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	<title>Sottotomo &#187; Dottor Carlo</title>
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	<description>Sottolineature e recensioni</description>
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		<title>Violetta Bellocchio – Sono io che me ne vado</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 09:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottor Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Freschi]]></category>

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		<description><![CDATA[POSSIBLE SPOILER ALERT! Layla Nistri, gestendo un Bed&#38;Breakfast, riesce a superare i suoi blocchi e a raccontare la sua storia, rivolgendosi alternativamente a noi e al suo amico Sean, un personaggio che appare in buona parte una proiezione del Narratore, e grazie al quale i lettori possono essere istituiti. La storia, allora, è anche un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-520" title="Ripeti per cinque volte il mio nome allo specchio" src="http://sottotomo.com/wp-content/img/sono-io-che-me-ne-vado.jpg" alt="Ripeti per cinque volte il mio nome allo specchio" width="216" height="300" />POSSIBLE SPOILER ALERT!</p>
<p>Layla Nistri, gestendo un Bed&amp;Breakfast, riesce a superare i suoi blocchi e a raccontare la sua storia, rivolgendosi  alternativamente a noi e al suo amico Sean, un personaggio che appare in buona parte una proiezione del Narratore, e grazie al quale i lettori possono essere istituiti.</p>
<p>La storia, allora, è anche un percorso verso le persone cui raccontare, volto alla presa di coscienza di volerle o di non poterne in fondo fare a meno, sebbene pieno di reticenze; il Narratore vi appare guardingo, forse irretisce, quindi si offre ma poi si sottrae, torna sulle sue, ribalta.<br />
A soccorrerlo, in questo, sono una serie di input e output culturali eterogenei e continui scivolamenti tra i codici della comunicazione.<br />
A sorreggere e a motivare la materia finale, sembra stare tuttavia la concezione che gli effetti del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Candyman_-_Terrore_dietro_lo_specchio">Candyman</a> si concretizzano a prescindere dal credere o meno in lui, che bisogna però scegliere il modo in cui reagire, e che tutto è collegato e porta a qualcos&#8217;altro.</p>
<p>Ma forse, questo tutto è a volte troppo, necessiterebbe di una riduzione, più che di un asciugamento (perché in effetti la prosa in sé è già piuttosto asciutta, essenziale).<br />
Bellocchio sembra avere l&#8217;esuberanza delle tantissime cose da dire.<br />
Una ricalibratura dei confini, non sempre bilanciati, tra una letteratura più classica* e le suggestioni moderniste e pop potrebbe portare a una maggiore coesione strutturale, nonché a una organicità più sensibile tra elementi densi, divertenti, intellettualmente stimolanti.</p>
<p><code>*Per non ripetere il "di massa" del solito Franco Moretti.</code></p>
<p>Violetta Bellocchio, <a href="http://www.anobii.com/books/Sono_io_che_me_ne_vado/9788804581574/017e22c9c9462cc0c2/">Sono io che me ne vado</a>, Milano, Mondadori, 2009, € 18,00.</p>
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		<title>Christian Frascella – Mia sorella è una foca monaca</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 15:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottor Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Freschi]]></category>
		<category><![CDATA[Italica]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua a citare film americani di ogni tempo, il diciassettenne protagonista di Mia sorella è una foca monaca, ma è alla commedia all&#8217;italiana che il libro potrebbe avvicinarsi. Di quella più valida possiede infatti l&#8217;equilibrio tra leggerezza di toni, divertimento saporoso, ambientazione sociale realistica, amarezza di fondo rispetto alla vita. Come anche, alcune semplificazioni,* qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-500" title="Mia sorella è una foca monaca" src="http://sottotomo.com/wp-content/img/mia-sorella-e-una-foca-monaca-1911732.jpg" alt="Mia sorella è una foca monaca" width="140" height="213" />Continua a citare film americani di ogni tempo, il diciassettenne protagonista di <em>Mia sorella è una foca monaca</em>, ma è alla commedia all&#8217;italiana che il libro potrebbe avvicinarsi.<br />
