Archive for the 'Visioni' Category

Aspettando La strada – il film

Sdrucciola dicembre 8th, 2009

In attesa dell’uscita nelle sale della versione grande schermo del capolavoro di McCarthy possiamo scaldarci con il giochino “Trova le differenze” che propone il Guardian: qui il trailer originale, qui la versione british.

Personalmente preferisco la versione british con meno catastrofismo iniziale. I lettori del Guardian, in buona parte, non la pensano come me e c’è chi accusa i distributori di aver inserito elementi confortanti (es. la musica) per non dare l’immagine di un film troppo deprimente. In rete si trova anche una curiosa recensione italiana che lo liquida con un:  “il film più deprimente che sia mai stato girato”. Non deprimente quanto alcune recensioni, direi.

Auguriamoci che il film trovi presto un distributore italiano!

Tostoini per Bookcrossing.com

Sdrucciola gennaio 7th, 2008

tostoini1.jpgNon contenta di dedicarsi ai suoi strani animali, la nostra tartartista preferita Tostoini ha realizzato “Al centro della propria ragnatela”, che è stato selezionato da bookcrossing.com per diventare la 23esima etichetta in edizione limitata (leggasi “di alta qualità”).

Rinnovando i complimenti per il suo lavoro, lasciamo spazio al suo commento che condividiamo assolutamente:

La lettura… è un momento di solitudine, qualcosa tra te e il tuo libro. Di fatto, è qualcosa che ti connette con gli altri lettori. Lettori, e Bookcrosser, più di qualunque altro amante dei libri, sono uniti tra loro tramite delle ragnatele di libri.

Berlino (lato inverno)

Sdrucciola novembre 20th, 2007

berlin.jpgTecnicamente è ancora autunno, ma diciamo che per farsi un’idea di Berlino col freddo novembre va benissimo.

Dopo l’entusiasmo di questa estate per una città infinita e piena di sorprese, aggiungo qualche nota ad uso di chi vi si trovi a passare.

Martin Gropius Bau: il nonno del Gropius per noi più celebre (quello del Bauhaus) ci ha lasciato questo edificio che merita una visita per due motivi. Il primo è la sua collocazione ad un passo dagli edifici ultracontemporanei di Postdamer Platz, per capire appieno cosa si intende quando si dice che Berlino cambia da un isolato all’altro. Il secondo sono le esibizioni che ospita. Se capitate in città prima del 14 Gennaio, non lasciatevi sfuggire Vom funken zur pixel, vi lascerà letteralmente elettrizzati!

Brücke Museum: Arrivarci non è facilissimo, dato che il museo si trova nella zona sud occidentale della città (metro U3 fino a Oksar Helene Heim, poi 5 fermate sul bus 115 in direzione nord) ma ne vale comunque la pena se vi interessa l’epressionismo. I quadri non sono moltissimi ma il percorso è stimolante e il museo è a un passo dalla foresta.

Bauhaus Archive: il museo dedicato al Bauhaus è talmente stiloso che persino i bagni sono un capolavero di design. Il percorso è breve ma periodicamente si tengono delle mostre temporanee. Da non perdere lo shop pieno di mai-più-senza e la tavoletta di cioccolato sweet support grazie a cui l’archivio si autofinanzia.

Neue Nationalegalerie: Dall’espressionismo all’astrattismo più spinto, è il tempio berlinese dell’arte moderna. L’edificio è imponente e le tele numerose e ben rappresentative. La scelta di non strutturare uno o più percorsi tra i quadri però mi lascia perplessa, basta distrarasi un attimo e si ha una non sempre gradevole sovrapposizione di stili.
Fino al 24 febbraio il Museo ospita la mostra di Jannis Kounellis, un singolare labiritno che guida alla scoperta delle sue opere. Il genere personlamente non mi entusiasma (sacchi di carbone, ferri da stiro ecc…) ma l’incontro improvviso con una guardia del museo (una guardia in un labirinto è un bel paradosso) ha dato un perché alla visita.

Note generali: Questa visita conferma l’impressione che, quando possono, i berlinesi dedicano molto spazio all’arte. Sia negli investimenti (v. anche il bellissimo Birrificio Culturale) che negli allestimenti. Sale enormi, dove ogni opera può davvero respirare e il visitatore coltivare l’illusione di essere solo.

