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	<title>Sottotomo &#187; Nathan</title>
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	<description>Sottolineature e recensioni</description>
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		<title>Valerio Varesi &#8211; Il paese di Saimir</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 18:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Freschi]]></category>
		<category><![CDATA[Italica]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie all’ennesimo cappio al collo che chiamano questione di fiducia, il Parlamento italiano ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza. Con l’entrata in vigore di questa legge, gli stranieri privi di documenti regolari saranno processabili per il reato di clandestinità, la detenzione in un Centro di identificazione ed espulsione potrà arrivare a 180 giorni (6 mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie all’ennesimo cappio al collo che chiamano questione di fiducia, il Parlamento italiano ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza. Con l’entrata in vigore di questa legge, gli stranieri privi di documenti regolari saranno processabili per il reato di clandestinità, la detenzione in un Centro di identificazione ed espulsione potrà arrivare a 180 giorni (6 mesi di detenzione per aver aspirato ad una vita dignitosa), i pubblici ufficiali saranno tenuti a denunciare gli irregolari e le organizzazioni d’ispirazione neo-nazista potranno pattugliare indisturbate le strade.</p>
<p>Sottotomo risponde a suo modo.</p>
<p><a title="More about Il paese di Saimir" href="http://www.anobii.com/books/Il_paese_di_Saimir/9788896238035/01c6091a13522d3d0d/"><img style="padding: 5px;" title="More about Il paese di Saimir" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01c6091a13522d3d0d&amp;time=1238879843" alt="More about Il paese di Saimir" /></a></p>
<p>Il paese di Saimir non è solo l’Albania. Il suo paese è l’Italia, dove Saimir vive e lavora da clandestino, dove imprenditori senza scrupoli preferiscono reclutare per strada chi è privo di documenti, chi è costantemente sotto il ricatto dell’espulsione (e da oggi di un&#8217;imputazione criminosa) e può essere pagato oppure no, rigorosamente in nero, privo di qualunque protezione sociale e fisica.</p>
<p>Saimir è la vittima di un sistema di leggi che hanno il preciso scopo di escludere invece di integrare, di soffiare sull’odio invece che sulla reciproca comprensione. E l’effetto di queste leggi è davanti agli occhi di chi è ancora in grado di vedere: lo sfruttamento di chi è privato dei più elementari diritti della persona, l&#8217;arricchimento di speculatori edilizi e di mercanti di schiavi. Ed è così che Saimir, senza un&#8217;identità perché clandestino e per questo sconosciuto alle autorità del paese in cui ha scelto di vivere e lavorare, non è più una persona, ma, in nome del profitto, soltanto un corpo da sacrificare.</p>
<p><a href="http://www.anobii.com/books/Il_paese_di_Saimir/9788896238035/01c6091a13522d3d0d/">Valerio Varesi, Il paese di Saimir, Edizioni Ambiente, € 13</a></p>
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		<title>Richard Yates &#8211; Revolutionary road</title>
		<link>http://sottotomo.com/2009/06/28/richard-yates-revolutionary-road/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 18:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americana]]></category>

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		<description><![CDATA[Su questo libro ci si può  limitare a pochissime parole: ecco il prototipo del romanzo perfetto. Dialoghi e pensieri che dicono tutto, compresi il contesto storico-sociale e il quadro di valori, con una esemplare economia di parole. Profondità e rotondità dei personaggi come solo i migliori maestri&#8230; L&#8217;alternarsi impeccabile di fabula e flashbacks. Una scrittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su questo libro ci si può  limitare a pochissime parole:</p>
<p><strong>ecco il prototipo del romanzo perfetto.</strong></p>
<p>Dialoghi e pensieri che dicono tutto, compresi il contesto storico-sociale e il quadro di valori, con una esemplare economia di parole.<br />
Profondità e rotondità dei personaggi come solo i migliori maestri&#8230;<br />
