Archive for the 'Salvavita' Category

Anna Funder - C’era una volta la DDR

Sdrucciola Ottobre 17th, 2007

funder.jpgSappiamo quello dici, perché ti ascoltiamo; quello che pensi, perché siamo noi a convincertene; quello che sogni, perché siamo noi ad avertelo negato; quello che vedi, perché il tuo orizzonte è quello che abbiamo costruito per te… ciò che nessuno sceneggiatore di fantascienza riuscirebbe mai a concepire con tanta precisione è esistito e si chiamava Stasiland.

Anna Funder è una giornalista australiana che si è assunta un compito davvero improbo: raccogliere le memorie e i racconti di persone che, da un lato e dall’altro della dittatura, hanno vissuto la lunga stagione della Ddr.

Le storie, grazie alla scrittura scorrevole e partecipe di Anna, diventano vive e sembra quasi di vedere i volti di Julia, di Miriam, di tutti coloro che sono caduti vittime di un regime che non si accontentava di essere rispettato ma pretendeva amore e costruiva un “muro mentale” penetrando nelle coscienze delle persone.

Come dice perfettamente Nick Hornby nella recensione apparsa su Internazionale:

Uno degli inattesi punti di forza del libro è che le storie trovate da Funder sono inverosimili. Ma nonostante tutto, e contro qualunque regola del buon senso, sembrano rievocare, illuminare e illustrare verità più grandi.

Basta leggere uno dei dialoghi surreali riportati nel libro:

“Signorina, lei non è disoccupata” tuonò.
“Certo che sono disoccupata” disse Julia. “Se no che ci farei qui?”.
“Questo è l’ufficio per l’occupazione, non l’ufficio per la disoccupazione. Lei non è disoccupata, è in cerca di lavoro.”
Julia non si scompose. “Sono in cerca di lavoro” disse “perché sono disoccupata.”
La donna si mise a gridare così forte che quelli in coda si fecero piccoli piccoli. “ho detto che lei non è disoccupata! Sta cercando lavoro!” E poi, quasi isterica: “Non esiste la disoccupazione nella Repubblica democratica tedesca!”

Fa sorridere, ha ragione Hornby, ma prima e dopo questo dialogo ci sono persone straziate spiritualmente e fisicamente, ci sono gli allucinanti ricordi degli agenti che hanno fino all’ultimo istante servito la grande macchina che doveva proteggere la Ddr dal suo grande nemico, il suo popolo…

Un grazie fortissimo a Michela per avermi consigliato un libro che ha il raro talento di informare ed emozionare insieme!

Anna Funder, C’era una volta la Ddr, Feltrinelli, 15 €

Neil Gaiman, Terry Pratchett - Buona Apocalisse a tutti!

Sdrucciola Ottobre 11th, 2007

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Ragazzi! Provocare Armageddon può essere pericoloso. Non tentate di farlo entro le pareti domestiche

Nel 1990 è successa una cosa davvero straordinaria: due brillanti autori inglesi con una spiccata predilezione per l’assurdo e un certo tipo di scrittura paradossale hanno deciso di unire penne, humor e cervelli per dare vita a un romanzo che avesse per tema l’Apocalisse.

Sono una coppia professionale anche due dei protagonisti, Crowley e Azraphel, demone e angelo da qualche secolo distaccati tra gli umani col preciso scopo di portare acqua al rispettivo mulino. Nel romanzo si parla della tangenziale di Londra, ma è abbastanza sicuro che anche il Grande Raccordo Anulare sia opera del diabolico Crowley.

Immaginate i due come consulenti sguinzagliati a tempo idefinito in una grande azienda… ovviamente faranno l’ indispensabile per portare ai capi qualche risultato e per il resto, beh se la godranno alla grande procastinando la fine il più a lungo possibile.

Per loro sfortuna, La Fine è già stata scritta nel libro dell’Apocalisse e nelle belle e accurate profezie di Agnes Nutter e non sarà semplice seguire le tracce del giovane Anticristo per scongiurarla.

Certo, nel 1990 forse leggere un libro sull’Apocalisse aveva tutto un altro senso rispetto a oggi, ma nonostante l’enorme, incomprensibile ritardo con cui questa storia ci è arrivata e qualche incertezza nella traduzione, rimane una delle letture più divertenti e “salvavita” dell’anno.

