Palahniuk


Nel gruppo anobii dedicato a Palahniuk Derf segnala che il 20 maggio uscirà negli Stati Uniti Snuff, e che il libro è già prenotabile su amazon. Suggerisco ai palafuffdipendenti il barbatrucco dell’ordine su amazon.co.uk dove stando bene accorti è possibile recuperare l’edizione con copertina originale (quella inglese è terribile) da uno dei rivenditori, risparmiando qualcosa sulle spede di spedizione.

Tanto per darvi un’idea, se non bastasse il titolo, il promo recita:

Six hundred dudes
One porn queen
A world record for the ages

Inizia il conto alla rovescia…

adv.jpgAggiornamento: le perverse leggi del web advertising colpiscono anche il sito ufficiale di Palaciuk. Oltre al banner notevole anche il rettangolo (sempre dedicato a Virgola, mentre scrivo) abbinato a un post sui Fight club

.

palahniuk.jpgPremessa: questo post si autodenuncia immediatamente come groupistico e letterariamente irrilvante, ma data la portata dell’incontro so che capirete.
Del resto non capita tutti i giorni di trovarsi faccia a faccia con Chuck e farsi fotografare con lui tenendo in mano un bouquet da sposa insieme ad altre due pregevoli squinternate (grazie a Pelo e Gavino per la pazienza e la presenza).
Turbamenti a parte, l’evento ha permesso di apprendere quanto segue:

1. Si pronuncia Polenik, non Palaniuk. Pazienza, resterà comunque e sempre Palafuff, Palaciucc e quant’altro la fantasia ci suggerisca.

2. Tullio Avoledo è come i suoi libri: supponente. Azzeccare qualche domanda non gli fa perdonare una frase decisamente infelice all’indirizzo del tendone (”e dopo ci saranno delle domande del pubblico che si spera siano intelligenti quanto le risposte”)

3. Chuck è disponibile, si vede che prende come un ingrato lavoro questi tour promozionali ma in fondo non lo fa pesare più di tanto. Passate voi due ore a farvi fotografare e firmare autografi…

4. Di tutte le cose dette, e sono molte, quella che mi è rimasta impressa è la semplice dichiarazione: “io non invento niente, mi limito ad ascoltare storie e trasformarle in altre parole”.
Nello specifico, sostiene, il suo ruolo è tirar fuori quelle parole che ci permettono di discutere le storie e le cose. Esisteva gente che si picchiava in quel modo e con quei riti anche prima del fight club, ma ora c’è la parola e quel mondo può diventare oggetto di un discorso, il suo e naturalmente il nostro.

5. Le grandi orecchie di Palaciucc sono al servizio dei suoi amici e di chiunque abbia una storia da raccontare.

6. Se show ha da essere, Palaciucc fa le cose per bene, invitando il pubblico a prendere una cartolina precompilata e inviargli una domanda in cambio di un prezioso gadget. La folla si avventa su di lui, Avoledo finge indifferenza, i timidi rosicano.

7. La lavorazione di Fight Club, a detta di Palafuff, è stata un vero incubo. Quella di Choke, con Angelica Houston e Sam Rockwell, estremamente divertente e i presupposti perché il film sia un successo ci sono tutti (spendendo pure molto ma molto meno). L’altra buona notizia, o cattiva a seconda dei punti di vista, è che è in lavorazione un film tratto da Invisible Monsters.

8. Avoledo a volte ha ragione. Le domande sono demenziali e ruotano attorno all’asse “hai letto/ti sei ispirato a” suscitando occhiate al cielo e sospiri del povero Chuck che di certo non pensava di dover discutere dei suoi ipotetici legami con uno sconosciuto scrittore anarchico.

9. La frase “beata Anna Frank, lei almeno non ha dovuto fare il tour promozionale” è stata effettivamente pronunciata da un’amica scrittrice di Palafuff, di cui non ritiene opportuno svelare il nome.

10. Mille domande sono rimaste senza risposta, semplicemente perchè nessuno le ha poste. Peccato

rant.jpgFresco di acquisto* e già divorato, Chuck è qui.
Dopo la parentesi di La scimmia pensa la scimmia fa, si torna a leggere una bella storia circolare, anzi episodico-circolare.

Perché Rant, come recita il titolo completo, è la biografia orale di Buster Casey, una vita raccontata attraverso le persone che hanno avuto la (s)fortuna di incrociarla nel proprio cammino.

Il buon Palafuff pare essersi almeno in parte liberato dalla sindrome delle prime 5 pagine, quella strana malattia che in alcuni sfortunati romanzi come Cavie lo obbligava a dare sfoggio della propria perversità nei primissimi passi del libro.
Qui, come si conviene, spunti di raccapriccio sono ben spalmati in tutta la lunghezza e sapientemente miscelati a un paio di invenzioni che non fanno rimpiangere i titoli più noti.

Anticiparle a chi aspetta l’uscita dell’edizione italiana sarebbe pura crudeltà, ma vale la pena di dire che Rant Casey è sì, come dichiarato nelle anteprime, un killer, ma di natura strettamente palahnukiana.
Ossessionato come il suo autore dal corpo e dalle sue mutazioni, riuscirà a fare di sé la più grande arma biologica che il mondo abbia conosciuto, somministrando morte e redenzione.

Accanto a questo, altri temi ricorrenti e qualche nuovo spunto frutto di suggestioni tecnologico apocalittiche. Di cui magari si poteva fare anche a meno, ma una spruzzata di Dick sta bene su tutto quindi è perdonabile.

Un consiglio di lettura: abbandonatevi alle pagine mantenendo un occhio sempre vigile. Palaciuk ha seminato indizi che assumono senso con il procedere della storia e suggeriscono succulente interpretazioni.

Chuck Palahniuk, Rant, an oral biography of Buster Casey, Doubleday

* per l’acquisto: comprando da uno dei sellers di Amazon uk ho ricevuto il libro (edizione americana con copertina originale) in 4 giorni al prezzo complessivo di 17,90 €, spedizione inclusa. Se volete seguire questa strada selezionate dalla ricerca il libro con la copertina che vedete qui e scegliete come rivenditore The book depository

Apdeit: letto e digerito
Per tutti i Palafuff dipendenti: a Maggio uscirà negli Stati Uniti Rant, an oral biography of Buster Casey. Il libro può essere pre-ordinato su Amazon.
Da quel che sembra un progetto interessante, almeno stando alla presentazione che ne fa lo stesso Palahciuk:
Rant takes the form of a (fictional) oral history of Buster “Rant” Casey, in which an assortment of friends, enemies, admirers, detractors, and relations have their say on this evil character, who may or may not be the most efficient serial killer of our time.

Colgo l’occasione per ricordare che qui è possibile prenotare la propria copia autografata di un qualsiasi libro di Chuck. Una libreria di Portland infatti si incarica di raccogliere gli ordini e Palahniuk passa di tanto in tanto per firmare le copie.

Avete riconosciuto almeno uno degli spostati della foto? Eh già, quale scrittore poteva andare a trovare Anthony Bourdain se non lui? Ora tutto ha un senso:-)