L&#8217;alternarsi impeccabile di fabula e flashbacks.<br />
Una scrittura che emoziona fin dalla prime pagine per una bellezza stilistica senza pari (lode ad Adriana dell&#8217;Orto per la traduzione).<br />
La straordinaria capacità di trascinarti dentro la storia, di calarti nei pantaloni di questo o quel personaggio e di farti esclamare, almeno una volta ogni 10 pagine, “diomio, ma quanto mi assomiglia quell&#8217;idiota!”</p>
<p>Chi ancora non avesse letto, disgrazia sua, Francis Scott Fitzgerald, Raymond Carver, Richard Ford, Jonathan Franzen, non si affretti a recuperare il tempo perduto alla ricerca di tanti, forse per lui, troppi libri, perché sono tutti qui dentro, in questo imperdibile romanzo, forse solo un po&#8217;  caro, riproposto (già in un&#8217;edizione precedente e più economica e prima ancora di Hollywood) dalla sempre sorprendente <a href="http://www.minimumfax.com/libro.asp?libroID=445">minimumfax</a>.</p>
<p><a href="http://www.anobii.com/books/Revolutionary_Road/9788875212025/01a58c3da67f55618f/">Richard Yates, Revolutionary road, minimumfax, € 18</a></p>
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		<title>Raymond Carver &#8211; Principianti</title>
		<link>http://sottotomo.com/2009/05/11/raymond-carver-principianti/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 18:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americana]]></category>

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		<description><![CDATA[Di cosa parliamo quando parliamo d&#8217;amore, prima di essere tagliato si chiamava Principianti. Quell&#8217;editor, Gordon Lish, non risparmiò sforbiciate feroci, tagliando la metà del manoscritto di un Carver (lo leggiamo nelle lettere a corredo di questa edizione Einuadi) irreparabilmente costernato. Ed Einaudi, appunto, scaduti i diritti di Minimumfax, lo pubblica “in anteprima mondiale”, come urla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-530" title="3354457814_defd5c58c5_m" src="http://sottotomo.com/wp-content/img/3354457814_defd5c58c5_m.jpg" alt="3354457814_defd5c58c5_m" width="106" height="158" /></em></p>
<p><em>Di cosa parliamo quando parliamo d&#8217;amore</em>, prima di essere tagliato si chiamava <em>Principianti</em>. Quell&#8217;editor, Gordon Lish, non risparmiò sforbiciate feroci, tagliando la metà del manoscritto di un Carver (lo leggiamo nelle lettere a corredo di questa edizione Einuadi) irreparabilmente costernato. Ed Einaudi, appunto, scaduti i diritti di Minimumfax, lo pubblica “in anteprima mondiale”, come urla la più classica delle fascette rosse su coperta bianca.</p>
<p>E così, lo hanno detto un po&#8217; tutti, ci ritroviamo tra le mani un Carver diverso, in parte già conosciuto in<em> Da dove sto chiamando</em>. Un autore che lascia parlare i suoi personaggi, dove invece l&#8217;editor aveva scelto i silenzi, che procede lento indugiando nei finali, riempiendo gli spazi bianchi di quegli stop sospesi nel vuoto.</p>
<p>Ma non c&#8217;è solo questo. Scrisse un Baricco d&#8217;annata, in <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/04/27/uomo-che-riscriveva-carver.html">quel falso scoop</a> di Repubblica:</p>
<p>(Carver) <em>costruiva paesaggi di ghiaccio ma poi li venava di sentimenti, come se avesse bisogno di convincersi che, nonostante tutto quel ghiaccio, erano vivibili. Umani. Alla fine la gente piange. O dice Ti amo. E la tragedia è spiegabile. Non è un mostro senza nome. Gordon Lish dovette intuire che, al contrario, la visione pura e semplice di quei deserti ghiacciati era ciò che di rivoluzionario aveva quell&#8217; uomo in testa. Ed era ciò che i lettori avevano voglia di sentirsi raccontare. Cancellò minuziosamente tutto ciò che poteva scaldare quei paesaggi, e quando ce n&#8217; era bisogno, aggiunse perfino del ghiaccio.</em></p>
<p>Il Carver “originale” è allora meno efficacie e le sue non sono le stilettate che conoscevamo nella versione “rivisitata”. In questi racconti “integrali”, però, il suo è un affondo prolungato nella vita dei personaggi, che finalmente assumono uno spessore inedito e dove mai come prima il gioco dell&#8217;empatia personaggio-lettore si svela in tutta la sua forza.</p>
