Tostoini per Bookcrossing.com
Gennaio 7, 2008 by Sdrucciola · 4 Comments
Non contenta di dedicarsi ai suoi strani animali, la nostra tartartista preferita Tostoini ha realizzato “Al centro della propria ragnatela”, che è stato selezionato da bookcrossing.com per diventare la 23esima etichetta in edizione limitata (leggasi “di alta qualità”).
Rinnovando i complimenti per il suo lavoro, lasciamo spazio al suo commento che condividiamo assolutamente:
La lettura… è un momento di solitudine, qualcosa tra te e il tuo libro. Di fatto, è qualcosa che ti connette con gli altri lettori. Lettori, e Bookcrosser, più di qualunque altro amante dei libri, sono uniti tra loro tramite delle ragnatele di libri.
Sul cinema
Ottobre 24, 2007 by Panzallaria · 4 Comments
Succede che un appassionato di cinema e letteratura, nonché ex caporedattore di una rivista, nonché editor per alcune agenzie di Bologna, scriva alcune recensioni per una pubblicazione universitaria e che - a causa di disaccordi con il direttore - non vengono pubblicate.
Succede che queste recensioni sono il frutto di grande lavoro e studio “matto e disperatissimo” di un’estate.
Succede che - per fortuna - il social network, web 2.0, democrazia digitale (chiamatelo un po’ come volete) dia la possibilità di rendere pubblico e fruibile il proprio lavoro.
Succede che a Sottotomo queste cose piacciano e abbia voglia di segnalarle.
I film e relative recensioni in questione sono:
- Il viaggio di Levi di Davide Ferrario
- Aria Salata di Alessandro Gentilini
- H2Odio di Alex Infascelli
e questo il link per leggersele tutte
Il blog è quello del Dottor Carlo
Lo strano caso di Andrea Bertotti
Luglio 24, 2007 by Sdrucciola · 1 Comment
Ricordate l’uomo del quotidiano straordinario?
Su Repubblica - Torino di oggi Massimo Novelli racconta la sua storia:
l pittore e scultore che ha conquistato Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, si chiama Andrea Bertotti, ha quarantun anni e per campare e sfamare due figlie, dato che l’arte e la poesia sovente non danno pane e neppure pubblici onori, da un bel po’ di tempo lavora come operaio al cimitero Monumentale di Torino. Incredibile ma vero. E singolare, strana condizione, la sua, quella cioè di un artista libero e pieno di talento che ha al suo attivo diverse mostre, vari riconoscimenti da parte della critica più attenta e la paternità, oltre al resto che sveleremo tra poco, di un suo lieve, ironico, onirico e intrigante giornale (o journal, se si vuole, di segni e parole) che dal 2000 va dipingendo ogni giorno su carta di quotidiani. Ventimila fogli, insomma, in sette anni, che si sono potuti e si possono leggere, guardare e toccare in alcuni caffè torinesi e al bar della Triennale di Milano.
Ma c’è anche e soprattutto dell’altro. Ovvero questo semplice fatto: in giro per la piazze e i corsi delle città italiane e straniere, da qualche settimana, sui cartelloni pubblicitari che reclamizzano la nuova Cinquecento campeggia uno slogan — You are, we car — che è stato scelto per accompagnare d’ora in avanti il logo dell’azienda del Lingotto. Una frase-simbolo di indubbia efficacia, piaciuta parecchio a Marchionne, che è stata pensata e scritta proprio da Andrea. Nessuno, però, lo sa. È venuto pertanto il momento di dirlo, scoprendo il volto dell’artista felice e sconosciuto. “Gli amici dell’agenzia 515 Creative Shop — spiega Bertotti — mi avevano invitato a collaborare con loro nell’ambito della gara internazionale per aggiudicarsi le campagne pubblicitarie per la nuova Cinquecento. Ho elaborato alcune proposte e l’ultima che ho scritto, quel You are, we car, alla fine è risultata vincente”.
Schivo, con la testa classicamente tra le nuvole, Andrea ha un approccio all’espressione artistica che sarebbe piaciuto a un grande romanziere come Jean Giono. Vi ricordate il suo racconto L’uomo che piantava gli alberi? È la storia di quell’uomo che “arrivato dove desiderava, cominciò a piantare la sua asta di ferro in terra. Faceva così un buco nel quale depositava una ghianda, dopo di che turava di nuovo il buco. Piantava querce”. Il pittore torinese si sente in sintonia con il personaggio descritto dal narratore di Manosque perché pure lui semina ghiande artistiche, affinché nascano dei boschi metropolitani. E lo fa, spesso e volentieri, gratis o quasi. Si prenda a esempio il suo personalissimo giornale, quei dieci o più fogli di Repubblica o de La Stampa trasformati ogni giorno in veri quadri, che ha intitolato “Misteri della sede” con una delle sue non banali scorribande semantiche. “Ero stato invitato a cena da amici — ricorda Andrea — e, invece di portare del vino come si fa di solito, ho portato un foglio di giornale disegnato da me. Tra gli invitati c’era Maria Enrichez, proprietaria di un bar di via San Francesco da Paola. Il mio lavoro le è piaciuto e mi ha chiesto di esporne altri nel suo locale”. Apprezzamenti, d’altro canto, che gli sono venuti, tra i tanti, da Lapo Elkann, che lo ha messo in contatto con il direttore della Triennale, allo stesso Marchionne, al quale sono stati regalati alcuni fogli del giornale d’artista.
