Archive for the 'Varie' Category

Orgoglio e pregiudizio e zombie

Sdrucciola dicembre 22nd, 2009

orgoglio e pregiudizio e zombie

Alzi la mano chi vedendo questo volume non ha pensato “Sarà una boiata pazzesca”. Ora la alzi chi incrociandolo non si è fermato incuriosito dal titolo (e dalla copertina).
Sono felice di deludere i primi e incoraggiare gli ultimi. Perché sì, il tentativo è audace, ma è anche piuttosto ben riuscito.
Certo, la rivisitazione del classico non può non generare un po’ di estraniamento (diciamo subito che lo stile di Grahame-Smith non può essere all’altezza dell’originale).
Ma la fedeltà al testo e la misura con cui mette le mani sul capolavoro di Jane Austen sono encomiabili e producono un libro assolutamente godibile.

La storia è quella che conosciamo, ripresa scena per scena e parola per parola. Solo, tra un ballo e uno struggimento, compaiono gli zombie, o meglio la lotta agli zombie. Al set di abilità di cui deve dar sfoggio una signorina per bene si aggiungono quindi, con sorprendente naturalezza, le “arti mortali”. Sarebbe a dire che se non sai maneggiare a dovere le stelle ninja non puoi sperare di trovare un buon marito.

Una bella scoperta per gli amanti (soprattutto “le” amanti) di Orgoglio e pregiudizio. Perché Elizabeth è esattamente come la ricordiamo, solo che manifesta il suo spirito intraprendente mozzando teste non-morte. E Darcy, beh diciamo che il perfido e pusillanime Wickam paga a caro prezzo il vizio di sedurre e abbandonare giovani fanciulle.

E si libro lo avete già letto, preparatevi al film che, come riporta Booksblog, sarà interpretato da Natalie Portman.

Jane Austen, Grahame-Smith Seth, Orgoglio e pregiudizio e zombie, Nord, 15 €

Christopher Moore – Il vangelo secondo Biff

Sdrucciola ottobre 19th, 2009

Diciamolo, non è che Biff sia esattamente un genio. Ma ha dalla sua una cosa non poco: è il miglior amico di Gesù da quando avevano 6 anni. Certo, essere il compagno di giochi e avventure del futuro messia non è facile, per quanto resuscitare lucertole sia un bel modo di passare i pomeriggi.
Ma che dire quando il tuo migliore amico divino ti trascina dall’altra parte del mondo alla ricerca di quei tre magi che hanno presenziato alla sua nascita?

Christopher Moore si è preso un bel rischio quando ha scelto di raccontare la vita di Gesù  dal punto di vista di Biff. La cosa straordinaria è che ci è riuscito benissimo, tenendosi in equilibrio tra tradizione e blasfemia e scrivendo un libro decisamente divertente!

This book you’ve read is just a story. I made it up. It is not designed to change anyone’s beliefs or worldview, unless after reading it you’ve decided to be kinder to your fellow humans (which is okay), or you decide you really would like to teach yoga to an elephant, in which case, please get videotape

Il primo buon motivo per leggerlo è che, credenti o no, passerete dei bei momenti vi diverterte a pensare che forse, alla fine, non vi dispiacerebbe pensare che le cose siano andate come le racconta Biff.

Il secondo buon motivo è che l’ultimo libro di Moore pubblicato in Italia (Suck me) non è all’altezza di Un lavoro sporco e potrebbe deludervi molto. Quindi, leggete questo :-)

E già che ci siete fate un giro sul suo blog, dove potete trovare cosette come questa:

Christopher Moore, Il vangelo secondo Biff, Elliot, € 18,50
Consigliato se vi piace: Doulgas Adams, Terry Pratchett, Kurt Vonnegut e pensate che li citino nei retro di copertina sempre a sproposito

Premio Nobel alla letteratura 2009

Sdrucciola ottobre 8th, 2009

Ha vinto Herta Müller.

E dire che per un attimo a Murakami ci avevo creduto…  ma forse nell’anno delle celebrazioni per la caduta del muro era prevedibile.
Resta il fatto che i vincitori del Nobel non sono quasi mai popolari (con qualche clamorosa eccezione) e obbligano i giornalisti a ravanare come disperati in cerca di spunti per i pezzi.
D’altra parte se il premio fosse assegnato in base alla popolarità ci tocchrebbe Dan Brown, quindi…

Suggerimenti per le vacanze

Sdrucciola luglio 28th, 2009

Ognuno ha le sue strategie per compilare la lista dei libri da portare in vacanza: seguire le classifiche dei best seller, affidarsi al caso nella libreria di fiducia,  ricorrere ai consigli degli amici.

