Max Brooks – Manuale per sopravvivere agli zombi
Sdrucciola luglio 6th, 2008
Lasciate un attimo da parte il titolo. Lasciate da parte il nome dell’autore (sì, è proprio il figlio di Mel Brooks). Insomma, mettete da parte ogni pregiudizio perché questo libro potrebbe salvarvi davvero la vita!
Forse non ci avete mai pensato, ma sapreste di progettare su due piedi una difesa della vostra dimora che vi permettesse di resistere a un lungo assedio? E se la vostra comunità fosse minacciata in modo così terribile da costringervi a rifugiarvi in una sperduta località montana, sapreste organizzare e gestire le risorse a vostra disposizione?
Questo testo spiega in modo dettagliato, semplice e soprattutto serissimo, come reagire a questi e altri accadimenti senza lasciarci le penne.
Il talento di Max Brooks è esattamente nel rendere pienamente plausibile ogni dettaglio, riprendendo il linguaggio e lo stile dei tanti manuali pratici sfornati dall’editoria americana.
Certo, capiterà anche a voi di leggere d’un fiato i capitoli dedicati ai migliori veicoli di fuga, trovarvi numerosi utilissimi suggerimenti e sobbalzare lievemente sulla sedia quando si specifica che no, i mezzi a motore non sono il massimo perché attirano i non morti, oppure sì, un paio di tappi per le orecchie sono indispensabili perché il loro lamento è davvero molto fastidioso.
In appendice non manca una lunga e documentata rassegna dei più efferati attacchi di zombie dall’antichità a oggi, a chiaro scopo esemplificativo di cosa è opportuno evitare se non si vuole diventare il prossimo pasto del vicino di casa passato a non vita.
Buona lettura e ricordate: nessun mitra può sostituire un bel colpo di ascia alla base del collo!
Un doveroso grazie a Kaneda per la segnalazione
Max Brooks, Manuale per sopravvivere agli zombi, Einaudi, 14,50€
Foto: Drunken Monkey

Per molti la lettura è un vizio, una specie di malattia più o meno segreta da crescere in solitudine e nutrire poi di affinità condivise. E come tutti i vizi, se lo si prende in tarda età, si impossessa dei giorni facendo piazza pulita delle vecchie abitudini, perché si sa che il tempo per consumarlo è poco.
Sappiamo quello dici, perché ti ascoltiamo; quello che pensi, perché siamo noi a convincertene; quello che sogni, perché siamo noi ad avertelo negato; quello che vedi, perché il tuo orizzonte è quello che abbiamo costruito per te… ciò che nessuno sceneggiatore di fantascienza riuscirebbe mai a concepire con tanta precisione è esistito e si chiamava Stasiland.