Infine, se riuscite a resistere alla tentazione di guardare la cartina ogni 30 secondi (io ci ho provato con alterni successi), provate a perdervi:

“Non sapersi orientare in una città non significa molto.
Ci vuole invece una certa pratica per smarrirsi in essa
come ci si smarrisce in una foresta”
W. Benjamin, Infanzia berlinese

Grazie a Michela per la citazione e i suggerimenti.

Il Sergente

Sdrucciola ottobre 31st, 2007

Intenso ed emotivo in un bel senso che ti prende alla pancia, un grande omaggio al libro di Rigoni Stern. Se non siete uno del milione di italiani che ieri sera hanno visto Il sergente di Marco Paolini su la7 dovrete temo aspettare il dvd (o una pietosa replica). In ogni caso qui potete sentirlo raccontare dal suo autore.

Sul cinema

Panzallaria ottobre 24th, 2007

Succede che un appassionato di cinema e letteratura, nonché ex caporedattore di una rivista, nonché editor per alcune agenzie di Bologna, scriva alcune recensioni per una pubblicazione universitaria e che – a causa di disaccordi con il direttore – non vengono pubblicate.

Succede che queste recensioni sono il frutto di grande lavoro e studio “matto e disperatissimo” di un’estate.

Succede che – per fortuna – il social network, web 2.0, democrazia digitale (chiamatelo un po’ come volete) dia la possibilità di rendere pubblico e fruibile il proprio lavoro.

Succede che a Sottotomo queste cose piacciano e abbia voglia di segnalarle.

I film e relative recensioni in questione sono:

  • Il viaggio di Levi di Davide Ferrario
  • Aria Salata di Alessandro Gentilini
  • H2Odio di Alex Infascelli

e questo il link per leggersele tutte

Il blog è quello del Dottor Carlo

Berlino

Sdrucciola agosto 17th, 2007

berlino.jpgPer parlare dei libri delle vacanze ci sarà tempo, per alleggerire il ritorno vi beccate la recensione di una città :-)

SPAZIO: Berlino è una città in cui si sta belli comodi. Intanto perché nei suoi 892 km² ci sono tre milioni di abitanti (Parigi ne ha circa due milioni stretti in 105 km²). E poi ci sono i parchi, tanti e belli, tra cui spicca il Tiergarten, un vero bosco nel centro della città.

MOTO A LUOGO: Basta un quarto d’ora per capire che la città è il regno dei ciclisti. Per provare l’autentica ebrezza del potere basta affittare una bici e inforcare una delle innumerevoli piste (o là dove non ci sono, avventurarsi sulla strada).
Pedoni che si scostano al solo sentire il rumore delle ruote, automobilisti che non solo guardano prima di uscire da un parcheggio, ma si fermano se state per passare.
Certo, se da pedone vi azzardate a mettere mezzo piede su una pista ciclabile rischiate di restare travolti. Ma perché andare a piedi quando si arriva ovunque in bici?
Unica avvertenza è prepararsi all’umiliazione: i berlinesi sono delle schegge e vi faranno sentire come dei dueenni sul triciclo.

GUARDARE: prima di tutto, sopra la vostra testa. Perché probabilmente sta per piovere. Poi un po’ più in basso, per godere di una città che è un museo dell’architettura a cielo aperto. Passeggiando per Potsdamer Platz vi sembrerà di essere nella Disnelyland degli architetti. Immagino la faccia di Renzo Piano quando gli avranno detto: “ci sarebbe da ricostruire questa storica piazza in una delle capitali europee, hai qualche idea?”. Per non parlare dei palazzoni della DDR e dei grandi viali.
Ad ogni angolo c’è una suggestione, storica o artistica, da accogliere.

VISITE: I musei sono troppi. Quello di Pergamon è davvero da non perdere, oltre alla ricchezza dei reperti c’è l’effetto emotivo di trovarsi di fronte ad opere davvero monumentali. Per le frivolezze meritano un giro il Seadom (ascensore-acquario) e il museo dei Ramones (occhio: sta per trasferirsi).

LA STORIA: è ovunque. Consiglio di visitare nello stesso giorno il museo della DDR e quello della Stasi. Come passare da Goodbye Lenin a Le vite degli altri, vi lascerà pochissima voglia di portarvi a casa un gadget del passato.
Una bella passeggiata nel memoriale dell’olocausto è un’altra tappa per chi non ha paura di appesantirsi un po’ il cuore e lasciare scorrere i pensieri. Se non saltate da un cubo all’altro i guardiani vi lasciano in pace.

