Archive for the 'Salvavita' Category

Un tribunale per l’eutanasia: la proposta di Terry Pratchett

Sdrucciola febbraio 2nd, 2010


La notizia della sua malattia aveva gettato i fan nello sconforto, ma Terry Pratchett non è uno da sedersi in disparte con la copertina sulle ginocchia in attesa della morte. Quest’anno ha avuto l’onore di tenere sulla BBC  la Dembley Lecture e lui ne ha approfittato per parlare approfonditamente di eutanasia.

Nello specifico, per proporre l’istituzione di un tribunale a cui affidare il complicato incarico di valutare tutti i termini dei singoli casi ed esprimere un parere positivo-negativo sul ricorso all’eutanasia.
Basta leggere le parole di Terry Pratchett per capire che il desiderio è aiutare concretamente e restituire dignità a chi compie una scelta spesso lucida e consapevole (e questo è il motivo per cui preferisce non usare il termine “suicidio assistito”), spazzando il campo da ogni possibile equivoco (parenti serpenti in attesa di eredità, depressioni stagionali).

Mi piace pensare che la Morte che verrà a prendere sir Terry sarà come quella che ha immaginato nel suo Mondo Disco

Fruttero e Lucentini – La donna della domenica

Sdrucciola gennaio 23rd, 2010

More about La donna della domenicaAvete presente quei libri che pensate con convinzione di avere letto e che di conseguenza scartate sempre tra i possibili acquisti salvo scoprire che no, avete visto il film, ne avete sentito parlare cento volte ma letto proprio no? Ecco, il problema di chi legge tanto e parla tanto di libri è il rischio di lasciarsi scappare delle autentiche perle per pura e semplice mancanza di umiltà.

La donna della domenica è una perla, decisamente. Anche se avete visto il film del 1975 con Marcello Mastroianni, anche se avete sentito parlare fino alla nausea del miglior duo narrativo che l’Italia abbia avuto, leggetelo!

Certo, se siete torinesi avete una chance in più di amarlo. Perché la società descritta, nei suoi alti e bassi e negli infiniti medi, è assolutamente realistica. Perché ci ritroverete un grande amore e soprattutto una grande comprensione di questa città e dei suoi segreti, che tanto nascosti poi non sono. Basta un giro per certi viali per ritrovare la stessa sensazione provata dal commissario Santamaria: sì, c’è decisamente lugubre e lugubre e i viali torinsei sanno essere lugubri in un modo tutto speciale.

Fruttero e Lucentini hanno saputo sviluppare un romanzo di una finezza che realmente lascia di sasso se paragonata a tanta sciattezza contemporanea. E non si tratta di un nostalgico amore per il come eravamo. Perché siamo ancora, in parte, torinesi e non, così come ci dipingono. E perché la lingua e lo stile del racconto non hanno nulla di desueto.

Voglio ringraziare Milvana, che non è neanche torinese :-), per avermi regalato questo libro e per averlo riscoperto grazie alla sua onnivora curiosità.

Fruttero e Lucentini, La donna della domenica, Mondadori, 9 €

Oggi sciopero

Sdrucciola luglio 14th, 2009

blog_sciopero2 Anche Sottotomo aderisce all’appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana

Isaac Singer – La famiglia Moskat

Nathan gennaio 27th, 2009

 

 E diciamolo. Mai come di questi tempi i palpiti adolescenziali hanno inciso sulle classifiche di vendita dei libri. Tra vampiri romantici e assalti di lucchetti amorosi, sembra che le librerie siano ormai assediate da ragazzini in cerca di passioni brucianti, sospiri e ripensamenti, insomma storie che accrescano l’affamato archivio delle emozioni.

 

E qui se ne trovano, eccome. Un vero e proprio diluvio di storie d’amore, di tradimenti e fughe disperate. Qui, ragazzi, si parla di un libro universale, su cui sono state scritte pagine e pagine. E allora Sottotomo che cosa può aggiungere se non che questo è un libro che si può leggere come una soap opera?

 

C’è una vecchia Varsavia sullo sfondo, dagli inizi del Novecento ai primi bagliori della seconda guerra mondiale. C’è una grande famiglia ebrea, un brulicare di mercanti arricchiti e pii rabbini. C’è la lotta tra la modernità che avanza e la tradizione che resiste. Ci sono gli hassidim e gli assimilati. E c’è la Polonia cattolica e antisemita.

 

Ma soprattutto ci sono gli uomini e le donne che consumano piccole vittorie e grandi sconfitte, che s’innamorano e che sono traditi. E che sperano nel Messia o nella Terra di Palestina e che si accontenterebbero, alla fine, anche solo di poter sopravvivere.

