concetti, di storie. Ed è forse in uno di quegli stacchi dal lavoro, che fa per mangiare, che deve avere pensato a <em>You are, we car</em>. Ossia a un messaggio di immediata comunicazione, umanissimo, che consente a chi lo riceve di interpretarlo a suo piacimento. Ma con una base imprescindibile: &#8220;Tu sei, noi siamo, ciò che sei e che siamo, ciò che desideri e che desideriamo essere; loro, la Fiat, per destino e per Dna non possono essere che inventori di automobili&#8221;. Ecco come è stato sedotto Marchionne.</p></blockquote>
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