Terry Pratchett, Neil Gaiman, Buona Apocalisse a tutti!, Mondadori, 16 euro

Björn Larsson - Bisogno di libertà

Sdrucciola Settembre 29th, 2007

rami.jpg Björn Larsson è una persona come
tante altre.
Uno che a quindici anni è salpato per l’America e ha trascorso un anno in una scuola-ranch in Arizona.
Uno che andava benissimo a scuola, fino a quando non ha deciso che preferiva studiare da solo al parco.
Uno che dopo aver inziato il servizio militare, si è rifiutato di imbracciare un fucile ed è diventato un renitente.
In seguito a questa decisone, uno che ha poi trascorso un paio d’anni entrando e uscendo dal carcere.
Uno che ha rinunciato a un amore intenso, bruciante, di quelli che nella vita ti capitano poche volte, per andarsene a Parigi, con un vaghissimo programma circa quello che vi avrebbe fatto.
Uno che ha ripetutamente abbandonato parenti e amici per prendere il largo sulla sua barca.
Uno che ai funerali e ai matrimoni non ci va, resta fuori ad aspettare.
Uno che spera che il Nobel non glielo diano mai, così non si deve mettere la cravatta.
Uno che ha detto alla sua compagna, incinta, che accettava l’idea della paternità solo a patto di avere potersene andare per un mese all’anno e non dover svolgere tutte le obbligazioni pratiche della famiglia.
Uno che nelle biblioteche è presente con due schede autore, a seconda che si tratti dei romanzi o dei saggi scientifici e vive costantemente tra due mondi professionali rifiutando di appartenervi interamente.

Uno come tanti, uno che nella vita si è sempre trovato a fare i conti con un grido interiore che lo spingeva altrove: il bisogno di libertà.

Dovrebbero leggere questo libro, e non sono pochi, tutti quelli che sperimentano il conflitto tra questo urgentissimo bisogno e tutte le cose della vita, anche splendide come l’amore, che vi si oppongono. Leggetelo sapendo che vi farà male, molto.
Ma in qualche modo vi farà sentire meno soli e questo credo sia esattamente il suo scopo.

Non importa se a dispetto delle intenzioni a volte le pagine suonano un po’ troppo enfatiche e pazienza se gli ultimi quindici anni della vita di Larsson sembrano una parziale smentita della vita che predica. Perché non va presa per nulla come una predica.

Per alcuni, sarà appunto un modo per scoprire che questo “generatore di disapprovazione sociale” è qualcosa con cui si può convivere, a patto di sapere che per ogni scelta qualcuno chiederà sempre il conto o lo pagherà al posto nostro.

Per gli altri, un’occasione per riflettere su quanto in ogni ambito siamo facilemente disposti a barattare la nostra libertà in cambio di sicurezza, di un’identità, di un’uniformità che umilia le nostre aspirazioni profonde.

Per tutti, un esempio di una vita nient’affatto esemplare, moralmente discutibile, indubbiamente autentica e intensa.

Björn Larsson, Bisogno di libertà, Iperborea, 14 euro
Foto: Cirox

I libri di Panzallaria

Panzallaria Luglio 27th, 2007

Ecco anche sotto-tomina Panzallaria che lascia una prova tangibile del fatto che porterà un libro in vacanza.

Almeno uno, se la valigia stracarica di ciucci, pannolini e compagniabella non sarà troppo crudele.

Libro strappacore:

Nido vuoto di Alicia Gimenez Bartlett, Ed. Sellerio, Palermo, 2007: la protagonista è Petra Delicado, la commissaria barcellonese ormai nota ai lettori di questa scrittrice.

Una bambina le ruba la pistola dalla borsa mentre in un centro commerciale sta visitando la toeletta. Questo furto scatena una serie di omicidi a catena e sparizioni di bambini.

Storia affascinante, sagace e piena di suspance. Personaggi molto introspettivi e a volte un poco autoreferenziali ma a me il libro è piaciuto.

Se avete figli, maneggiatelo con cura. Vi strappailcore un bel po’, ma anche se non ne avete vi lascia con un velo di tristezza sui casi del mondo e dell’infanzia rubata.

