Festivaletteratura – Signora Interprete
Sdrucciola settembre 18th, 2007
Potrei andare avanti ancora per qualche post, raccontando di personaggi come Christopher Hitchens e Orhan Pamuk che hanno senza dubbio lasciato un segno sotto i tendoni di Mantova. Ma in fondo, per motivi diversi, non c’è bisogno che vi spieghi chi sono.
Per questo e per rendere omaggio a tutti, volontari e non, che ci regalano ogni anno un bellissimo Festival, mi dirigo direttamente a una persona che merita un grande riconoscimento per il suo lavoro:
Signora Interprete di cui neanche grazie a San Google ho scovato il nome…
Signora Interprete dall’inglese che riesce ogni volta a rendere, ben oltre la lettera, lo spirito di quel che si dice…
Signora Inteprete che non fa la macchina per traduzioni, ma nel senso gadameriano della parola è davvero “interprete”, persona che interpreta persone…
Signora Interprete che regala incisività e ironia anche a chi non ce l’ha…
Signora Inteprete che non tradisce la parola…
Signora Interprete che deve anche avere una bella personalità esuberante ma fa il suo lavoro con rigore e professionalità…
GRAZIE!!!!!!
Spero di vederla anche il prossimo anno al fianco degli scrittori che approdano a Mantova e spero che siano molti gli applausi, meritatissimi, tributati anche a lei.
Il ringraziamente è esteso alla bravissima Signora Interprete dallo spagnolo e a tutti i Signori e le Signore Interpreti (addirittura nel linguaggio dei segni!) che prestano la loro voce e il loro talento al Festivaletteratura
Se non lo conoscete (e vi siete persi il bellissimo La vera storia del pirata Long John Silver, vergogna vergogna vergogna) siete in tempo per rimediare, cosa a cui spero contribuisca questo resoconto.
C’è solo una cosa più divertente di andare a incontrare un proprio autore feticcio: andare a incontrare un autore feticcio di molta altra gente di cui non si è letto un bel nulla.
Esistono due tipi di reporter: ci sono quelli che raccontano gli eventi mantenendo con precisione certosina l’equilibrio tra le voci, senza alcuna differenza.
A Mantova non si chiacchiera solo di libri, capita di assistere a spettacoli belli come quello apparecchiato da Erri De Luca, Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi.
Premessa: questo post si autodenuncia immediatamente come groupistico e letterariamente irrilvante, ma data la portata dell’incontro so che capirete.
Sono stata parecchio in dubbio sull’immagine migliore per descrivere questa edizione del festival. Questo bouquet, oltre che un omaggio al Palagroupismo sfrenato, è estremamente rappresentativa dello spirito di Mantova. Anche quest’anno i fiori selezionati sono stati molti, alcuni davvero pregevoli, altri inodori, ma in ogni caso mi hanno lasciato negli occhi e nei neuroni mille impressioni.
Una bella sorpresa dal festival: sabato alle 21 ci sarà anche 

