Archive for the 'Mankell' Category

Henning Mankell – Muro di fuoco

Sdrucciola settembre 14th, 2008

muro di fuoco

Poliziotto, 50 anni, diabetico e divorziato, una figlia adulta, cerca una persona con cui stare quando lo desidera. La donna che cerco deve essere attraente, avere un bel corpo ed essere sensuale. Rispondere a “Vecchio lupo”.

La scorta di romanzi che hanno per protagonista l’ispettore Wallander è praticamente esaurita (ahimè). Ma questo Muro di fuoco, nonostante non sia all’altezza di molti precedenti, è un metadone passabile.

Nello sciogliere i nodi che legano due delitti apparentemente isolati e nel calarsi nei misteri del crimine informatico, Mankell trova il tempo di fare il punto sulla vita del suo protagonista. Che seppure dimagrito e apparentemente più sano di come lo avevamo lasciato, si macera nella solitudine e nei sogni di un’altra vita. Magari raggiungibile attraverso un annuncio su un’agenzia per cuori solitari…

Per fortuna a salvare Kurt Wallander ci pensa il suo inattaccabile spirito di servizio (verso gli umani piuttosto che verso le istituzioni) che lo porta, tra mille incertezze, sulla strada di una verità che non guarisce le ferite ma aiuta in qualche modo ad andare avanti.

Henning Mankell, Muro di fuoco, Marsilio, 18 €

Foto: Redspotted

Dedicato ai droghelli wallanderiani

Il municipio di Ystad ha pensato di bene di sfruttare la popolarità regalatagli dai romanzi di Mankell organizzando una serie di tour guidati: In the footstep of Wallander.

Che ne dite di una cena all’Hotel Continetal o un caffè da Fridolfs? Per i più avventurosi, si può addirittura risolvere un vero giallo o percorrere le strade di Ystad a bordo di un camion dei pompieri (ecco qui, l’attinenza mi sfugge un po’ ma la cosa deve avere il suo fascino).

Se volete saperne di più da chi ci è stato leggete il secondo commento di questo post mente per ammirare Ystad con il sole gustatevi le foto di Stefania.

Henning Mankell – Scarpe italiane

Sdrucciola aprile 30th, 2008

scarpe_italiane.jpgPrima cosa: dimenticatevi di Wallander. Non c’è, non è mai esistito, non ha diritto di cittadinanza in questa storia.

Mi ricordai che talvolta mi diceva che la vita assomiglia al rapporto che le persone hanno con le proprie scarpe. Non si può sperare o convincersi che vadano bene. Le scarpe strette appartengono alla realtà.

Dodici anni su un’isola deserta tra i ghiacci svedesi per dimenticare un tragico errore non bastano a farsi dimenticare dalla vita, che ripiomba su Fredrik Welin nei panni di una donna del passato. Gli errori si pagano, ma la scelta di sprofondare la propria anima nel ghiaccio può essere riscattata. Anche da chi, fino alla fine, ha da offrire solo le proprie debolezze.

In questo libro c’è molto dolore e molto amore, equamente distribuiti con parole essenziali messe in bocca a personaggi che tacciono più di quanto dicano e riescono ciò nonostante a farsi capire benissimo.

Henning Mankell, Scarpe italiane, Marsilio, € 18
Foto: Steffe

Henning Mankell, I cani di Riga

Sdrucciola febbraio 17th, 2008

Altro giro, altro Mankell (e di questo passo, anche se rigorosamente in disordine, li recensiremo tutti).

Con i Cani di Riga l’ispettore Wallander lascia per la prima volta la sua Scania per un’avventurosa indagine che lo spinge in Lettonia. Una terra sconosciuta, persa nel dedalo geografico post-sovietico che tra nomi impronunciabili e assonanze finisce per sembrare un tutto compatto e indistinguibile.

Un mondo ancora grigio che si dibatte tra le tentazioni tutte consumistiche dell’Occidente, le spinte nazionaliste e una sola impresa di successo: la criminalità organizzata.

L’indagine sulla morte del maggiore Liepa, poliziotto lettone, coinvolge Wallander nei costumi di un paese dove si sussurra e si intende più che dire, e il suo coraggio è messo a dura prova.

Una volta di più, la forza del racconto è tutta nella miscela dei delitti, delle atmosfere evocate e della sbilenca normalità di Wallander. Uno che pensa seriamente di mollare tutto per andare a fare l’esperto di sicurezza, ma non può fare a meno di assecondare quella voce interiore che senza retorica lo spinge ad arrivare fino in fondo.

Henning Mankell, I cani di Riga, Marsilio, € 8

H. Mankell – Il ritorno del maestro di danza

Sdrucciola luglio 23rd, 2007

tango.jpgCosa può aver fatto un uomo per meritare di essere frustato a morte su ogni parte del corpo, trascinato come un sacco e deposto nel cuore di una foresta gelida?

