Rubare e mentire non è umano?

Sdrucciola febbraio 18th, 2010

Questa non è proprio una recensione, ma approfitto dell’ultimo exploit papale per ricordare un grande filosofo, Luigi Pareyson. Il motivo è semplice: dietro l’affermazione di Bendetto XVI c’è la solida convinzione cristiana che l’essere umano, in quanto creato a immagine e somiglianza di Dio, non possa che essere fondamentalmente buono.

Il male viene da qualche altra parte, per alcuni dall’uso errato del libero arbitrio,  per altri dal demoni, forse per qualcuno dalle radiazioni cosmiche…

Il punto è che c’è qualcuno come Luigi Pareyson, grande filosofo italiano, che da credente si è interrogato sul problema di quel male che proprio non possiamo ricondurre a una privazione di bene. Quel male che viene definito “ontologico” perché ha una sua dose di “essere” . [Chiedo scusa ai filosofi di passaggio che saranno raccapricciati dalla formulazione]

Ecco, diciamo semplificando che se questo male esiste, diventa un po’ difficile far tornare i conti. Pareyson ci riusciva parlando di un Dio che si affaccia su un abisso, che sperimenta prima dell’uomo la tragedia della scelta, che affronta e supera  il male con cui anche l’uomo dovrà fare i conti. Di un Dio libero insomma, e libero proprio in virtù dell’esistenza di questo male.

Quello che ho abbozzato in modo approssimativo e cialtrone (chiedo scusa, il tempo e la memoria mi remano contro) si ritrova in  Filosofia e libertà, un grande piccolo libro che dovreste agguantare casomai lo vedeste in una bancarella. Consigliato soprattutto ai credenti inquieti.

Una Risposta a “Rubare e mentire non è umano?”

  1. Nathanon 20 feb 2010 at 11:26

    bel rovesciamento del paradigma! dalla recensione induttiva a quella deduttiva.
    Me gusta questa nuova Sdrucciolina aristotelica…
    ;-)

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