Di quella più valida possiede infatti l&#8217;equilibrio tra leggerezza di toni, divertimento saporoso, ambientazione sociale realistica, amarezza di fondo rispetto alla vita.<br />
Come anche, alcune semplificazioni,* qualche tentennamento e almeno un paio di scivolate, che tuttavia si giustificano volentieri, inserite nell&#8217;insieme.</p>
<p>Perché questo insieme è un gradevolissimo e onesto romanzo di formazione, che strizza l&#8217;occhio all&#8217;<em>Holden</em> (anche con precise marche linguistiche: &#8220;eccetera&#8221; e &#8220;ci rimase secca&#8221;), ma che vuole e sa porsi nel novero della &#8220;letteratura di massa&#8221;, nel senso morettiano niente affatto deteriore di forma narrativa capace di parlare del presente riuscendo nel contempo a raccontare una storia con intreccio e personaggi in divenire.<br />
E lo fa, peraltro, con una scrittura accorta, uno stile non anonimamente main-stream e un confidente utilizzo, virato al ludico, di un narratore per molti versi inattendibile, che il testo svela a sprazzi sapienti e ben collocati.</p>
<p><code>*Ma non sono affatto sicuro che il parlare del protagonista e di suo padre con una stessa voce, nel senso strettamente bachtiniano, non sia in realtà un accorgimento del tutto consapevole e mirato. </code></p>
<p>Christian Frascella, <a href="http://www.anobii.com/books/Mia_sorella_%C3%A8_una_foca_monaca/9788881129867/01e33d14dc9eb5e9a0/">Mia sorella è una foca monaca</a>, Roma, Fazi, 2009, € 17,50.</p>
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		<title>Zack Snyder/Alan Moore, Dave Gibbons – Watchmen</title>
		<link>http://sottotomo.com/2009/03/10/watchmen/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 19:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottor Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cellulosa&Celluloide]]></category>

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		<description><![CDATA[Watchmen, per molti versi, è il capolavoro fumettistico di sempre. Un romanzo grafico che tratta, con taglio molte volte filosofico, di questioni fisiche e temporali, di psicologia criminale e psicanalisi, di etica, di politica, di società. L&#8217;opera, allo stesso tempo, si pone come riflessione metaletteraria sul genere supereroistico, con conseguenti decostruzione e demolizione strutturale, immergendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://sottotomo.com/wp-content/img/watchmen-locandina1.gif" alt="Watchmen" title="Watchmen" width="180" height="257" align="left" /><em>Watchmen</em>, per molti versi, è il capolavoro fumettistico di sempre.<br />
Un romanzo grafico che tratta, con taglio molte volte filosofico, di questioni fisiche e temporali, di psicologia criminale e psicanalisi, di etica, di politica, di società.</p>
<p>L&#8217;opera, allo stesso tempo, si pone come riflessione metaletteraria sul genere supereroistico, con conseguenti decostruzione e demolizione strutturale, immergendo &#8220;le maschere&#8221;, sia come personaggi finzionali di un modo narrativo, sia come metafore rappresentative di caratteri umani tanto specifici quanto generali, in un contesto ucronico realistico.</p>
<p>Tale realizzazione avviene in un testo densissimo e stratificato: dal punto di vista dei codici, per cui alla narrazione fumettistica si accompagnano estratti di romanzo, interventi saggistici di scienza naturale, stralci di giornalismo scandalistico, referti medici, verbali polizieschi, programmi aziendali; e dal punto di vista della stessa strutturazione narrativa, nella quale vari sottotesti si intrecciano anche in una stessa vignetta, si richiamano a distanza, alludono ad altri.</p>
<p>Un simile lavoro rifondativo caratterizza anche i disegni. Gibbons infatti usa un tratto pulito e una costruzione classica della tavola, con cui tuttavia compone vignette intensissime e cariche, corrispettivo visivo della stratificazione testuale, e spesso in una scansione che si pone già come filmica.</p>
<p>Appariva impossibile, date queste premesse e la lunghezza stessa del romanzo grafico, che la riduzione cinematografica non risultasse comunque semplificata.<br />
Il film, infatti, asciuga e destratifica; abbandona le profondità delle riflessioni sul tempo, tralascia la rappresentazione dolorosa del rapporto psicanalitico, e abolisce anche i geniali intrecci intertestuali e di codici linguistici.</p>