CIBO: currywurst, bratwurst e birra? Certo, ma anche thai, greco, mediorientale. Ovunque, a qualsiasi ora e all’aperto (anche d’inverno!).

QUANTO MI COSTA: i musei sono gratis le ultime ore del giovedì, il cibo è ampiamente a portata di tasca, gli affitti sono bassi. Vestiti, borse e oggetti di design alzano la media.

I BERLINESI: gli altri tedeschi dicono che Berlino è grigia, caotica e rumorosa.
Punti di vista, per chi è abituato a Milano sembra un’oasi di silenzio e ordine.
I berlinesi hanno altri problemi, le gru che sono diventate il simbolo della città li hanno lasciati con un discreto indebitamento e ora sono molti quelli costretti ad andare altrove per trovare lavoro.

CLIMA: non si può avere tutto…

Lo strano caso di Andrea Bertotti

Sdrucciola luglio 24th, 2007

Ricordate l’uomo del quotidiano straordinario?

Su Repubblica – Torino di oggi Massimo Novelli racconta la sua storia:

l pittore e scultore che ha conquistato Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, si chiama Andrea Bertotti, ha quarantun anni e per campare e sfamare due figlie, dato che l’arte e la poesia sovente non danno pane e neppure pubblici onori, da un bel po’ di tempo lavora come operaio al cimitero Monumentale di Torino. Incredibile ma vero. E singolare, strana condizione, la sua, quella cioè di un artista libero e pieno di talento che ha al suo attivo diverse mostre, vari riconoscimenti da parte della critica più attenta e la paternità, oltre al resto che sveleremo tra poco, di un suo lieve, ironico, onirico e intrigante giornale (o journal, se si vuole, di segni e parole) che dal 2000 va dipingendo ogni giorno su carta di quotidiani. Ventimila fogli, insomma, in sette anni, che si sono potuti e si possono leggere, guardare e toccare in alcuni caffè torinesi e al bar della Triennale di Milano.

Ma c’è anche e soprattutto dell’altro. Ovvero questo semplice fatto: in giro per la piazze e i corsi delle città italiane e straniere, da qualche settimana, sui cartelloni pubblicitari che reclamizzano la nuova Cinquecento campeggia uno slogan — You are, we car — che è stato scelto per accompagnare d’ora in avanti il logo dell’azienda del Lingotto. Una frase-simbolo di indubbia efficacia, piaciuta parecchio a Marchionne, che è stata pensata e scritta proprio da Andrea. Nessuno, però, lo sa. È venuto pertanto il momento di dirlo, scoprendo il volto dell’artista felice e sconosciuto. “Gli amici dell’agenzia 515 Creative Shop — spiega Bertotti — mi avevano invitato a collaborare con loro nell’ambito della gara internazionale per aggiudicarsi le campagne pubblicitarie per la nuova Cinquecento. Ho elaborato alcune proposte e l’ultima che ho scritto, quel You are, we car, alla fine è risultata vincente”.

Schivo, con la testa classicamente tra le nuvole, Andrea ha un approccio all’espressione artistica che sarebbe piaciuto a un grande romanziere come Jean Giono. Vi ricordate il suo racconto L’uomo che piantava gli alberi? È la storia di quell’uomo che “arrivato dove desiderava, cominciò a piantare la sua asta di ferro in terra. Faceva così un buco nel quale depositava una ghianda, dopo di che turava di nuovo il buco. Piantava querce”. Il pittore torinese si sente in sintonia con il personaggio descritto dal narratore di Manosque perché pure lui semina ghiande artistiche, affinché nascano dei boschi metropolitani. E lo fa, spesso e volentieri, gratis o quasi. Si prenda a esempio il suo personalissimo giornale, quei dieci o più fogli di Repubblica o de La Stampa trasformati ogni giorno in veri quadri, che ha intitolato “Misteri della sede” con una delle sue non banali scorribande semantiche. “Ero stato invitato a cena da amici — ricorda Andrea — e, invece di portare del vino come si fa di solito, ho portato un foglio di giornale disegnato da me. Tra gli invitati c’era Maria Enrichez, proprietaria di un bar di via San Francesco da Paola. Il mio lavoro le è piaciuto e mi ha chiesto di esporne altri nel suo locale”. Apprezzamenti, d’altro canto, che gli sono venuti, tra i tanti, da Lapo Elkann, che lo ha messo in contatto con il direttore della Triennale, allo stesso Marchionne, al quale sono stati regalati alcuni fogli del giornale d’artista.