Hanning Mankell riparte da qui e dalle altre domande che si pone Stefan Lindman, ispettore di polizia, per liberarsi dell’amato/odiato Wallander e dare corpo a un’indagine che attraversa ancora una volta i confini del presente, evocando i sinistri echi del nazismo.

Stefan Lindamn è anche e soprattutto un uomo dal fiore in bocca, che si getta in un’inchiesta che non gli compete pur di non affrontare l’idea della propria possibile morte, pur di distrarsi da se stesso. Mankell però lo costringerà a fare i conti con quel che è, con il suo futuro e con il suo passato.

Si dice che questo sia il migliore romanzo dell’autore svedese. Se Mankell non avesse scritto La leonessa bianca, potrei essere d’accordo.
Ma quel precedente pesa e deve saperlo anche il suo autore, che qui replica l’operazione di intrecciare storia e Storia, con meno successo.

L’autore prova a ribadire il cambiamento operando anche sul paesaggio, non siamo più nella relativamente assolata Scania ma nel profondo nord dello Härjedalen (meriterebbe il Nobel anche solo per averci creato una topografia immaginaria della Svezia), ma non è sufficiente.

Quando e se una recensione di Mankell sarà affidata a Iorek, scopriremo forse perché i suoi personaggi si fermino così spesso “a urinare fuori dalla macchina” e perché le donne siano presenze evanescenti confinate alla cornetta, in eterna attesa.

Per ora possiamo dire che sì, sarà un bieco impulso emotivo, sarà resistenza al cambiamento… ma quanto ci manca Wallander!

Henning Mankell, Il ritorno del maestro di danza, Marsilio, 18,50 euro

Foto: Bastet

Henning Mankell- La leonessa bianca

Sdrucciola maggio 6th, 2007

«Forse questa è la differenza fra noi due» disse Wallander.
«Io sono abituato e mi aspetto che ogni storia abbia una fine. Per te, una buona storia non finisce mai.»
«Forse è così» disse Victor Mabasha.
«Sapere che non si incontrerà più una persona, può essere una fortuna. Perché in quel caso c’è qualcosa che continua a vivere»

Una storia può partire nel 1918 in Sudafrica e approdare in Svezia negli anni Novanta; può legare il destino di Nelson Mandela, futuro presidente del paese, a quello di Kurt Wallander, ispettore di polizia di provincia.

Se a scriverla è Henning Mankell, questa può essere davvero una buona storia,
capace di gettare un po’ di luce su quella con la esse maiuscola senza farne semplicemente uno spunto o cadere nel didascalico.
Perché quel che conta è che una tranquilla agente immobiliare svedese è stata uccisa a sangue freddo, apparentemente senza motivo, e qualcuno deve trovare l’assassino.

In una recente intervista Mankell confessava di non amare particolarmente Wallander e per illustrare meglio concetto diceva: se lo incontrassi a una festa non mi siederei certo a parlare con lui.
Wallander
, spiegava, è un uomo di cui non condivido pensieri e opinioni.

Lo scollamento tra Mankell e Wallander qui è evidente. L’autore si muove su un campo lungo, coglie le contraddizioni e le ferite di un mondo in cambiamento. Il personaggio si interessa a ciò che è prossimo, perde il controllo quando gli omicidi entrano nel suo microcosmo, conversa con Victor Mabasha (il killer sudafricano), senza riuscire ad accorciare realmente le distanze, si scontra con la propria incapacità di comprendere.

«Non sempre si può capire» disse Victor Mabasha.
«Una storia è un viaggio che non ha mai fine»

La leonessa bianca è uno dei migliori romanzi di Mankell, qualche ingenuità narrativa è ampiamente riscattata dal talento con cui ci conduce attraverso i due piani di indagine senza mai perdere di vista l’essenziale: ogni viaggio ne contiene infiniti altri, ma nel mondo di Wallander tutto ha un inizio e una fine.

Henning Mankell, La leonessa bianca, Marsilio, 18 €

Mankell trailer: Delitto di mezza estate

Sdrucciola gennaio 26th, 2007

Il trailer

Curiosità: uno dei protagonisti (il cattivo?) è Peter Gantzler, il bravo interprete di Il grande capo, sugli schermi in questo periodo

Nota1: la biondina non è Ann-Britte

Nota3: se non avete ancora letto il libro, evitate di andare sulla pagina di Marsilio, rischio spoiler elevatissimo (accidenti a loro!)

Henning Mankell nobel subito!

Sdrucciola gennaio 22nd, 2007

mankell.jpgHenning Mankell dovrebbe essere dichiarato patrimonio dell’umanità. L’affermazione può suonare eccessiva, ma ci sono almeno due buone ragioni per sostenerla. La prima è la creazione della serie di romanzi che hanno per protagonista l’ispettore Kurt Wallander. La seconda è la rassegnazione con cui questo autore, che ha dedicato molti scritti e parte della sua vita all’Africa e ai suoi drammi, accetta di essere riconosciuto e apprezzato solo per i suoi romanzi di genere.