<p>Il restare fedelissimi al libro avrebbe portato, per coerenza, a una miniserie di, tipo, otto/nove ore. Il film prodotto si ferma pertanto a una tentata fedeltà, peraltro perseguita in maniera pedissequa, al puro livello visivo e del testo più immediato.<br />
A questo scopo puntano la ricostruzione sorprendente e maniacale delle tavole di Gibbons, nella loro ricchezza e pienezza (parecchie inquadrature sembrano raccontare una storia di per sé); la scelta azzeccatissima degli interpreti (su tutti Rorschach e il Comico, e con l&#8217;unica, ma grossa, eccezione di Ozymandias).</p>
<p>La produzione, affidando il film a uno come Snyder, fino dall&#8217;inizio sembra avere puntato sul grande pubblico, sul main-stream, anche per il taglio tonale dark e cupo già abbondantemente sdoganato e di facile riconoscimento.<br />
In questa direzione vanno anche le poche parti in cui agli sceneggiatori è stata concessa un po&#8217; di libertà: ed ecco allora Snyder sbizzarrirsi con una ultraviolenza iperrealistica alla maniera tamarra di <em>300</em> e con ralenti e spettacolarizzazioni di impronta matrixiana (laddove Gibbons si moderava con grande misura).*</p>
<p>Del progetto di Moore di decostruzione e demistificazione del supereroe sembra restare solo qualche accenno, al di là del mero livello testuale: nella resa della buffoneria di costumi e maschere in contesti &#8220;reali&#8221;, e negli (in realtà non troppo percettibili) accenni visivi ad alcune caratteristiche fisiche poco consone all&#8217;immaginario supereroistico classico.</p>
<p>Ma anche molti degli stessi elementi testuali risultano come svuotati dall&#8217;interno, a causa della estrema velocizzazione del narrato e dei tagli in sceneggiatura, che più che a una condensazione portano a uno sparpagliato accumulo orizzontale. Della pregnanza rimane spesso solo una patina.</p>
<p>La realtà e la portata innovativa profonde del romanzo paiono allora per lo più perdute quando non, a volte, snaturate. (Non a caso Alan Moore si è fatto togliere dai crediti.)<br />
Mentre in superficie il film si presenta in sostanza come un compitino illustrativo, che pure strappando una sufficienza abbondante, secondo canoni e terminologia classici riesce a essere infinitamente più &#8220;fumettistico&#8221; del romanzo grafico.</p>
<p><code>*Bisogna ammettere che delle due differenze rispetto all'originale, l'una appare coerente con il restante testo filmico, l'altra addirittura migliora un piccolo punto debole.</code></p>
<p class="dati">Alan Moore, Dave Gibbons, <a href="http://www.anobii.com/books/Watchmen_-_Edizione_Assoluta/9788867433988/01ef7c4661b15e7115/">Watchmen</a>, Planeta DeAgostini, 2007, 35,00 €</p>
<p class="dati">Zack Snyder, <a href="http://italian.imdb.com/title/tt0409459/">Watchmen</a>, USA, 2009</p>
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		<title>Roberto Saviano/Matteo Garrone – Gomorra</title>
		<link>http://sottotomo.com/2008/06/26/roberto-savianomatteo-garrone-gomorra/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 16:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottor Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cellulosa&Celluloide]]></category>
		<category><![CDATA[gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[matteo garrone]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto saviano]]></category>

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		<description><![CDATA[Gomorra è un libro sul potere. Stabilire se si tratti di un romanzo o di altro è una &#8220;questione di lana caprina&#8221;, come del tutto condivisibilmente affermato da Wu Ming 1, che usa per esso l&#8217;espressione &#8220;oggetto narrativo non identificato&#8221; (&#8220;indifferentemente narrativa, saggistica e altro: prosa poetica che è giornalismo che è memoriale che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2008/04/071/imm.jpg" alt="Locandina Gomorra" width="150" height="212" /> <em>Gomorra</em> è un libro sul potere.<br />
Stabilire se si tratti di un romanzo o di altro è una &#8220;questione di lana caprina&#8221;, come del tutto condivisibilmente affermato da <a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/WM1_saggio_sul_new_italian_epic.pdf">Wu Ming 1</a>, che usa per esso l&#8217;espressione &#8220;oggetto narrativo non identificato&#8221; (&#8220;<em>indifferentemente</em> narrativa, saggistica e altro: prosa poetica che è giornalismo che è memoriale che è romanzo&#8221;).</p>
