Najwa Barakat- Ya salam!
Sdrucciola Novembre 16th, 2008
Tutta colpa della guerra, dice Luqman. Se non fosse finita, se non avesse lasciato questo tempo vuoto di pace, sarebbero ancora i padroni della città.
La pace si è portata via l’Albino e ha costretto Najib a trovare un nuovo nemico, i ratti, su cui sperimentare torture e ossessioni. La pace ha sospeso la loro eccezionalità, che ora va riconquistata e difesa a ogni costo. Frugando tra le macerie della città, al riparo di nuove forze che vigilano sull’ordine e sulla normalità che soffoca ogni inziativa.
Come Salam, la zitella rimasta vedova di un amore inventato che prova a crearne uno nuovo sacrificando ad esso vita, affetti e senno.
Come Luqman, che però ha ancora un asso nella manica. Lui non si farà prendere, non tornerà a essere un nulla, si dedicherà da solo alla conquista di un dominio extra territoriale che gli spetta.
Najwa Barakat è una scrittrice libanese che vive in Francia e questi sono i protagonisti che ha scelto per raccontare la fine della guerra civile che per quindici anni ha devastato il Libano.
Non sono simpatici, non sono tristi reduci che si interrogano sulle sorti della patria. Sono furfanti, torturatori e assassini senza una coscienza. Sono la rappresentazione di uno degli effetti della pace in un paese impreparato ad accoglierla, incapace di fare i conti con le forze che lo hanno nutrito e dissanguato allo stesso tempo.
Sono i ratti che prosperano nella miseria e sopravvivono a ogni ecatombe aspettando con pazienza che si prepari la successiva.
Al-Aswani ‘Ala deve avere un debole per la polvere: quella della sua patria, l’Egitto, quella portata dal vento nella città americana che dà il titolo a questo romanzo, ma anche quella che siamo e che torneremo ad essere, come mostrano efficacemente le vicende dei suoi personaggi.
Esistono libri di autori stranieri che si leggono semplicemente per assaporare un gusto esotico, ed esattamente come una buona cena indiana che spezza la monotonia spaghetti-carne-insalatina, lasciano in bocca solo l’assaggio di un altrove.