Andrea Bertotti, in tutto questi anni, non è diventato ricco e neanche troppo famoso, almeno quanto meriterebbe. Ma a lui sembra importare poco. La sua vita, pure nei momenti di intervallo al Monumentale, coincide con il gesto e con le idee da mettere su carta, da realizzare in sculture e in installazioni, da consegnare alle agende che riempie di disegni, di concetti, di storie. Ed è forse in uno di quegli stacchi dal lavoro, che fa per mangiare, che deve avere pensato a You are, we car. Ossia a un messaggio di immediata comunicazione, umanissimo, che consente a chi lo riceve di interpretarlo a suo piacimento. Ma con una base imprescindibile: “Tu sei, noi siamo, ciò che sei e che siamo, ciò che desideri e che desideriamo essere; loro, la Fiat, per destino e per Dna non possono essere che inventori di automobili”. Ecco come è stato sedotto Marchionne.
Cinema invisibile
Luglio 17, 2007 by Sdrucciola · 1 Comment
Per chi ama il cinema ma non si può permettere il lusso di girare per festival: Cinema invisibile di Ticho Film offre segnalazioni e recensioni di film e documentari che difficilmente vedrete nei multisala (ma che loro, se possono, mettono a disposizione).
Il sito contiene un data base con le rassegne e i festival in giro per l’Italia, da tenere presente per non morire di CineVillaggi estivi;-)
Chapliniana - Tempi Moderni
Luglio 5, 2007 by Panzallaria · 2 Comments
La rassegna si tiene a Bologna, nell’ambito dell’evento estivo - ormai consuetudine - che si chiama Cinema Ritrovato, a cura della Cineteca comunale.
Chapliniana, lo dice il nome stesso, mette al centro il lavoro del grande Charlie Chaplin e l’opera di restauro avviata sui suoi film.
In una serata estiva ma fresca, ieri sono stata al Teatro Comunale.
Dove ho partecipato ad un evento che mi ha smosso dentro.
La proiezione di “Tempi Moderni”, in versione restaurata, con l’accompagnamento dell’orchestra.
Un’emozione unica.
Il film sempre di una freschezza e attualità sconvolgenti e il sottofondo musicale che saliva dal teatro.
Un’opera colossale quella di recupero delle musiche originali, un lavoro che ha coperto 16 mesi.
Ma ne è valsa la pena. Chaplin si muove nel film con la leggiadria di chi prevede i tempi, di chi sta in bilico tra un mondo ormai finito e in crisi e uno nuovo, sconosciuto e sull’orlo di inghiottire tutto il vecchio.
Danza dentro ai meccanismi della modernità, ironizza sull’uomo, schiacciato dagli ingranaggi delle macchine e della produzione consumistica.
Danza a ritmo di musiche metalliche ma armoniose.
Musiche che - suonate dal vivo - conferiscono al tutto una grande freschezza e immediatezza sentimentale.
Canta in una lingua sconosciuta. Quella di chi non sa bene cosa sarà del futuro dell’uomo ma vuole scommettere e avere fiducia.
Chapliniana si tiene a Bologna, fino al 30 ottobre 2007 e prevede numerosi appuntamenti tra proiezioni, mostre ed eventi.
La tartaruga
Maggio 19, 2007 by Sdrucciola · 4 Comments
La tartaruga disse a Zeus: “Voglio una casa tutta per me, in modo che vi possa entrare solo chi dico io!”. Zeus rispose: “Avrai una casa tutta tua, ma ci potrai entrare solo tu!” (Esopo)
Tostoini non era molto soddisfatta della risposta di Zeus, e ha provveduto portando la sua casa nel favoloso Marshmellowshire dove “le leggi di Murphy hanno sostituito quelle della fisica” e tutti possono entrare.
Questa tartaruga, che ha creato personaggi come il mitico Alphonse, realizza splendide tele con la sola imposizione dell’immaginazione. Non per niente è una delle teste pensanti del bookcrossing a cui regala idee e slancio (chi altri poteva pensare di fissare i libri sulla corda del bucato per dire che “la cultura è appesa a un filo”?).