Libro nonpuoisbagliare:

La pioggia prima che cada, J. Coe, Feltrinelli, Milano 2007

Questo ancora non l’ho letto ma conosco Coe (grazia a sdrucciola che si sbaglia di rado ed è una lettrice vorace, anzi direi bulimica) e mi fido.

Libro neavevosentitoparlare:

Testimone inconsapevole, Gianrico Carofiglio, Sellerio 2002, Palermo

Bravo. Scrive in modo che mi piace molto, delicato e potente allo stesso tempo. E’ il suo primo giallo avvocatesco. Un’ottima lettura quando il pupo dorme negli afosi pomeriggi e voi sorseggiate birra in riva al mare…

Poi, se proprio il cervello svapora e svanisce, consiglio una lettura in compagnia, sotto l’ombrellone, abbarbicati sullo scoglio o distesi sull’amaca:

entrate in uno di quei negozietti che vendono qualsiasivoglia cianfrusaglia marina, ivi compresi giornali giornaletti riviste pettegole e acquistate un utile quando poderoso quanto spegnineurone LIBRO DEI TEST ESTIVI.

Scoprirete molto di voi, dei vostri amici e del vostro/a compagno/a!!!!

BUONE VACANZE!

Libri in valigia

Sdrucciola Luglio 26th, 2007

Sottotomo sta per andare in vacanza e anche quest’anno vorrei consigliare qualche buon libro per appesantire la valigia e sollevare la mente.

Giallo
Giorgio Scerbanenco, I milanesi ammazzano il sabato, Garzanti, 8 euro
Cosa: Milano, anni ‘60. Duca Lamberti, medico e investigatore, indaga sulla sparizione di una fanciulla dal fisico statuario e la mente di una bambina.
Perché: se non vi basta il geniale titolo diciamo che i giallisti italiani devono un bel po’ di cose a Scerbanenco (non a caso finisce nella valigia di Sottotomo per il secondo anno)

Henning Mankell, Piramide, RL libri, 4,50 euro
Cosa: Un giovane Wallander investiga sulla morte del vicino di casa, palpita per la sua futura ex moglie e inizia il suo cammino in polizia.
Perché: Non sentiremo parlare di Wallander per un bel po’. Questo prequel è un’ottima occasione per dirgli arrivederci

Rosso
Javier Cercas, La velocità della luce, Guanda, 14,50 euro
Cosa: Giovane scrittore di belle speranze catapultato nel Midwest scoprirà l’orrore della guerra e gli abissi della solitudine umana negli occhi di chi le ha attraversate
Perché: Javier Cercas ha il dono di portarti lontanto raccontando una scena che si svolge in una stanza. La passione civile non è morta

Argento (vivo)
Arturo Pérez Reverte, L’oro del re, Tropea, 16 euro
Cosa: Spagna, 1626. Oscure figure complottano per trafugare il tesoro delle Americhe, ma dovranno fare i conti con Capitan Alatriste
Perché: Anche se non ci sono inseguimenti in macchina, azione ed emozione sono garantiti.

Rosa
Carolina Invernizio, Il bacio d’una morta, Mursia, 9,50
Cosa: Amore, morte, lacrime e un pizzico di gothic
Perché: L’autrice più stroncata della storia della narrativa italiana è la protagonista della nuova edizione di Qui comincia la lettura

Blu
José Saramago, La zattera di pietra, Einaudi, 11 euro
Cosa: La penisola iberica si staccata dal continente e inzia ad andarsene a spasso per l’Atlantico, trasportando destini e sogni
Perché:
Saramago è un noto antipatico, i suoi personaggi no e volano alto, altissimo.

Verde
Jonathan Coe, La banda dei brocchi, Feltrinelli, 6,80 euro
Cosa: Speranze e progetti di quattro amici sulla soglia dell’età adulta
Perché: Per non dimenticarsi che ogni tanto crederci e basta è tutto quello che ti serve

Nero
Raymond Carver, Cattedrale, Minimum Fax, 9,78 euro
Cosa: 12 racconti per personaggi sospesi nell’inazione
Perché: Carver è scrittore da adorare o detestare, a volte entrambe le cose nello stesso tempo. Per farsi un po’ di male, ma non troppo.