Andrea Bertotti, in tutto questi anni, non è diventato ricco e neanche troppo famoso, almeno quanto meriterebbe. Ma a lui sembra importare poco. La sua vita, pure nei momenti di intervallo al Monumentale, coincide con il gesto e con le idee da mettere su carta, da realizzare in sculture e in installazioni, da consegnare alle agende che riempie di disegni, di concetti, di storie. Ed è forse in uno di quegli stacchi dal lavoro, che fa per mangiare, che deve avere pensato a You are, we car. Ossia a un messaggio di immediata comunicazione, umanissimo, che consente a chi lo riceve di interpretarlo a suo piacimento. Ma con una base imprescindibile: “Tu sei, noi siamo, ciò che sei e che siamo, ciò che desideri e che desideriamo essere; loro, la Fiat, per destino e per Dna non possono essere che inventori di automobili”. Ecco come è stato sedotto Marchionne.

Cinema invisibile

Sdrucciola luglio 17th, 2007

Per chi ama il cinema ma non si può permettere il lusso di girare per festival: Cinema invisibile di Ticho Film offre segnalazioni e recensioni di film e documentari che difficilmente vedrete nei multisala (ma che loro, se possono, mettono a disposizione).

Il sito contiene un data base con le rassegne e i festival in giro per l’Italia, da tenere presente per non morire di CineVillaggi estivi;-)

Tichoblog

Chapliniana – Tempi Moderni

Panzallaria luglio 5th, 2007

La rassegna si tiene a Bologna, nell’ambito dell’evento estivo – ormai consuetudine – che si chiama Cinema Ritrovato, a cura della Cineteca comunale.

Chapliniana, lo dice il nome stesso, mette al centro il lavoro del grande Charlie Chaplin e l’opera di restauro avviata sui suoi film.

In una serata estiva ma fresca, ieri sono stata al Teatro Comunale.

Dove ho partecipato ad un evento che mi ha smosso dentro.

La proiezione di “Tempi Moderni”, in versione restaurata, con l’accompagnamento dell’orchestra.

Un’emozione unica.

Il film sempre di una freschezza e attualità sconvolgenti e il sottofondo musicale che saliva dal teatro.

Un’opera colossale quella di recupero delle musiche originali, un lavoro che ha coperto 16 mesi.

Ma ne è valsa la pena. Chaplin si muove nel film con la leggiadria di chi prevede i tempi, di chi sta in bilico tra un mondo ormai finito e in crisi e uno nuovo, sconosciuto e sull’orlo di inghiottire tutto il vecchio.

Danza dentro ai meccanismi della modernità, ironizza sull’uomo, schiacciato dagli ingranaggi delle macchine e della produzione consumistica.

Danza a ritmo di musiche metalliche ma armoniose.

Musiche che – suonate dal vivo – conferiscono al tutto una grande freschezza e immediatezza sentimentale.

Canta in una lingua sconosciuta. Quella di chi non sa bene cosa sarà del futuro dell’uomo ma vuole scommettere e avere fiducia.

Chapliniana si tiene a Bologna, fino al 30 ottobre 2007 e prevede numerosi appuntamenti tra proiezioni, mostre ed eventi.

La tartaruga

Sdrucciola maggio 19th, 2007

La tartaruga disse a Zeus: “Voglio una casa tutta per me, in modo che vi possa entrare solo chi dico io!”. Zeus rispose: “Avrai una casa tutta tua, ma ci potrai entrare solo tu!” (Esopo)

Tostoini non era molto soddisfatta della risposta di Zeus, e ha provveduto portando la sua casa nel favoloso Marshmellowshire dove “le leggi di Murphy hanno sostituito quelle della fisica” e tutti possono entrare.

tostoini.jpgQuesta tartaruga, che ha creato personaggi come il mitico Alphonse, realizza splendide tele con la sola imposizione dell’immaginazione. Non per niente è una delle teste pensanti del bookcrossing a cui regala idee e slancio (chi altri poteva pensare di fissare i libri sulla corda del bucato per dire che “la cultura è appesa a un filo”?).

Alcuni sostengono che sia la figlia segreta di Tim Burton, molti pensano che il mondo sarebbe un posto migliore se assomigliasse un po’ di più al Marshmellowshire.

Se volete saperne di più potete fare un salto a Cagliari dove, da sabato 26 maggio al 17 giugno al May Mask Caffè, saranno in esposizione le sue opere.

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