<p>E sarà che a me i personaggi che trovano una qualche via di salvezza mi danno un certo sollievo, sarà che ritrovo le mie contraddizioni nel rovello interiore di queste nuove pagine, ma a me questo Carver, pur con le sue pecche, mi piace assai. Solo per fare un esempio, vorrei che qualcuno mi convincesse che il racconto <em>Una cosa piccola ma buona</em>, mantiene, nella versione di Lish priva di finale, la stessa sapiente metamorfosi di una storia così emotivamente greve che sfuma in un finale inaspettatamente dolce e intensamente riconciliante.</p>
<p>Ancora Baricco:</p>
<p><em>C&#8217; è una compassione per loro, e una comprensione di loro, che ottiene l&#8217; acrobazia insensata di farti sentire dalla parte del cattivo. Io conoscevo il Carver che sapeva descrivere il male come cancro cristallizzato sulla superficie della normalità. Ma lì </em>(nei racconti originali, oggi di Einaudi) <em>era diverso. Lì era uno scrittore che provava disperatamente a trovare un risvolto umano al male, a dimostrare che se il male è inevitabile, dentro di esso c&#8217; è una sofferenza, e un dolore, che sono il rifugio dell&#8217; umano &#8211; il riscatto dell&#8217; umano &#8211; nel glaciale paesaggio della vita.</em></p>
<p>Sbaglio o allora ci troviamo di fronte a un narratore meno cinico, ma finalmente votato alla rappresentazione della complessità umana e in definitiva più maturo?</p>
<p>Raymond Carver, <a href="http://www.anobii.com/books/Principianti/9788806196233/0158df3ced3c08a937/">Principianti</a>, Einaudi</p>
<p>Foto: avventore di un pub londinese (di <a href="http://www.flickr.com/photos/circerie/">Sonia Squilloni</a>)</p>
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		<title>John Updike &#8211; Terrorista</title>
		<link>http://sottotomo.com/2009/04/01/john-updike-terrorista/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 18:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americana]]></category>

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		<description><![CDATA[John Updike è stato un narratore straordinario. Nella sua lunga attività di scrittore, ha dato forma e profondità alla remota provincia americana. Ha giocato con i cliché che la vogliono pigra, superficiale, individualista, raccolta in un quadro di valori auto-centrati. E miope, dotata di una limitata coscienza di sé, votata al perseguimento di una predeterminata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Per saperne di più su Terrorista" href="http://www.anobii.com/books/0111f345ee8eb71551/"><img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=0111f345ee8eb71551&amp;time=0" alt="ponte_253" width="101" height="133" align="left" /></a><br />
John Updike è stato un narratore straordinario. Nella sua lunga attività di scrittore, ha dato forma e profondità alla remota provincia americana. Ha giocato con i cliché che la vogliono pigra, superficiale, individualista, raccolta in un quadro di valori auto-centrati. E miope, dotata di una limitata coscienza di sé, votata al perseguimento di una predeterminata direzione, ma senza comprenderne il senso e i significati profondi e per tutti questi motivi destinata al fallimento.</p>
<p>Ma i luoghi comuni culturali sono delle gabbie che limitano lo sguardo dentro uno schema coerente ma parziale, spesso fuorviante.<br />
Occorre superarli, come fa Updike in questo splendido romanzo, un’opera immancabile per chi ama la grande letteratura. Di oggi e di sempre.</p>
<p>Ahmad ha 18 anni e vive nel New Jersey.<br />
Irlandese da parte di madre ed egiziano per eredità di un padre che li ha abbandonati quando era un bambino, Ahmad è soggiogato dal fascino di una verità intransigente. L’islam propugnato da un vecchio iman yemenita è ai suoi occhi il necessario argine ad una società disorientata e debole. Gli insegnamenti coranici gli offrono una rigida linea di condotta, un quadro di valori che contrasta con quello della città in cui vive, che lo spingono all’isolamento, suggerendo giudizi severi nei confronti dei compagni di scuola e di sua madre.<br />
Sola, con un figlio inafferrabile, Teresa ha affrontato la sfida della propria sopravvivenza e di quella di Ahmad. Fragile ed esuberante, superati i quarant’anni Teresa ha imparato a convivere con la collezione dei fallimenti sentimentali che ancora non si è lasciata alle spalle.<br />