Harry Potter e gli Sputa Sentenze - il capitolo finale

iorek Luglio 21st, 2007

A differenza di numerosi siti e quaccquaraqqua’ vari, Uppertonefraz. di Sottotomo – e’ l’unico in grado di raccontarvi il vero finale della vicenda di Enrico Pentolaio, il piu’ odioso maghetto in circolazione.

Attenzione: se volete leggere il libro e regalare un’altro yacht a J.K. Rowling, non leggete da qui in giu’.

Harry Potter si trova in grande difficolta’, come sempre all’inizio del libro.

Si sente solo, isolato dagli altri e dice cose che nessuno vuole sentire (un po’ come Bertinotti, ma piu’ antipatico).

Dopo le incresciose vicende del penultimo libro, decide che ne ha un po’ piene le balle di bacchette e calderoni, e se ne va in vacanza nello Yorkshire a bordo della sua scopa magica. Li’ incontra tutti i personaggi dei libri precedenti, piu’ Lele Mora, e si da’ ai piu’ pazzi divertimenti che la combinazione ormoni sedicenni – bacchetta magica – film svedesi libertini gli possono suggerire.

Lord Voldemort, pero’, non ha nessuna intenzione di lasciarlo in pace, ed una notte terribilmente tempestosa si presenta ad Harry con la minacciosa frase “A bit of raining, isn’t it?

Harry rabbrividisce e si prepara a combattere per la sua vita, ma due eventi lo fermano: l’espressione curiosa e quasi paterna di Lord Voldemort, ma soprattutto un calcio in faccia.

Semi-incosciente al suolo, Harry non puo’ fare altro che ascoltare quello che Lord Voldemort ha da dirgli.

Intanto che e’ tutto un equivoco, che giura sulla testa dei suoi figli che lui non ne sapeva nulla della morte dei coniugi Potter, che e’ un intricatissimo intrigo ordito da una societa’ segreta di cui Dumbledore era a capo, le famigerate Toghe Rosse.

Lord Voldemort butta li’ il colpo di scena: colui che deve rispondere a tutto cio’ e’ in realta’ suo fratello, Paolo Voldemort.

Harry non sa se crederci o meno, ma decide alla fine di dare fiducia a Voldemort.

Inizia cosi’ l’addestramento di Enrico Pentolaio, per impratichirsi dei piu’ reconditi segreti della magia nera: il terribile Excursus Mendacis, che magicamente cambia le carte processuali, l’Intercepto Patronus, o “quella li’ non e’ la mia voce”, e il piu’ efficacie, il segretissimo Leccaculum Prezzolatis, in grado di rendere servile anche il piu’ feroce oppositore.

Harry arriva dunque, proprio al fianco di Lordy, alla resa dei conti con i suoi ex-amici: Hermione Granger e Ron Weasley, che capeggiano le Toghe Rosse dalle dimissioni forzate (per una vicenda di sesso con animali) di Dumbledore.

Dopo un lunghissimo combattimento senza esclusione di colpi, tanto noioso che persino l’autrice si appisola due o tre volte, la vittoria sembra arridere ai due ex-sodali di Harry, grazie al loro Comunistam Complottus, quando Voldemort tira fuori un tocco da maestro: butta sul campo delle foto che ritraggono Paolo Voldemort che sta uccidendo i genitori di Harry a colpi di articoli di Ivan Scalfarotto (nessuno si accorge che le foto erano artefatte con il Photoshoppo, incantesimo invenzione del malvagio. Harry ci casca di brutto, ovvio).

Il gelo cade su Ron ed Hermione, che non sanno piu’ cosa dire. Ai crudeli nemici non tocca che capitolare, Paolo Voldemort viene assicurato alla giustizia (se cosi’ si puo’ considerare degli arresti domiciliari a Ibiza) e Enrico Pentolaio diventa direttore de Il Giornale, urlando “sono invincibile”.

Assume Ron ed Hermione, il primo come corrispondente per la Siberia e la seconda come segretaria da sotto scrivania.

Lord Voldemort ha vinto ancora, ma la buona notizia e’ che di Enrico Pentolaio non ne sentiremo piu’ parlare. Era ora.

PS: Un sentitissimo ringraziamento a JKR, per averci permesso di renderla schifosamente ricca.

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