Archive for the 'Salvavita' Category

Libri in valigia

Sdrucciola luglio 26th, 2007

Sottotomo sta per andare in vacanza e anche quest’anno vorrei consigliare qualche buon libro per appesantire la valigia e sollevare la mente.

Giallo
Giorgio Scerbanenco, I milanesi ammazzano il sabato, Garzanti, 8 euro
Cosa: Milano, anni ’60. Duca Lamberti, medico e investigatore, indaga sulla sparizione di una fanciulla dal fisico statuario e la mente di una bambina.
Perché: se non vi basta il geniale titolo diciamo che i giallisti italiani devono un bel po’ di cose a Scerbanenco (non a caso finisce nella valigia di Sottotomo per il secondo anno)

Henning Mankell, Piramide, RL libri, 4,50 euro
Cosa: Un giovane Wallander investiga sulla morte del vicino di casa, palpita per la sua futura ex moglie e inizia il suo cammino in polizia.
Perché: Non sentiremo parlare di Wallander per un bel po’. Questo prequel è un’ottima occasione per dirgli arrivederci

Rosso
Javier Cercas, La velocità della luce, Guanda, 14,50 euro
Cosa: Giovane scrittore di belle speranze catapultato nel Midwest scoprirà l’orrore della guerra e gli abissi della solitudine umana negli occhi di chi le ha attraversate
Perché: Javier Cercas ha il dono di portarti lontanto raccontando una scena che si svolge in una stanza. La passione civile non è morta

Argento (vivo)
Arturo Pérez Reverte, L’oro del re, Tropea, 16 euro
Cosa: Spagna, 1626. Oscure figure complottano per trafugare il tesoro delle Americhe, ma dovranno fare i conti con Capitan Alatriste
Perché: Anche se non ci sono inseguimenti in macchina, azione ed emozione sono garantiti.

Rosa
Carolina Invernizio, Il bacio d’una morta, Mursia, 9,50
Cosa: Amore, morte, lacrime e un pizzico di gothic
Perché: L’autrice più stroncata della storia della narrativa italiana è la protagonista della nuova edizione di Qui comincia la lettura

Blu
José Saramago, La zattera di pietra, Einaudi, 11 euro
Cosa: La penisola iberica si staccata dal continente e inzia ad andarsene a spasso per l’Atlantico, trasportando destini e sogni
Perché:
Saramago è un noto antipatico, i suoi personaggi no e volano alto, altissimo.

Verde
Jonathan Coe, La banda dei brocchi, Feltrinelli, 6,80 euro
Cosa: Speranze e progetti di quattro amici sulla soglia dell’età adulta
Perché: Per non dimenticarsi che ogni tanto crederci e basta è tutto quello che ti serve

Nero
Raymond Carver, Cattedrale, Minimum Fax, 9,78 euro
Cosa: 12 racconti per personaggi sospesi nell’inazione
Perché: Carver è scrittore da adorare o detestare, a volte entrambe le cose nello stesso tempo. Per farsi un po’ di male, ma non troppo.

Harry Potter e gli Sputa Sentenze – il capitolo finale

iorek luglio 21st, 2007

A differenza di numerosi siti e quaccquaraqqua’ vari, Uppertonefraz. di Sottotomo – e’ l’unico in grado di raccontarvi il vero finale della vicenda di Enrico Pentolaio, il piu’ odioso maghetto in circolazione.

Attenzione: se volete leggere il libro e regalare un’altro yacht a J.K. Rowling, non leggete da qui in giu’.

Harry Potter si trova in grande difficolta’, come sempre all’inizio del libro.

Si sente solo, isolato dagli altri e dice cose che nessuno vuole sentire (un po’ come Bertinotti, ma piu’ antipatico).

Dopo le incresciose vicende del penultimo libro, decide che ne ha un po’ piene le balle di bacchette e calderoni, e se ne va in vacanza nello Yorkshire a bordo della sua scopa magica. Li’ incontra tutti i personaggi dei libri precedenti, piu’ Lele Mora, e si da’ ai piu’ pazzi divertimenti che la combinazione ormoni sedicenni – bacchetta magica – film svedesi libertini gli possono suggerire.

Lord Voldemort, pero’, non ha nessuna intenzione di lasciarlo in pace, ed una notte terribilmente tempestosa si presenta ad Harry con la minacciosa frase “A bit of raining, isn’t it?

Harry rabbrividisce e si prepara a combattere per la sua vita, ma due eventi lo fermano: l’espressione curiosa e quasi paterna di Lord Voldemort, ma soprattutto un calcio in faccia.

Semi-incosciente al suolo, Harry non puo’ fare altro che ascoltare quello che Lord Voldemort ha da dirgli.

Intanto che e’ tutto un equivoco, che giura sulla testa dei suoi figli che lui non ne sapeva nulla della morte dei coniugi Potter, che e’ un intricatissimo intrigo ordito da una societa’ segreta di cui Dumbledore era a capo, le famigerate Toghe Rosse.

Lord Voldemort butta li’ il colpo di scena: colui che deve rispondere a tutto cio’ e’ in realta’ suo fratello, Paolo Voldemort.

Harry non sa se crederci o meno, ma decide alla fine di dare fiducia a Voldemort.

Inizia cosi’ l’addestramento di Enrico Pentolaio, per impratichirsi dei piu’ reconditi segreti della magia nera: il terribile Excursus Mendacis, che magicamente cambia le carte processuali, l’Intercepto Patronus, o “quella li’ non e’ la mia voce”, e il piu’ efficacie, il segretissimo Leccaculum Prezzolatis, in grado di rendere servile anche il piu’ feroce oppositore.

Harry arriva dunque, proprio al fianco di Lordy, alla resa dei conti con i suoi ex-amici: Hermione Granger e Ron Weasley, che capeggiano le Toghe Rosse dalle dimissioni forzate (per una vicenda di sesso con animali) di Dumbledore.

Dopo un lunghissimo combattimento senza esclusione di colpi, tanto noioso che persino l’autrice si appisola due o tre volte, la vittoria sembra arridere ai due ex-sodali di Harry, grazie al loro Comunistam Complottus, quando Voldemort tira fuori un tocco da maestro: butta sul campo delle foto che ritraggono Paolo Voldemort che sta uccidendo i genitori di Harry a colpi di articoli di Ivan Scalfarotto (nessuno si accorge che le foto erano artefatte con il Photoshoppo, incantesimo invenzione del malvagio. Harry ci casca di brutto, ovvio).

Il gelo cade su Ron ed Hermione, che non sanno piu’ cosa dire. Ai crudeli nemici non tocca che capitolare, Paolo Voldemort viene assicurato alla giustizia (se cosi’ si puo’ considerare degli arresti domiciliari a Ibiza) e Enrico Pentolaio diventa direttore de Il Giornale, urlando “sono invincibile”.

Assume Ron ed Hermione, il primo come corrispondente per la Siberia e la seconda come segretaria da sotto scrivania.

Lord Voldemort ha vinto ancora, ma la buona notizia e’ che di Enrico Pentolaio non ne sentiremo piu’ parlare. Era ora.

PS: Un sentitissimo ringraziamento a JKR, per averci permesso di renderla schifosamente ricca.

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