Tanto per non smentire il luogo comune, ammettiamo subito che della sua produzione africana non conosciamo nulla e, ripromettendoci di colmare la lacuna, caliamoci nell’affascinante panorama della Scania.
La regione meridionale della Svezia, in cui sono ambientare le inchieste di Wallander, è a prima vista il luogo meno eccitante che mente umana possa concepire: mare, pianura, vaste distese di nulla puntellate da piccoli centri in cui la vita scorre serena e il benessere è un dato acquisito.

Per rappresentare l’effetto che produce su un tale scenario l’irrompere del crimine violento basta pensare a un temporale estivo che si scatena su una spiaggia: il moto del mare sconvolto da raffiche che tagliano le onde, la sabbia che si solleva in vortici, i placidi simboli dell’estate travolti e ribaltati dal vento.

Se in mezzo a tutto questo vedeste comparire un bagnino di mezza età che scruta l’orizzonte con lo sguardo esperto di chi conosce il mare e proprio per questo sa che nulla è prevedibile, avreste una sensazione piuttosto simile a quella che si prova leggendo i romanzi di Mankell.

Calma e turbamento sono infatti sapientemente miscelati, dimostrando quello che è forse il talento maggiore per un giallista: mantenere la suspance in modo naturale, alternando azione e pause senza che la tensione cali nè diventi insopportabile.

Kurt Wallander non è un eroe, non è uomo da grandi slanci anche se interroga l’orizzonte. Non conosco molti svedesi ma ho la quasi certezza che sia molto ma molto svedese il suo modo di imporre razionalità alle indagini accettando allo stesso tempo l’ineluttabile entropia del cosmo.
In questo, anche nei momenti peggiori, è splendidamente rassicurante, proprio come il bagnino. Forse non vincerà i flutti per salvare il naufrago, ma di certo troverà nella sua imperfetta umanità le risorse per raggiungerlo.

Avvertenza: Il settembre scorso, al Festival di Mantova, si è svolta una fantastica sessione di auto aiuto di numerosi Wallanderdipendenti, che hanno coraggiosamente ammesso il loro problema: intere famiglie trascinate a trascorrere le vacanze in Svezia, pellegrinaggi votivi a Ystad ed episodi analoghi che illustrano molto bene la presa che il personaggio di Mankell ha avuto sul pubblico italiano.
Se decidete quindi di prendere in mano un suo libro (consigliato l’ordine cronologico per seguire la sottotrama, ma se ne può anche fare a meno) sappiate che state probabilmente dando origine a una dipendenza che avrà ripercussioni sulla vostra vita*, ma anche che se vi capiterà di muovervi in acque agitate potrete contare sulle sue pagine per tenervi a galla

Henning Mankell: Assassino senza volto, I cani di Riga, La falsa pista ecc…, tutti editi da Marsilio

* Nota per wallanderdipendenti. La cattiva notizia è che Mankell è stufo del suo protagonista: Kurt Wallander lascerà la scena. La buona notizia è che passerà il testimone alla figlia Linda, cosa che ci permetterà di tanto in tanto di rincontrarlo.

Sito ufficiale di Henning Mankell (in inglese). Sul sito sono disponibili i trailer dei film (svedesi) tratti dai romanzi
Sito dedicato a Kurt Wallander (in inglese)

Festivaletteratura 9- Henning Mankell con Massimo Cirri

Sdrucciola settembre 18th, 2006

008.jpgHenning Mankell è un distinto signore svedese che con una disinvoltura molto nordica si presenta all’appuntamento in anticipo e si mette tranquillo a passeggiare nel cortile della Cavallerizza senza attirare l’attenzione su di sé.

Le sue parole sul palco sono precise e interessanti ma l’incontro non sarebbe così divertente senza la presenza di Massimo Cirri che esordisce presentando una petizione in favore di Kurt Wallander. L’investigatore, protagonista di tanti romanzi di Mankell tra cui l’ultimo Piramide, sarebbe infatti stato congedato dal suo autore, stanco del personaggio.

Ma il pubblico di Mantova accoglie entusiasta l’appello di Cirri e le testimonianze dei “drogati” di Wallander convincono Mankell a ripensarci. Come precisa meglio, la sua intenzione è di passare il testimone alla figlia dell’investigatore, permettendoci così di non abbandonarlo e anzi, di vederlo sotto una nuova luce.

Mankell però divide la propria vita tra la Svezia e l’Africa e appena può accenna ai romanzi non wallanderiani a cui tiene molto. Il discorso si sposta di continuo sul poliziesco e va a merito dello scrittore la flemma con cui reagisce all’evidente disinteresse del pubblico nei confronti del resto della sua produzione. Un vero signore!

Giudizio>> godevole e arguto