E poi il signor  Levy, un&#8217;opaco consulente scolastico che tenta, senza il necessario convincimento, di persuadere Ahmad dalla sua scelta di prendere la patente di camionista alla fine della scuola, invece di iscriversi all&#8217;università. E sua moglie, grassa bibliotecaria adagiata sulle consuetudini quotidiane che si accontenta dello svago di uno show televisivo&#8230;.</p>
<p>La sapienza di Updike nel disegnare le psicologie dei suoi personaggi è quella dei grandi maestri del romanzo, la sua abilità nella costruzione del contesto ha il valore di un saggio sociologico e la solidità della trama, che in questo libro volge a un finale da thriller, fa arrossire di vergogna qualunque incensato autore da bestseller.</p>
<p>Ahmad si lascerà manipolare dagli uomini che hanno deciso di avvelenare la sua mente per fare del suo corpo un&#8217;arma letale.<br />
In un finale da suspense, senza essere barbaramente concitato, Updike scaglia la sua arma di <em>distruzione</em> sulla <em>massa</em> degli scrittori da strapazzo che affollano le classifiche di vendita. E l&#8217;uomo qualunque di una molle provincia americana rovescerà un destino già scritto per affermare un inaspettato e stupefacente riscatto.</p>
<p>John Updike , <a href="http://www.anobii.com/books/Terrorista/9788860880239/0111f345ee8eb71551/">Terrorista</a>, Guanda, € 15</p>
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		<title>W.G. Sebald &#8211; Austerlitz</title>
		<link>http://sottotomo.com/2009/02/19/wg-sebald-austerlitz/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 04:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altrove]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha affrontato il viaggio attraverso i secoli di storia del popolo ebraico al Jewish Museum di Berlino sa di cosa si parla qui. Leggere questo libro di Sebald è come attraversare il Giardino dell&#8217;Esilio, progettato, come tutta la struttura del museo, da quel genio visionario di nome Daniel Liebeskind. Un piano leggermente inclinato su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://blog.corrieandjason.com/wp-content/uploads/2007/10/exil_stelen.png" border="0" alt="" width="200" height="252" align="left" />Chi ha affrontato il viaggio attraverso i secoli di storia del popolo ebraico al Jewish Museum di Berlino sa di cosa si parla qui.</p>
<p>Leggere questo libro di Sebald è come attraversare il <a href="http://www.juedisches-museum-berlin.de/site/EN/05-About-The-Museum/03-Libeskind-Building/05-Garden-of-Exile/garden-of-exile.php">Giardino dell&#8217;Esilio</a>, progettato, come tutta la struttura del museo, da quel genio visionario di nome <a href="http://www.daniel-libeskind.com/">Daniel Liebeskind.</a> Un piano leggermente inclinato su cui camminare, alte stele di cemento che confondono l&#8217;orientamento, luce che filtra dall&#8217;alto di un cielo solo intravisto.</p>
<p>Austerlitz, il protagonista del libro, è un professore di storia dell&#8217;architettura, più di ogni altro consapevole di come i luoghi e le costruzioni diano forma tangibile al carattere, all&#8217;identità e al destino di un intero popolo. Austerlitz è uno sradicato, un bambino salvato dalla furia nazista sull&#8217;Europa orientale. Cresciuto in Inghilterra da genitori adottivi, preda della vertigine di un passato rimosso dalla sua memoria, Austerlitz si mette sulle tracce della sua vita dimenticata.<br />
Disegnerà il volto della madre attraverso le parole di una sopravvissuta, ne seguirà il cammino di deportata, condiviso, sebbene a distanza, anche dal padre. Entrambi persi per sempre nel gorgo di quegli anni di guerra.</p>
<p>Ma in questo libro<strong> la vertigine di Austerlitz è anche quella del lettore.</strong> Le lunghe descrizioni di antiche fortezze, che la storia ha dichiarato sconfitte dagli assedi. Le minuziose osservazioni di oggetti e luoghi e manufatti. E le discese improvvise, la narrazione pura che irrompe, i diritti cancellati, le persecuzioni, un volto su una foto sfocata, la desolazione della memoria che non delinea i contorni e li lascia fuggire.</p>