Alcuni sostengono che sia la figlia segreta di Tim Burton, molti pensano che il mondo sarebbe un posto migliore se assomigliasse un po’ di più al Marshmellowshire.
Se volete saperne di più potete fare un salto a Cagliari dove, da sabato 26 maggio al 17 giugno al May Mask Caffè, saranno in esposizione le sue opere.
Quotidiano straordinario
Maggio 16, 2007 by Sdrucciola · 3 Comments
Tutte le mattine milioni di persone comprano il giornale, lo sfogliano, lo mettono da parte, e alla sera lo leggono con calma.
Tutte le mattine Andrea Bertotti compra il giornale, lo sfoglia, lo mette da parte, e alla sera lo utilizza per creare il “suo” giornale.
I colori diventano linee e segni, traendo spunto dalla carta piuttosto che dalle sue visioni.
Il suo quotidiano racconta quello che succede e molto di più.
Se siete curiosi potete trovarlo e sfogliarlo a Torino, alla vinicola Sorji tra gli altri luoghi, oppure potete andare al Caffè della Triennale, a Milano, dove è presente in versione settimanale.
Non è un caso se il suo lavoro si trova principalmente nei caffè, luoghi dove si va per consumare certo, ma anche per sapere cosa succede, cosa si dice.
L’incontro con questo quotidiano sarà in ogni caso sarà un’esperienza straordinaria: Andrea Bertotti riesce davvero a muoversi danzando tra le parole e le immagini scomponendole e riassemblandole, creando un senso nuovo a partire dall’ovvio. Cosa ancora più gradita, lo fa senza prendersi e prenderci troppo sul serio. Che con il giornale di oggi domani si incarterà il pesce, lui, se lo ricorda…
Lou Reed’s New York a Milano
Marzo 30, 2007 by Sdrucciola · Leave a Comment
Fino al 12 maggio la galeria Arteutopia ospita gli scatti di Lou Reed!
GALLERIA ARTEUTOPIA
Via Gian Giacomo Mora 5, Milano
tel. 02 89055278 / 89055279
Orari: da martedì a sabato 10.30-13.00 e 15.00-19.30
Mankell trailer: Delitto di mezza estate
Gennaio 26, 2007 by Sdrucciola · Leave a Comment
Curiosità: uno dei protagonisti (il cattivo?) è Peter Gantzler, il bravo interprete di Il grande capo, sugli schermi in questo periodo
Nota1: la biondina non è Ann-Britte
Nota3: se non avete ancora letto il libro, evitate di andare sulla pagina di Marsilio, rischio spoiler elevatissimo (accidenti a loro!)
Gatti e topi
Novembre 23, 2006 by Panzallaria · 1 Comment
Ho appena finito di leggere Maus, la graphic novel di Art Spiegelman, uscita in edizione integrale con Repubblica e che gli ha fatto meritare un Pulitzer.
Ho finito prima di addormentarmi e ho fatto sogni intensi e angoscianti, pieni della storia che qui è narrata.
L’olocausto degli ebrei, i campi di sterminio, e la perdita delle persone care e delle certezze è qui raccontata con il punto di vista del padre dell’autore, trasfigurato in topo.
Non è un fumetto di quelli da leggere in spiaggia, Maus.
Anche se cerca il lieto fine e lo fa suo per lasciare spazio ai dubbi e al vuoto esistenziale (che è contemporaneamente pieno memoriale) del protagonista-padre del libro.
Forse non è un fumetto. O non solo. Le immagini conferiscono potenza alla storia, una storia vera che non lascia spazio all’aneddoto ma solo alla cruda ricostruzione dei fatti come si sono evoluti nella memoria.
Attraverso le fisime, i mali interiori e le debolezze di un padre: ombra immensa - con il suo dolore - per un figlio vissuto sentendo parlare, sempre, di Auschwitz.
Attraverso gli occhi di un ebreo che degli ebrei non nega gli stereotipi ma li normalizza, che si è salvato ma è anche rimasto sommerso.
Attraverso gli occhi di un topo che tenta di fuggire dai gatti (i tedeschi) e dai loro giochini di potere come può, per un pezzo di formaggio che lo faccia arrivare a sera.
Attraverso il rapporto padre-figlio, nelle sue mille sfumature, nell’incedere della vecchiaia dell’uno e del senso di colpa dell’altro.
Maus mi ha profondamente turbata. Perché da quelle tavole non escono solo parole ma anche l’odore, l’odore della cenere e della nebbia polacca di quei - sempre più lontani - giorni del 44.
Se vi capita leggetelo, guardatelo e accarezzatelo come si fa con un ricordo.
Non personale ma nostro.