<p>Non costituisce un &#8220;semplice&#8221; (in accezione non limitativa) reportage sulla camorra e sugli eventi che hanno coinvolto Napoli, il casertano e in generale la Campania specie negli ultimi 15 anni, sebbene ovviamente sia <strong>anche</strong> questo, e gran parte della sua strutturazione ricordi per l&#8217;appunto una puntata di <em>Report</em>.<br />
Ma da un lato i continui riferimenti all&#8217;organizzazione camorristica, al &#8220;Sistema&#8221; [cit.], come metafora esemplare del capitalismo corrotto (una similitudine frequente, che percorre, e si ripresenta in, quasi tutti i vari episodi*), e d&#8217;altro canto la rivendicazione teoretica e di poetica della &#8220;parola&#8221; quale unico e potente strumento per contrastarla (attribuzione attuata per mezzo di un linguaggio materico, con parole che si vogliono fare avvicinare al grado zero; e ribadita da un esplicito richiamo testuale a Pasolini, la cui importanza centrale è determinata dal fatto che costituisce una lunga dichiarazione dell&#8217;io narrante/narratore, il momento più esteso in cui compare direttamente), contribuiscono in maniera secondo me fondamentale a porre la soggettività romanzesca di Saviano, il cui unico punto debole mi sembra un inutile andare, a tratti, sopra le righe, un calcare la mano che svela la propria artificiosità.</p>
<p>Il film è liberamente tratto da alcune delle storie del libro.<br />
Mentre questo possiede la precisione della forza documentaria, inappuntabile, indiscutibile, Garrone sceglie una maggiore evocatività, procede per passaggi allusivi, che a volte rasentano, in sé, l&#8217;incomprensibilità (come nella scena dell&#8217;asta per le sartorie).<br />
Punta più decisamente sulla potenza delle immagini, segue con minore distanza analitica i personaggi, si confonde tra loro e le loro parlate dialettali nei panni di una camera a mano che tuttavia quando occorre sa tramutarsi, staccarsi in piani sequenza, campi lunghi e panoramiche.<br />
Ma questa maniera di girare, pure affermando con decisione la presenza autoriale (e poetica), risulta in ogni caso messa al servizio della &#8220;gomorrità&#8221;, sceglie in sostanza un&#8217;altra strada per rendere lo stesso massimamente vivido il soggetto trattato.</p>
<p>Siamo dunque in presenza di due opere piuttosto differenti, per quanto palesemente basate sulla medesima traccia.<br />
Due declinazioni dello stesso tema, che andrebbero fruite insieme per un disegno generale, ma a una certa distanza (anche temporale) l&#8217;una dall&#8217;altra per cogliere appieno la forza e l&#8217;artisticità di due grandi autori.</p>
<p><code>*Nel film questi riferimenti metaforici al Sistema sembrano mancare, trovandosi unicamente in brevi e ficcanti accenni/battute (assegnati al personaggio interpretato da Servillo, nel cui episodio compare non a caso, come coprotagonista, la figura incarnazione del narratore/cosceneggiatore Saviano).</code></p>
<p class="dati">Roberto Saviano, <a href="http://www.anobii.com/books/Gomorra/9788804554509/01e5c2e61d76dd031d/">Gomorra</a>, Mondadori, 2006, 15,50 €</p>
<p class="dati">Matteo Garrone, <a href="http://italian.imdb.com/title/tt0929425/">Gomorra</a>, Italia, 2008</p>
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		<title>Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi – Persepolis</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 14:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottor Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cellulosa&Celluloide]]></category>
		<category><![CDATA[persepolis]]></category>

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		<description><![CDATA[Persepolis è un libro a fumetti che tramite il racconto autobiografico dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza della narratrice protagonista (Marjane Satrapi) ripercorre gli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia recente dell&#8217;Iran, dai disordini che accompagnarono la caduta dello scià (1979) e la Rivoluzione e l&#8217;instaurazione della Repubblica Islamica, alla guerra contro l&#8217;Iraq (1980-88) e oltre. Marjane, tuttavia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Persepolis" href="http://www.sottotomo.com/wp-content/img/persepolis-locandina-2.jpg"><img src="http://www.sottotomo.com/wp-content/img/persepolis-locandina-2.thumbnail.jpg" alt="Persepolis" align="left" /></a><em>Persepolis</em> è un libro a fumetti che tramite il racconto autobiografico dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza della narratrice protagonista (Marjane Satrapi) ripercorre gli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia recente dell&#8217;Iran, dai disordini che accompagnarono la caduta dello scià (1979) e la Rivoluzione e l&#8217;instaurazione della Repubblica Islamica, alla guerra contro l&#8217;Iraq (1980-88) e oltre.</p>