<p>&#8230;.<em> Menukhah, la moglie del rabbino, decise di emigrare dalla Lituania in Sudafrica con i nove figli e, di conseguenza, lo stesso Jacobson trascorse la maggior parte della sua infanzia nella città di Kimberley, situata accanto all&#8217;omonima miniera di diamanti. A quell&#8217;epoca le miniere &#8211; così lessi mentre sedevo davanti alla fortezza di Breendonk &#8211; erano già state nella maggior parte dismesse, comprese le due più grandi, la Kimberley Mine e la De Beers Mine, e poiché mancavano di recinzione era possibile spingersi &#8211; se si aveva il coraggio di farlo &#8211; sino al limite più avanzato di quelle enormi cave e guardar giù in un abisso di migliaia e migliaia di piedi. Davvero orrido, scrive Jacobson, era vedere che a un passo dal terreno solido si spalancava un simile vuoto, comprendere che non vi era transizione alcuna, ma solo quella linea di confine, da un lato la vita nella sua ovvietà e dall&#8217;altro, di questa vita, l&#8217;inimmaginabile antitesi. L&#8217;abisso, che nessun raggio di luce riesce ad attingere, è l&#8217;immagine impiegata da Jacobson per indicare la storia remota e sommersa della sua famiglia e del suo popolo che di laggiù, ne è ben consapevole, mai potranno risalire in superficie.</em></p>
<p>Come il visitatore del Giardino dell&#8217;Esilio, l&#8217;equilibro di Austerlitz vacilla, non restandogli altra scelta che errare. Fino alla fine.<br />
E noi, che leggiamo, saremo con lui. Finché avremo occhi per farlo.</p>
<p><a href="http://www.anobii.com/books/Austerlitz/9788845917073/0174c44d798884181f/"><br />
</a></p>
<p>W.G. Sebald<a href="http://www.anobii.com/books/Austerlitz/9788845917073/0174c44d798884181f/">, <em>Austerlitz</em>, </a>Adelphi, € 12</p>
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		<title>Chimamanda Ngozi Adichie &#8211; Metà di un sole giallo</title>
		<link>http://sottotomo.com/2009/02/12/420/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 04:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africana]]></category>

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		<description><![CDATA[Se questo libro ha un pregio (un grande pregio), è quello di riportare alla luce ciò che nessuno ricorda più. Chi si ricorda dell&#8217;Africa? Sui giornali italiani nessuno spazio per i 4.000.000 di cadaveri che dalla caduta di Mobutu nel 1997 concimano la terra della Repubblica Democratica del Congo, funestata da guerre, violenze, epidemie e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sottotomo.com/wp-content/img/flag.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-421" title="flag" src="http://sottotomo.com/wp-content/img/flag.png" border="0" alt="" width="125" height="71" align="left" /></a>Se questo libro ha un pregio (un grande pregio), è quello di riportare alla luce ciò che nessuno ricorda più.<br />
Chi si ricorda dell&#8217;Africa?</p>
<p>Sui giornali italiani nessuno spazio per i 4.000.000 di cadaveri che dalla caduta di Mobutu nel 1997 concimano la terra della Repubblica Democratica del Congo, funestata da guerre, violenze, epidemie e malnutrizione.</p>
<p>Avare le parole utilizzate per scoperchiare l&#8217;abisso in cui è sprofondato lo Zimbabwe di Mugabe, dove il 35% della popolazione è sieropositivo o malato di  AIDS, il 50% della terra un tempo coltivata è oggi incolta e il 90% della popolazione attiva non ha un lavoro e vive di espedienti in un paese in cui l&#8217;inflazione, di cui si è ormai perso il conto degli zeri,  ha ridotto le banconote a cartastraccia.</p>
<p>E il Biafra?<br />
Braccia scheletriche e pance gonfie, la fortuna dei fotografi di guerra, il tormentone rivolto ai bambini oggi trentenni: “mangia! ché nel Biafra muoiono di fame”.</p>
<p>La <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Biafra">Repubblica del Biafra</a>, appunto,  la regione che nel 1967 si autoproclamò indipendente, sancendo una sanguinosa secessione dalla Nigeria.<br />
Con un raffazzonato esercito regolare e gli scarsi appoggi internazionali, il piccolo Stato del Biafra seppe resistere per 4 anni all&#8217;aggressione nigeriana. Una guerra estenuante e lunga, che lasciò in eredità “la più grave crisi umanitaria dalla seconda guerra mondiale”.</p>
<p>Attraverso gli occhi di Odenigbo, intellettuale rivoluzionario, quelli di Olanna, la sua bellissima donna, e poi Richard, l&#8217;inglese che farà sua la causa biafrana, e tutti gli altri personaggi che amano, vivono e combattono nelle pagine di questo romanzo corale, la parabola del Biafra si affaccia al ricordo sbiadito scavalcando quarant&#8217;anni di oblìo.</p>