Personalmente cerco sempre di fare un mix che tenga conto di tutte le possibili variazione di umore e desiderio. Senza mai farmi mancare un classico e un salto nel buio.

Nella valigia di quest’anno troveranno posto Erodoto, l’ultimo di Yasmina Khadra e, tanto per stare sul sicuro, il nuovo romanzo dell’adorato Mankell.

A chi parte, tra le letture di quest’anno, suggerirei:

- SVAGO PURO non imbecille:  Vedi di non morire di Josh Bazell.
Perché
unisce e scombina i generi della storia mafiosa e di quella ospedaliera. Con tanto sangue e tanto humor

- SAGGIO nella forma e nella sostanza:  Cuba libre di Yoani Sànchez.
Perché prima o poi bisogna svegliarsi e dire addio alle illusioni confortevoli.  Meglio farlo con una guida autentica

- IN VIAGGIO tra i luoghi e le storie:  Treno di notte per Lisbona di Pascal Mercier.
Perché è un romanzo che contiente infinite storie e fa venire voglia di partire

- ATTRAVERSO IL TEMPO tra storia e mito: Annibale di Paolo Rumiz
Perché ogni tanto bisogna semplicemente sedersi con un bicchiere di vino e ascoltare delle belle storie

buon viaggio!

Benvenuta LaLena

Sdrucciola marzo 22nd, 2009

Con grande piacere dò il benvenuto a LaLena, sottotoma nuova nuova le cui letture saranno sicuramente contagiose.
Tanto per intenderci, se non fosse stato per lei non avremmo scoperto L’arte della gioia.

Antonio Lobo Antunes – L’ordine naturale delle cose

LaLena marzo 21st, 2009

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Lisbona è una città  selvatica. Giungla densa di case povere e coloratissime nei quartieri popolari, formicai di pietra umida e di persone, dove la natura s’insinua a frammenti, come una cellula impazzita. La sua geografia la condanna al balenare dell’imprevisto.

Un lembo del suo fiume largo che svolazza in lontananza dietro i tetti fitti delle case, la foresta del Monsanto che salta fuori dietro le  arterie a quattro corsie che tagliano la periferia: Lisbona è luogo costituzionalmente votato all’epifania. E questo, per me, è Antonio Lobo Antunes che lo sa dire meglio di tutti. Perché L’ordine naturale delle cose è proprio quello che scaturisce dal vivo groviglio malinconico di questa sua città amata e odiata, più vera così stravolta dall’immaginazione, un ordine necessariamente sovvertito dalle fantasie malate del caos.

Sarà  forse perché per raccontare la noia e la disperazione senza rimanere invischiati nella morte di ogni possibilità  di riscatto – anche solo estetico, se poi questo è poco – per arrivare a dire, davvero, il trascinarsi patetico di personaggi più marginali che emarginati, un buon metodo è proprio quello di guardare la realtà  con sguardo straniato e impietoso, lasciandola delirare,  perdendosi fra le sue rovine, anche umane, accogliendone le improvvise folgorazioni oniriche.
E allora quell’espressione, “ordine naturale”, si carica di una determinante sfumatura ossimorica perché l’ordine in natura esiste, è basilare, ma c’è sempre un “anello che non tiene”, una cellula impazzita appunto, che impedisce la linearità  monotona, portando con sé nuova, sempre imperfetta, vita.

Antonio Lobo Antunes, L’ordine naturale delle cose, Milano, Feltrinelli, 2001, traduzione di Rita Desti

Un minuto di silenzio per le accentate

Sdrucciola febbraio 15th, 2009

A seguito di un necessario aggiornamento di wordpress abbiamo tragicamente perso le nostre care accentate, perite nell’adempimento di un dovere superiore.

Gli amici e i parenti le piangono sicuri che presto il governo ombra nerd di sottotomo compenser? la perdita.

Vogliamo ricordarle com’erano:? sempre disponibili, efficienti e proiettate al futuro

Hanif Kureishi – Ho qualcosa da dirti

Nathan gennaio 8th, 2009

Io non lo so com’è. Ma di Hanif Kureishi ne conosco due. Uno riflessivo e barbone, quello di Il mio orecchio sul tuo cuore o Il dono di Gabriel, per intenderci, di una lentezza asfissiante, un cazzeggio verboso.