 

C’è tutto quello che fa un grande romanzo, consigliato agli adolescenti di tutte le età, per emozionarsi ancora, oggi 27 gennaio 2009, tornando nelle case e sulle strade di un mondo spazzato via e per sempre perduto.

 

Isaac Singer, La famiglia Moskat, Tea, € 9,90

Goliarda Sapienza – L’arte della gioia

Sdrucciola novembre 26th, 2008

Immagine di L'arte della gioia
Privi di gioia siamo poveri di tutto. La sovrabbondanza trabocca da ogni significato di questa parola che in italiano indica un sentimento soffice e intangibile come la felicità e una sostanza dura e concreta come la gemma.
Anche solo per sopravvivere, abbiamo bisogno di entrambe.
Questo consiglio di lettura è dedicato a chi le ha smarrite perché segua l’esempio della protagonista Modesta e non perda la voglia, la forza e la speranza di riconquistarle.

Come Modesta che impara l’arte della gioia da ogni dolore che vive o le passa accanto. Modesta che si ribella alle rotte già disegnate in nome della libertà di pensiero e sentimento. Modesta che oppone sempre l’autenticità delle proprie imperfezioni e debolezze all’ipocrisia del conformismo e così facendo le trasforma in forza, investendo come un’onda d’urto vitale ogni persona o cosa che incontra.

Modesta figlia di contadini diventata principessa con passi accorti e sguardo curioso, bramosa e prodiga di conoscenza e di parole quanto di gesti e carezze. Modesta solo nel nome, eccezionale nell’impresa di resistere, morire e rinascere senza mai abbandonare chi prende per mano.

Lasciatevi anche voi prendere per mano da lei. Rendete onore alla sua autrice Goliarda Sapienza, che in vita non ne conobbe, e non ve ne pentirete.

Grazie a Panzallaria per aver svelato questa gioia e averla condivisa.

Goliarda Sapienza, L’arte della gioia, Einaudi, 20 €

Alexandre Jardin – Tutte le donne di mio padre

Sdrucciola ottobre 26th, 2008

mongolfieraQuando la gente ti domanda perché ti piace leggere vengono sempre fuori risposte imbarazzanti…

La prossima volta, suggerite a chi vi fa la domanda la lettura dell’ultimo libro di Alexandre Jardin. Che non parla di libri o di lettura e non ha nessun intento educativo, anzi. Ma dimostra meglio di qualsiasi discorso il piacere che si può provare nell’immergersi nella sfera del possibile.

Come direbbe Singer, non di ciò che si oppone al reale ma di quel che è stato e in ogni istante potrebbe essere, se non qui altrove. Nello specifico, di un’esistenza folle, totalmente altra da quella che la maggior parte di noi conduce. Moralmente riprovevole secondo alcuni standard, moralmente alta per chi considera l’amore per la vita stessa un valore tra i più preziosi.

Alexandre Jardin racconta per frammenti e aneddoti suo padre Pascal, lo “Zubial”, i suoi amori e i suoi eccessi. Lo racconta senza nascondere l’imbarazzo e il divertimento di un figlio che ha lottato per distinguersi e riconoscersi simile a una figura unica, capace in ogni momento di reinventare la realtà, di volare alto senza perdere di vista la terra.

Immaginate di essere lui. Immaginate di concedervi all’improvviso il diritto di essere pazzamente felici.
Sì, immaginate per un attimo di non essere più l’ostaggio delle vostre paure, di accettare le vertigini delle vostre contraddizioni.
Immaginate che i vostri desideri governino ormai la vostra esistenza, che abbiate imparato di nuovo a giocare, a immergervi nell’istante presente.
Immaginate di riuscire a un tratto a essere leggeri senza mai essere frivoli (…)
Immaginate di diventare abbastanza saggi da essere finalmente imprudenti.
Immaginate che la traversata dei vostri abissi non vi ispiri ormai altro che gioia.

Essere lo Zubial era tutto questo.

Alexandre Jardin, Tutte le donne di mio padre, Bompiani, 17 €

Foto: Ronnie 44052

Alexander McCall Smith – Scarpe azzurre e felicità

Sdrucciola settembre 21st, 2008

Quando tutto sembra complicarsi, quando ci si sente in un vortice che risucchia e spazza via ogni cosa, quello è il momento giusto per leggere della signora Precious Ramotswe.

Fondatrice della Lady’s Detective Agency N.1 di Gaborone, la signora Ramotswe ha poche semplici regole che hanno tutte a che fare con la morale tradizionale del Botswana. Rispettare gli altri, essere sinceri e sollevare ogni tanto lo sguardo a contemplare il cielo azzurro bevendo un buon tè rosso, tanto per cominciare.