<p>Sviluppato su due piani temporali &#8211; le speranze dell&#8217;Africa, che nei primi anni Sessanta prende coscienza di sé, e la rovinosa escalation dal &#8217;67 in poi -, <em>Metà di un sole giallo</em> è un romanzo che mette a nudo le ipocrisie dell&#8217;Occidente indifferente e bugiardo, le atrocità della guerra e la metamorfosi della speranza che si scioglie in miseria, non solo materiale.</p>
<p><em>Il mondo taceva mentre noi morivamo. </em><br />
E&#8217; il mantra &#8211; e l&#8217;epitaffio di un intero continente &#8211; che insegue il lettore di questo appassionato libro della talentuosa <a href="http://www.halfofayellowsun.com/content.php?page=author&amp;n=1&amp;f=2">Chimamanda Ngozi Adichie,</a> che per la complessità dell&#8217;intreccio (alcuni tagli sarebbero stati necessari)  la grandezza epocale del tema (il tentativo di una tensione epica spesso sfuma senza essere sfruttata come meriterebbe), l&#8217;architettura narrativa (i salti temporali non riescono sempre a imporre la suggestione del binomio speranze/sconfitta) e le psicologie articolate (ma spesso troppe schematiche), non si dimostra fino in fondo all&#8217;altezza degli ambiziosi obiettivi che si è posta.</p>
<p>Chimamanda Ngozi Adichie, <a href="http://www.anobii.com/books/Met%C3%A0_di_un_sole_giallo/9788806179977/01c11b20771abc08c0/">Metà di un sole giallo, </a>Einuadi, € 19,50</p>
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		<title>Marco Rovelli &#8211; Lager italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 21:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stasera (mercoledì 4 febbraio) il governo è stato battuto sulla proposta di portare a 18 mesi (dai 60 giorni attuali) il periodo di detenzione in un Centro di Identificazione ed Espulsione (ex Cpt). Un segnale insperato che mostra come, sulla linea della cattiveria annunciata dal Ministro degli Interni, la maggioranza sia tutt&#8217;altro che compatta. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=3&amp;item_id=0144057165ea45c143&amp;time=0" border="0" alt="" width="98" height="150" align="left" />Stasera (mercoledì 4 febbraio) il governo è stato battuto sulla proposta di portare a 18 mesi (dai 60 giorni attuali) il periodo di detenzione in un Centro di Identificazione ed Espulsione (ex Cpt). Un segnale insperato che mostra come, sulla linea della <em>cattiveria</em> annunciata dal Ministro degli Interni, la maggioranza sia tutt&#8217;altro che compatta.</p>
<p>Ma che cosa sono i CIE? Qual è la &#8220;qualità di vita&#8221; di un immigrato che incorre nella reclusione in uno di questi centri che, nell&#8217;intenzione del legislatore, avrebbero dovuto essere delle &#8220;sale di attesa&#8221; affacciate sull&#8217;espulsione?</p>
<p>Marco Rovelli, in questo libro dato alle stampe ormai tre anni fa, racconta un&#8217;umanità con la forza dell&#8217;attualità più stringente. Che siano del Sud America o del Nord Africa, Pachistani o Senegalesi, gli &#8220;irregolari&#8221; di Rovelli raccontano, a volte in prima persona, altre con la mediazione della voce dell&#8217;autore, le proprie traiettorie personali, vicende intime che diventano corali, all&#8217;insegna del denominatore comune della privazione della libertà e spesso della speranza.</p>
<p>Detenuti in locali per una gran parte fatiscenti, nella generale carenza di assistenza sanitaria e legale, privati, in molti casi, anche della più elementare informazione sulla condizione di &#8220;clandestino in attesa di espulsione&#8221; ed esposti alle violenze di altri detenuti e del personale addetto alla sorveglianza, gli &#8220;ospiti&#8221; dei Centri di Identificazione ed Espulsione si trovano a vivere in una vera e propria <strong>condizione di internati,</strong> con la sola colpa di non essere in regola con i documenti, privati della libertà senza aver commesso reati, subito processi, né condanne.</p>
<p>Solo alla fine delle 283 pagine di questo libro ottimamente documentato e corredato in appendice di un censimento dei Cpt ancora attivi all&#8217;uscita del volume, potremo rispondere con piena consapevolezza alla domanda &#8220;Lager italiani: è solo un titolo sensazionalistico?&#8221;</p>