E poi un’altro.

Una volta pensavo che questo secondo Kureishi, veloce e sincopato, bizzarro, divertente e insieme trasversalmente malinconico, fosse ormai perso nei lontani anni del Budda delle periferie e di The black album, nella sua personale epopea del melting pot londinese (per favore, non pensate a Un bacio appassionato. Altra robba).

E invece no.

Il Budda è tornato. Ed è diventato grande. Addirittura uno psicanalista, uno che con le parole è capace di curare. Prima di tutto se stesso, come ogni analista abilitato, del resto. E lo fa tornando ai ricordi, inseguendoli là dove non vogliono stare. Perché il passato ritorna, prima o poi, a saldare un conto che non si è pagato.

Jamal ha un segreto che si perde negli anni, una sorella con una pattuglia di figli avuti con padri diversi, un miglior amico drammaturgo sessualmente compulsivo e dedito a un ventaglio di droghe da invidia. E un amore scomparso nelle pieghe del tempo.

Pieghe, sì, non è solo un luogo comune linguistico. Perché per Kureishi il tempo narrativo è una coperta che lui non smette di arricciare e distendere. Può farvi arrabbiare o divertire. Ma in questo libro c’è una velocità di virata che vi stupirà, una voce che corre e salta, si arrampica sulla stoffa e precipita in volata e che pennella, sempre sulla stessa coperta, personaggi che s’innalzano davanti a te e ti toccano proprio lì, in mezzo al petto.

E la forza di questo libro è tutta qui. Una voce che corre e saltella con una leggerezza che nemmeno il tuo peso avrà più importanza e la forza di personaggi che bilanciano (e anche qualcosa in più) i difetti di una trama che qui mostra una crepa e là un cedimento.

 

Hanif Kureishi, Ho qualcosa da dirti, Bompiani, € 19,50

Tim Burton – The melancholy death of Oyster boy

iorek dicembre 22nd, 2008

Noi tutti amiamo Tim Burton, qui dentro.

Lo porteremmo fuori a cena. Guarderemmo il Palio dell’Assunta, con lui, e gli chiederemmo consiglio per la tonalita’ di malva dell’interno auto. Lo aiuteremmo a suonare al citofono di Moccia alle tre di notte, e se ci beccano diremmo che eravamo noi. Non lui.

Nella trionfale mediocrita’ del Natale 2008, per guadagnarmi il congruo assegno che Sottotomo – all’insaputa degli altri autori del blog – mi passa annualmente, ci terrei a consigliarvi un libricino. Un libricino che – L’Orrore! L’Orrore! – costa piuttosto, pur leggendosi in circa 40 minuti (comprese pause pane e Nutella).

Di norma, a chi vi scrive vengono le bolle quando l’Autore Ce Prova (leggi: pubblico 14 parole a 8 euro e 50).

The Melancholy Death of Oyster Boy and other stories, tuttavia, va letto.

E’ il Tim Burton che amiamo. E’ una sag(r)a di personaggi inumani, osceni, terrificanti e deliziosamente teneri. Nessuno di essi puo’ esistere, e malgrado cio’ non c’e’ niente di strano a leggerne le gesta. Perche’ noi amiamo Tim Burton.

Mentre faccio una pausa pane e Nutella, allego un paio link.

Se siete proprio contrari a comprare il libricino (disegnato da Tim in persona, mica cotica), mettervi sul divano, luci basse, iPhone spento, Nutella a portata di mano e Ghana dei Mountain Goats in sottofondo, potete sempre cliccare questo link e leggerlo online. Con la stessa carica artistica di brani di Elianto letti da Calderoli, ma c’e’ recessione, e Noi lo capiamo.

Qui invece un video carino.

Sottotomo contest Natalizio

Sdrucciola dicembre 21st, 2008

Un piccolo gioco nato casualmente tra me e Panzallaria: prendete una citazione famosa da un libro e… stavolgetela a vostro agio creando un’altra frase di senso compiuto. Per rendere la cosa più interessante mettiamo in palio un libro tra quelli commentati su Sottotomo per chi proporrà la frase più divertente o illuminante. Ovviamente i più virtuosi possono provare a combinare più citazioni;-)

Per iniziare ecco quella da cui tutto è partito (ma voi potete fare di meglio):
“Tutti i nonni affettuosi si somigliano, ogni nonno invadente è fastidioso a modo suo”

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