Archive for ottobre, 2009

Christopher Moore – Il vangelo secondo Biff

Sdrucciola ottobre 19th, 2009

Diciamolo, non è che Biff sia esattamente un genio. Ma ha dalla sua una cosa non poco: è il miglior amico di Gesù da quando avevano 6 anni. Certo, essere il compagno di giochi e avventure del futuro messia non è facile, per quanto resuscitare lucertole sia un bel modo di passare i pomeriggi.
Ma che dire quando il tuo migliore amico divino ti trascina dall’altra parte del mondo alla ricerca di quei tre magi che hanno presenziato alla sua nascita?

Christopher Moore si è preso un bel rischio quando ha scelto di raccontare la vita di Gesù  dal punto di vista di Biff. La cosa straordinaria è che ci è riuscito benissimo, tenendosi in equilibrio tra tradizione e blasfemia e scrivendo un libro decisamente divertente!

This book you’ve read is just a story. I made it up. It is not designed to change anyone’s beliefs or worldview, unless after reading it you’ve decided to be kinder to your fellow humans (which is okay), or you decide you really would like to teach yoga to an elephant, in which case, please get videotape

Il primo buon motivo per leggerlo è che, credenti o no, passerete dei bei momenti vi diverterte a pensare che forse, alla fine, non vi dispiacerebbe pensare che le cose siano andate come le racconta Biff.

Il secondo buon motivo è che l’ultimo libro di Moore pubblicato in Italia (Suck me) non è all’altezza di Un lavoro sporco e potrebbe deludervi molto. Quindi, leggete questo :-)

E già che ci siete fate un giro sul suo blog, dove potete trovare cosette come questa:

Christopher Moore, Il vangelo secondo Biff, Elliot, € 18,50
Consigliato se vi piace: Doulgas Adams, Terry Pratchett, Kurt Vonnegut e pensate che li citino nei retro di copertina sempre a sproposito

Loretta Napoleoni – Economia canaglia

Sdrucciola ottobre 18th, 2009

Alle radici dell’economia del terrore c’è quella che Loretta Napoleoni definisce, con la lucidità a cui ci ha abituati, l’economia canaglia.

Dalla pirateria in rete a quella nei mari, dalla ‘ndrangheta alla mafia russa, passando per la tratta delle schiave, la mappa della criminalità mostra ombre che preferiamo ignorare. In nome della libertà di consumo preferiamo non vedere e non sapere.
Ma la cattiva coscienza non può coprire i tanti elementi che ci ricordano quanto la vita economica sia ormai strettamente intessuta di illegalità.

Loretta Napoleoni non ha scritto un pamphlet. Ma una proposta, tra le righe, la si ritrova. Ridare alla poltica lo spazio che le spetta, restituendo dignità al desiderio delle persone di orientare le proprie scelte sociali.

Per un’economia che non si trasformi sempre più in un mostro senza testa. Un libro da leggere per ridiventare, tutti, un po’ più responsabili. Il libro è del 2007 e qualche parte può essere stata superata dai fatti. La sostanza, purtroppo, non sembra cambiata.

Loretta Napoleoni, Economia canaglia, Il Saggiatore, 10 €

Premio Nobel alla letteratura 2009

Sdrucciola ottobre 8th, 2009

Ha vinto Herta Müller.

E dire che per un attimo a Murakami ci avevo creduto…  ma forse nell’anno delle celebrazioni per la caduta del muro era prevedibile.
Resta il fatto che i vincitori del Nobel non sono quasi mai popolari (con qualche clamorosa eccezione) e obbligano i giornalisti a ravanare come disperati in cerca di spunti per i pezzi.
D’altra parte se il premio fosse assegnato in base alla popolarità ci tocchrebbe Dan Brown, quindi…

Giuse Alemanno, Terra Nera – romanzo perfido e paradossale di cafoni e d’anarchia

LaLena ottobre 5th, 2009

terra-salento5Quando vado in vacanza mi viene sempre il desiderio che qualcuno per cui  quei posti non sono soltanto paesaggio me li venga a raccontare, illudendomi così di essere un po’ meno turista. In settembre le coste del Salento sono ogni giorno più vuote: nella seconda metà se ne vanno anche le persone del luogo, quelle che vivono soltanto qualche chilometro più all’interno, magari in campagna, dove rientrano per cominciare la vendemmia. Vorrei seguirli perché so che le loro case, i loro volti, il loro linguaggio, mi farebbero entrare questi luoghi sotto la pelle, che non mi piace quando la memoria sembra un album di cartoline. Per fortuna c’è Debora, che è di Taranto e anche se vive al nord la sua seconda bimba ha voluto nascere a tutti i costi a Manduria. E Debora mi regala questo romanzo, un libretto così sottile che te lo puoi portare dappertutto. Ci sono dentro i nomi dei posti che ho attorno: San Pietro in Bevagna, il bosco della Rosamarina. È una storia fatta di terra e sudore, di intelligenza crudele, fisicità che arriva diritta dalle cose, primitiva e perturbante. Il protagonista si chiama Nino: prende la parola che è ancora un bambino, suo padre muore quasi subito, cafone sfruttato e risucchiato dal suo amore per Annina dei secchi, la madre di Nino, “femmina carnale, [...] femmina insaziabile”, come aveva vaticinato Rosetta delle pezze, “mammana che sa pure le antiche cose”, vedendo i tre nei disposti a triangolo sotto il suo ombelico. Nino osserva e giudica – nulla gli sfugge – e Nino agisce, arriva a uccidere anche, perché il mondo in cui l’hanno messo non gli va giù: “Per i meridionali come me, dall’animo cafone, le cose che mancano valgono come le cose che ci sono. Le assenze si considerano presenze mancanti, le negazioni sono affermazioni ribaltate”. Mai un ammiccamento al lettore, mai un cedimento bonario, un tentativo di giustificare la propria freddezza e la determinazione rabbiosa che lo spinge a diventare a sua volta un padrone. Ricco, temuto e solo. Dentro a questo romanzo c’è una storia, il che non guasta. Ma c’è anche una scrittura estremamente efficace, fatta di parole che sembrano reliquie, impastate in frasi che non hanno niente di aulico tanto suonano naturali, e altre che ti viene da ripetertele in bocca perché non le hai mai sentite prima (io, per lo meno, che parlo una lingua fra Modena e Bologna), eppure ti mancavano. Ma non sono solo le parole: è come sono disposte nelle frasi. A creare un ritmo che spezza la cantilena quotidiana e inocula nell’italiano una densità diversa, come un nuovo sangue.

Giuse Alemanno, Terra Nera – romanzo perfido e paradossale di cafoni e d’anarchia, Stampa alternativa – Nuovi equilibri, 2005, 7 euro