<p>Marjane, tuttavia, trascorre una buona parte del conflitto in Austria, dove viene mandata dalla sua famiglia, amorevole e di idee progressiste.<br />
Potrà così sperimentare le profonde differenze tra due situazioni storiche e due culture, persiana e latamente araba da una parte e occidentale dall&#8217;altra, e allo stesso tempo alcune vicinanze dal punto di vista umano.</p>
<p>Tutto questo materiale, potenzialmente devastante, viene reso con una linearità e una chiarezza sorprendenti, accompagnate da un tono leggero mediato da un tratto semplice ma non banale e dall&#8217;uso di uno scarno bianco e nero, che peraltro non vuole affatto veicolare contrapposizioni manicheiste.</p>
<p>Il film costituisce un&#8217;assai riuscita riduzione del libro.<br />
L&#8217;atmosfera che si respira è identica, così come la portata dei toni; l&#8217;animazione aggiunge una certa dinamicità al racconto, la quale determina, con differenti strumenti idonei al diverso mezzo, lo stesso effetto essenzialista delle vignette.<br />
La vicinanza stilistica al neorealismo e allo stesso tempo all&#8217;espressionismo sembra contribuire alla sapiente ed equilibrata miscela tra l&#8217;importanza e la grandezza dei temi storici e sociali e il punto di vista personale e umano.</p>
<p>Volendo essere massimamente dettagliati ed esaustivi, <strong>*SPOILER*</strong> si potrebbe notare che il film, forse per logiche di pubblico, lima qualche punta (come l’argomento della droga), il cui smorzamento potrebbe risultare maggiormente significativo rispetto ad altre necessariamente naturali riduzioni; e allo stesso tempo si espunge molto dell’ultima parte, quella sulla permanenza (temporanea) di Marjane in Iran dopo la fuga dall’Austria.<br />
Vengono invece aggiunte delle gag, che riescono le più spassose delle due opere insieme (il concerto death metal e lo scaccolamento dell’ex). <strong>*FINE SPOILER*</strong></p>
<p>Ma in definitiva la sceneggiatura, come si diceva, risulta assai abilmente costruita, mantenendo, nel bicromatismo a due dimensioni, le medesime tematiche e il loro proprio peso specifico.</p>
<p class="dati">M. Satrapi, <a href="http://www.anobii.com/books/Persepolis/9788861670990/01c2c237cae6478890/" target="_blank"><em>Persepolis</em></a>, Lizard, 22,50 €<br />
Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi, <a href="http://italian.imdb.com/title/tt0808417/" target="_blank"><em>Persepolis</em></a>, 2007</p>
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		<title>Andrea Molaioli – La ragazza del lago</title>
		<link>http://sottotomo.com/2008/02/06/andrea-molaioli-%e2%80%93-la-ragazza-del-lago/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 19:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottor Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cellulosa&Celluloide]]></category>
		<category><![CDATA[gialli]]></category>

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		<description><![CDATA[Tratto da Lo sguardo di uno sconosciuto, di Karin Fossum Karim Fossum tenta di imbastire un giallo psicologico, dove l&#8217;indagine costituisca una scusa per il tratteggio di caratteri segnati da un male venato di malinconia e da un disagio che appaiono entrambi striscianti, profondi, sotto la patina di una quasi immobile e a volte pittorica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tratto da <em>Lo sguardo di uno sconosciuto</em>, di Karin Fossum</strong><br />
<a title="La ragazza del lago" href="http://www.sottotomo.com/wp-content/img/laragazzadellago.jpg"><img src="http://www.sottotomo.com/wp-content/img/laragazzadellago.thumbnail.jpg" border="0" alt="La ragazza del lago" align="left" /></a>Karim Fossum tenta di imbastire un giallo psicologico, dove l&#8217;indagine costituisca una scusa per il tratteggio di caratteri segnati da un male venato di malinconia e da un disagio che appaiono entrambi striscianti, profondi, sotto la patina di una quasi immobile e a volte pittorica piccola provincia norvegese.</p>