I casi che affronta con la fida assistente, la signorina Makutsi, sono semplici. Ma la mettono in contatto ogni giorno con una variegata umanità, permettendole di gettare uno sguardo benevolo sulle debolezze umane e al lettore, attraverso lei, di prendere un respiro lento e pacifico come il vento caldo che soffia dal Kahalari.

In questo vento vengono trasportate speranze e sogni di felicità, che siano un paio di scarpe azzurre o una poltrona comoda, sono lì a portata di mano per essere colte. E pazienza se le scarpe sono troppo strette e la poltrona è di cattivo gusto. La signora Precious Ramotswe e la sua “corporatura tradizionale” che sfugge ogni dieta hanno visto troppo per giudicare.

Alexander McCall Smith, Scarpe azzurre e felicità, Guanda, 14,50 €

Foto: Mario Rubio

Il male oscuro – Giuseppe Berto

Jomarch settembre 16th, 2008

Purtroppo o per fortuna, così come si dice spesso, questo libro ti lacera il cervello e ti si infila un reticolo di ricordi e una serie di ansiogene identificazioni a cui tu, anche con tutte le avvertenze del caso e ben sapendo cosa iniziavi a leggere prima di leggere, non sei comunque preparato. E ansimi e sbatti e sbotti contro il tuo dannato Super_Io che mica lo sapevi che era così strutturato e sospiri e credi e bevi ogni singola parola, ogni associazione di idee, ogni virgola mancata fino ad un lontano capoverso da cui riemergi intontito e incredulo.
Capita dunque che l’incoscio viva e faccia proseliti tra le tue cellule tutte, più di quanto potessi immaginare. Già!
Così deduco che senza Freud, il catechismo e la nutella forse sarei stata meno incazzata…

Max Brooks – Manuale per sopravvivere agli zombi

Sdrucciola luglio 6th, 2008

zombieLasciate un attimo da parte il titolo. Lasciate da parte il nome dell’autore (sì, è proprio il figlio di Mel Brooks). Insomma, mettete da parte ogni pregiudizio perché questo libro potrebbe salvarvi davvero la vita!

Forse non ci avete mai pensato, ma sapreste di progettare su due piedi una difesa della vostra dimora che vi permettesse di resistere a un lungo assedio? E se la vostra comunità fosse minacciata in modo così terribile da costringervi a rifugiarvi in una sperduta località montana, sapreste organizzare e gestire le risorse a vostra disposizione?

Questo testo spiega in modo dettagliato, semplice e soprattutto serissimo, come reagire a questi e altri accadimenti senza lasciarci le penne.
Il talento di Max Brooks è esattamente nel rendere pienamente plausibile ogni dettaglio, riprendendo il linguaggio e lo stile dei tanti manuali pratici sfornati dall’editoria americana.

Certo, capiterà anche a voi di leggere d’un fiato i capitoli dedicati ai migliori veicoli di fuga, trovarvi numerosi utilissimi suggerimenti e sobbalzare lievemente sulla sedia quando si specifica che no, i mezzi a motore non sono il massimo perché attirano i non morti, oppure sì, un paio di tappi per le orecchie sono indispensabili perché il loro lamento è davvero molto fastidioso.

In appendice non manca una lunga e documentata rassegna dei più efferati attacchi di zombie dall’antichità a oggi, a chiaro scopo esemplificativo di cosa è opportuno evitare se non si vuole diventare il prossimo pasto del vicino di casa passato a non vita.

Buona lettura e ricordate: nessun mitra può sostituire un bel colpo di ascia alla base del collo!

Un doveroso grazie a Kaneda per la segnalazione

Max Brooks, Manuale per sopravvivere agli zombi, Einaudi, 14,50€

Foto: Drunken Monkey

Rocco Tanica – Scritti scelti male

Sdrucciola aprile 27th, 2008

Dato che chi passa di qui poi si lamenta della piega depressiva delle ultime letture, un consiglio in linea con l’arrivo della luce e della primavera.

Tre buoni motivi per leggerlo:
1) a differenza dei libri di McCarthy non fa venire voglia di partire a cavallo per la prateria per farsi ammazzare sulla frontiera mentre si cerca qualcosa che tanto non c’è
2) ci trovate davvero di tutto (e non tutto è allo stesso livello), ma gli “articoli rifiutati da Rolling Stone” sono davvero esilaranti e il linguaggio ombelicistico-epico degli originali è centrato in pieno
3) pesa poco ed entra in borsetta, in più le comode fascette risparmiano l’uso del segnalibro

Un buon motivo per tenerlo sullo scaffale: la copertina

Rocco Tanica, Scritti scelti male, Bompiani 14 €

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