<p>Un link che suggerisce la risposta: <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/1129502">&#8220;Io, clandestino a Lampedusa&#8221; di Fabrizio Gatti</a></p>
<p>Marco Rovelli, <a href="http://www.anobii.com/books/Lager_italiani/9788817011419/0144057165ea45c143/">Lager italiani,</a> BUR, € 9,80</p>
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		<title>Isaac Singer &#8211; La famiglia Moskat</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 09:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salvavita]]></category>

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		<description><![CDATA[   E diciamolo. Mai come di questi tempi i palpiti adolescenziali hanno inciso sulle classifiche di vendita dei libri. Tra vampiri romantici e assalti di lucchetti amorosi, sembra che le librerie siano ormai assediate da ragazzini in cerca di passioni brucianti, sospiri e ripensamenti, insomma storie che accrescano l’affamato archivio delle emozioni.   E qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p> E diciamolo. Mai come di questi tempi i palpiti adolescenziali hanno inciso sulle classifiche di vendita dei libri. Tra vampiri romantici e assalti di lucchetti amorosi, sembra che le librerie siano ormai assediate da ragazzini in cerca di passioni brucianti, sospiri e ripensamenti, insomma storie che accrescano l’affamato archivio delle emozioni.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">E qui se ne trovano, eccome. Un vero e proprio diluvio di storie d’amore, di tradimenti e fughe disperate. Qui, ragazzi, si parla di un libro universale, su cui sono state scritte pagine e pagine. E allora Sottotomo che cosa può aggiungere se non che questo <strong>è un libro che si può leggere come una soap opera</strong>?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">C’è una vecchia Varsavia sullo sfondo, dagli inizi del Novecento ai primi bagliori della seconda guerra mondiale. C’è una grande famiglia ebrea, un brulicare di mercanti arricchiti e pii rabbini. C’è la lotta tra la modernità che avanza e la tradizione che resiste. Ci sono gli hassidim e gli assimilati. E c’è la Polonia cattolica e antisemita.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Ma soprattutto ci sono gli uomini e le donne che consumano piccole vittorie e grandi sconfitte, che s’innamorano e che sono traditi. E che sperano nel Messia o nella Terra di Palestina e che si accontenterebbero, alla fine, anche solo di poter sopravvivere.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">C’è tutto quello che fa un grande romanzo, consigliato agli adolescenti di tutte le età, per emozionarsi ancora, <strong>oggi 27 gennaio 2009</strong>, tornando nelle case e sulle strade di un mondo spazzato via e per sempre perduto.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Isaac Singer, <a href="http://www.anobii.com/books/01af937f93cba1cf5d/">La famiglia Moskat</a>, Tea, € 9,90</span></p>
<p><a href="http://www.anobii.com/books/01af937f93cba1cf5d/"></a></p>
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		<title>John Updike &#8211; Corri, coniglio.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 05:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americana]]></category>
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		<description><![CDATA[Harry Angstrom ha solo 26 anni, una moglie, un figlio piccolo e un secondo in arrivo. Commesso viaggiatore, con un passato da stella del basket dei campionati studenteschi, Harry guarda intorno e davanti a sé, gli occhi puntati al fondo del vicolo cieco in cui si è sorpreso a camminare. Sua moglie è un’inetta dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3328/3183022140_1d9b1c195b.jpg" alt="" width="124" height="165" /></p>
<p>Harry Angstrom ha solo 26 anni, una moglie, un figlio piccolo e un secondo in arrivo. Commesso viaggiatore, con un passato da stella del basket dei campionati studenteschi, Harry guarda intorno e davanti a sé, gli occhi puntati al fondo del vicolo cieco in cui si è sorpreso a camminare. Sua moglie è un’inetta dalla personalità infantile che con lui condivide ormai solo l’amarezza di una quotidianità priva di scopi e di valore. Una casa angusta, sempre in disordine e quei stucchevoli programmi tv a corollario della sciocca dedizione di sua moglie ai super-alcolici.</p>