<p>Riesce un&#8217;opera per lo più mediocre, sia per la detection sia per l&#8217;introspezione.<br />
La trama poliziesca risulta piuttosto debole, lo scioglimento strutturalmente inadeguato, quando non poco verosimile.<br />
Più interessanti, in apparenza, le psicologie, ma il narratore sembra non prendersi il coraggio per approfondire; la levità, ricercata come marca stilistica, non sembra gestita bene.</p>
<p>Si nota che la Fossum possiede alcuni numeri, ma purtroppo li spreca: il meccanismo a volte fa mostra di se stesso quando non dovrebbe, anche nelle sottili soluzioni di un paio di altrimenti interessanti messe in abisso strutturali e concettuali.<br />
Se vi si aggiungono alcune volute ingenuità, che finiscono con il rasentare il fastidio, si resta con l&#8217;impressione di una indecisione tonale, laddove determinati passaggi fanno quasi pensare a un romanzo per ragazzi.</p>
<p>Ironicamente, e in maniera di certo non volontaria, il film di Molaioli ricalca questa generale medietà.<br />
A fornire questa sensazione contribuisce principalmente il dato inglobante e permeante della televisità: i tempi, e in generale tutto l&#8217;incedere del film, specialmente nella prima parte, ricordano troppo da vicino una qualsiasi fiction.</p>
<p>Ciò sembra poter essere parzialmente salvato dall&#8217;infittirsi degli eventi, e dalle interpretazioni di un cast di tutto rispetto. Sebbene anche in questo caso la scrittura appaia prettamente televisiva (pure se lo sceneggiatore Sandro Petraglia si mostra abile nel variare e ricombinare alcuni elementi fattuali del libro); e allo stesso modo l&#8217;ottimo Toni Servillo scade talvolta nella macchietta del meridionale trapiantato al Nord.</p>
<p>Un peccato, perché il male profondo e nascosto della provincia (congeniale la trasposizione dai fiordi alla Carnia, ma in sottotraccia c&#8217;è sempre Twin Peaks), insieme al dolore quasi costitutivo dell&#8217;animo umano, avrebbero potuto rappresentare degli ottimi spunti.<br />
Al pari di quanto fa a tratti la scrittrice, Molaioli mostra tuttavia una mano discreta, evitando soluzioni troppo banali nelle inquadrature, destreggiandosi con una certa perizia soprattutto negli esterni.<br />
Si attende insomma l&#8217;opera seconda, sperando che egli riesca a ritagliarsi una maggiore libertà dalla sceneggiatura.</p>
<p class="dati">Karin Fossum, <a href="http://www.anobii.com/books/Lo_sguardo_di_uno_sconosciuto/9788860611864/010cc9fff4daeb4e28/">Lo sguardo di uno sconosciuto</a>, Frassinelli, 9,20 €</p>
<p class="dati">Andrea Molaioli, <a href="http://italian.imdb.com/title/tt0770829/">La ragazza del lago</a>, Italia, 2007</p>
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		<title>Umberto Veronesi &#8211; Il diritto di morire. La libertà del laico di fronte alla sofferenza</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottor Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[asSaggi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;argomento dell&#8217;eutanasia è tra i più spinosi e correnti, specie in un Paese dove ancora a influenzare profondamente le decisioni politiche, nonostante una (ipocritamente) dichiarata laicità, è la morale cattolica. A distanza di poco più di due anni dalla sua uscita (un anno dalla ristampa in una diversa collana), e visti alcuni recenti accadimenti nonché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;argomento dell&#8217;eutanasia è tra i più spinosi e correnti, specie in un Paese dove ancora a influenzare profondamente le decisioni politiche, nonostante una (ipocritamente) dichiarata laicità, è la morale cattolica.</p>
<p>A distanza di poco più di due anni dalla sua uscita (un anno dalla ristampa in una diversa collana), e visti alcuni recenti accadimenti nonché l&#8217;inasprimento dell&#8217;oscurantismo ratzingeriano, il libretto di Veronesi risulta quanto mai attuale.<br />
Anche per il fatto che il suo discorso tocca il versante del rapporto tra la sofferenza, la medicina, la morte e il pensiero cristiano cattolico, per poi allargare lo sguardo a comprendere altre religioni, come l&#8217;ebraismo, il protestantesimo, l&#8217;islamismo; e le concezioni che a tale proposito avevano i Greci, i Romani, gli uomini del Medioevo; e quindi gli indiani, i Valdesi&#8230;</p>
