Eli Amir – Jasmine
Sdrucciola marzo 8th, 2010
Noi uccidiamo loro e loro uccidono noi e il mondo ci guarda come se fossimo dei pazzi.
Nuri Nasseh è un arabo, ma è anche un israeliano. La cosa ci può sembrare strana solo fintanto che guardiamo le cose dall’alto e da molto lontano, accomodandoci nelle confortevoli semplificazioni che aiutano a incasellare gli avvenimenti storici e i conflitti in particolare. Da una parte gli arabi, dall’altro gli israeliani. Gli arabi sono tutti musulmani, gli israeliani sono tutti ebrei.
In questa storia, ambientata negli anni ’60, poco dopo la guerra dei sei giorni, ci sono arabi cristiani e ci sono ebrei iracheni e molto altro utile a sentire che le pigre semplificazioni ci levano un pezzetto importante nel comprendere davvero la realtà. Non a capire, perché questo libro non è un trattato e non cerca di convincerci di nulla. Ma a fare un piccolo passo in avanti nella comprensione del dramma che ha dilaniato e continua a ferire interi popoli.
Nuri Nasseh è un ragazzo qualsiasi che si trova a vivere in un punto cruciale in un posto cruciale con una missione cruciale: portare una qualche forma di normalità tra vincitori e vinti. In veste di consulente israeliano per gli affari arabi non potrà accontentarsi delle semplificazioni, dovrà immergersi nelle contraddizioni non solo tra le parti ma dentro le parti.
Nel farlo incontrerà Jasmine, una donna ferita ma non sconfitta, un’araba che non ha visto arrivare i vincitori ma li ha trovati al suo ritorno da Parigi e che faticosamente intraprenderà con lui il difficile cammino della comprensione.
Al termine di questo viaggio, che come avrete intuito comprende un’appassionata quanto impossibile storia d’amore, si specchieranno l’uno nell’altro. Non solo in quanto individui ma in quanto parte di un popolo e di una storia più grande. Senza risposte, ma con domande e occhi nuovi con cui guardare l’altro e se stessi.
Non fatevi scoraggiare dalle prime pagine, quello di Eli Amir è un libro che conquista poco a poco e, arrivati alla fine, ne vorrete ancora.
Eli Amir, Jasmine, Einaudi, 21 €
Foto: Hadar
Tutta colpa della guerra, dice Luqman. Se non fosse finita, se non avesse lasciato questo tempo vuoto di pace, sarebbero ancora i padroni della città.
Al-Aswani ‘Ala deve avere un debole per la polvere: quella della sua patria, l’Egitto, quella portata dal vento nella città americana che dà il titolo a questo romanzo, ma anche quella che siamo e che torneremo ad essere, come mostrano efficacemente le vicende dei suoi personaggi.
Esistono libri di autori stranieri che si leggono semplicemente per assaporare un gusto esotico, ed esattamente come una buona cena indiana che spezza la monotonia spaghetti-carne-insalatina, lasciano in bocca solo l’assaggio di un altrove.