<p>Harry è in fondo alla sua strada.<br />
Un muro di fronte e una vita da lasciarsi alle spalle.</p>
<p>Non rimane che correre, in fondo è ancora giovane e atletico come ai tempi del liceo, correre e scavalcare quel muro, incontro alla libertà, verso una nuova vita.<br />
Conoscerà le strade che lo porteranno lontano, fin oltre i confini di un altro Stato, in un’America in cui si sente estraneo, da cui sente di essere respinto. E quelle stesse strade lo riporteranno alla sua città, nell’arco di una sola notte. La remota provincia del benessere americano anni ’50. Ma ancora fuori di casa, ancora alla ricerca di un giardino di libertà da coltivare per sé.</p>
<p>Conoscerà Ruth, una donna “libera”, come forse solo le prostitute potevano essere in quegli anni, in un contesto così piccolo, così provinciale, così borghese. Proverà a convincersi di amarla, vivendo con lei. Lascerà il lavoro per dedicarsi al giardino dell’anziana signora Smith, come fosse il suo giardino, metafora della sua libertà. Del suo ritrovato Eden.</p>
<p>Ma il paradiso agognato non è facile preda dell’uomo che cerca un altrove senza sapere come e soprattutto dove andarlo a cercare.<br />
Harry è ancora una volta l’uomo senza qualità, il prodotto di una modernità raggiunta da chi è venuto prima, il prototipo dell’uomo occidentale del secondo Novecento, in cerca di una felicità che non è in grado di saper conquistare.</p>
<p>John Updike, <a href="http://www.anobii.com/books/Corri,_coniglio/9788882464981/0138ab71eb14d668b1/">Corri, coniglio</a>, Guanda, € 17</p>
<p>Foto: <a href="http://www.flickr.com/search/?q=il%20passante&amp;w=31313808%40N07">Nut3lla</a></p>
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		<title>Murakami Haruki &#8211; After Dark</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Freschi]]></category>
		<category><![CDATA[Oriente]]></category>

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		<description><![CDATA[E questo potrebbe essere un libro del perdersi e, seppur timidamente, del cercarsi (con un romanzo un po&#8217; corposo ci saremmo anche ritrovati). Ma qui ci muoviamo nello spazio del racconto lungo, nell&#8217;arco temporale di una notte. Tokyo, dalla mezzanotte all&#8217;alba. Una ragazza, Mari, che legge un libro in un bar. Takahashi, jazzista, che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E questo potrebbe essere un libro del perdersi e, seppur timidamente, del cercarsi (con un romanzo un po&#8217; corposo <a href="http://sottotomo.com/2008/12/21/murakami-haruki-kafka-sulla-spiaggia/">ci saremmo anche ritrovati)</a>.</p>
<p>Ma qui ci muoviamo nello spazio del racconto lungo, nell&#8217;arco temporale di una notte. Tokyo, dalla mezzanotte all&#8217;alba.<br />
Una ragazza, Mari, che legge un libro in un bar.<br />
Takahashi, jazzista, che la avvicina e inizia a parlare.<br />
Lei sembra più interessata al suo libro che alle parole del ragazzo.<br />
In mezzo, il love hotel e una prostituta cinese picchiata da un cliente. Mari, studentessa di cinese, che farà  da interprete. Il confronto con una ragazza della sua stessa età . Così lontana da lei.<br />
E ancora Takahashi, le sue parole insistenti e il cuore di Mari che apre uno spiraglio alle confidenze. Lei ha una sorella dalla bellezza fuori dal comune, una modella sempre troppo occupata dalla propria carriera. Finché non si è sottratta tuffandosi in un sonno ininterrotto.</p>
<p>In questo libro di Murakami <strong>la notte è l&#8217;assenza in cui perdersi.</strong> E&#8217; il regno del silenzio e dell&#8217;immobilità , il rifugio per chi non sa più trovare il proprio ruolo nel flusso delle giornate.</p>
<p>Quando infine la luce del giorno incalza e una nuova frenesia si appropria della città e tutti i personaggi, e non solo Mari, non solo sua sorella, non solo il cliente violento di una prostituta, avranno assunto la consapevolezza del proprio sottrarsi e l&#8217;inutilità  di un&#8217;attesa nel silenzio, solo allora <strong>un alito di speranza</strong> potrà soffiare sulla loro sterile immobilità.</p>
<p>Murakami Haruki, <a href="http://www.anobii.com/books/After_Dark/9788806178420/0163a8111165e8b52b/">After Dark</a>, Einaudi, € 18.</p>
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