<p>Tutto ciò soltanto in un quinto circa dell&#8217;intero libro, ossia in pressappoco 20 pagine.<br />
Perché poi si deve parlare della vita e della consapevolezza del sé, delle condizioni della medicina contemporanea, del rapporto tra medico e paziente, del dolore e della sofferenza, dell&#8217;uso farmaceutico degli oppiacei, della trattazione dell&#8217;argomento della morte nel pensiero occidentale moderno, delle varie legislazioni in materia&#8230;</p>
<p>Troppo materiale, in sostanza; ciascun argomento avrebbe meritato un corposo saggio a sé. Non solo, ma quanto si trova risulta organizzato male, quasi in una serie di brevi riflessioni che appaiono sì lucide e chiaramente esposte, ma che forse avrebbero richiesto una diversa sistemazione in uno spazio per l&#8217;appunto più vasto.</p>
<p>L&#8217;effetto che si ottiene è probabilmente l&#8217;opposto di quello che si sarebbe voluto mediante questa sorta di pamphlet, non polemico ma divulgativo.<br />
Il lettore rimane con una serie di nozioni che fa fatica ad assemblare in un pensiero coeso, e che hanno il potere di scivolare via senza molte tracce e di disperdersi.<br />
Dispiace, perché si voleva parlare proprio bene di un libro con una tematica del genere.</p>
<p class="dati">Umberto Veronesi, <em>Il diritto di morire. La libertà del laico di fronte alla sofferenza</em>, Mondadori, 8,40 €</p>
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		<title>Gus Van Sant &#8211; Paranoid Park</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 15:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottor Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cellulosa&Celluloide]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello di Blake Nelson è un romanzetto insulso, per il quale si dovrebbe istituire il reato di abuso citazionale e vilipendio al lettore, visto il riferimento epigrafico a Dostoevskij. Trama piatta, nessuno scarto, banalità imbarazzanti, anche un buon grado di approssimatività narratologica, con la voce del personaggio che dice io che racconta spesso pensieri in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Paranoid Park" href="http://www.sottotomo.com/wp-content/img/paranoid_park.jpg"><img src="http://www.sottotomo.com/wp-content/img/paranoid_park.thumbnail.jpg" border="0" alt="Paranoid Park" align="left" /></a>Quello di Blake Nelson è un romanzetto insulso, per il quale si dovrebbe istituire il reato di abuso citazionale e vilipendio al lettore, visto il riferimento epigrafico a Dostoevskij.<br />
Trama piatta, nessuno scarto, banalità imbarazzanti, anche un buon grado di approssimatività narratologica, con la voce del personaggio che dice io che racconta spesso pensieri in contrasto più o meno marcato con quelli supposti di un sedicenne come lui, per quanto sensibile possa essere.</p>
<p>Gus Van Sant prende questo soggetto canovaccio, lo smonta e lo rimonta dal punto di vista temporale con salti continui piccoli e grandi, contrasta l’assoluta piattezza stilistica del libro con il ricorso a una pluralità di mezzi e di tecniche: 35 millimetri, super 8, camerine montate sugli skateboard, soliti ralenty, carrellate e nuche (ma anche volti).<br />
Sembra voler tentare anche di più, generalizzando una questione esistenziale dell’adolescenza a partire dal singolo particolare, mediante una ricerca linguistica di sensi poetici aggiuntivi, attenta a inquadrature, tempi e movimenti, e con lo splendido supporto del sonoro.</p>
<p>Purtroppo il film pare incepparsi in eccessi di estetismo e maniera, intaccando anche il resto e facendolo in parte sfumare. (<a href="http://dottorcarlo.wordpress.com/2007/12/14/paranoid-park/">Qui un approfondimento</a>.)<br />
Tuttavia, si resta assai più stimolati e soddisfatti nel confrontarsi con questo genere di difetti, invece di perdere tempo dietro a un inutile e insensato romanzetto di formazione.</p>
<p class="dati">Blake Nelson, <a href="http://www.anobii.com/books/Paranoid_Park/9788817019767/010d9edd8abc5c0915/">Paranoid Park</a>, Rizzoli, 14 €</p>
<p class="dati">Gus Van Sant, <a href="http://italian.imdb.com/title/tt0842929/">Paranoid Park</a>, Francia/USA, 2007</p>
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