Chimamanda Ngozi Adichie – Metà di un sole giallo

Nathan febbraio 12th, 2009

Se questo libro ha un pregio (un grande pregio), è quello di riportare alla luce ciò che nessuno ricorda più.
Chi si ricorda dell’Africa?

Sui giornali italiani nessuno spazio per i 4.000.000 di cadaveri che dalla caduta di Mobutu nel 1997 concimano la terra della Repubblica Democratica del Congo, funestata da guerre, violenze, epidemie e malnutrizione.

Avare le parole utilizzate per scoperchiare l’abisso in cui è sprofondato lo Zimbabwe di Mugabe, dove il 35% della popolazione è sieropositivo o malato di  AIDS, il 50% della terra un tempo coltivata è oggi incolta e il 90% della popolazione attiva non ha un lavoro e vive di espedienti in un paese in cui l’inflazione, di cui si è ormai perso il conto degli zeri,  ha ridotto le banconote a cartastraccia.

E il Biafra?
Braccia scheletriche e pance gonfie, la fortuna dei fotografi di guerra, il tormentone rivolto ai bambini oggi trentenni: “mangia! ché nel Biafra muoiono di fame”.

La Repubblica del Biafra, appunto,  la regione che nel 1967 si autoproclamò indipendente, sancendo una sanguinosa secessione dalla Nigeria.
Con un raffazzonato esercito regolare e gli scarsi appoggi internazionali, il piccolo Stato del Biafra seppe resistere per 4 anni all’aggressione nigeriana. Una guerra estenuante e lunga, che lasciò in eredità “la più grave crisi umanitaria dalla seconda guerra mondiale”.

Attraverso gli occhi di Odenigbo, intellettuale rivoluzionario, quelli di Olanna, la sua bellissima donna, e poi Richard, l’inglese che farà sua la causa biafrana, e tutti gli altri personaggi che amano, vivono e combattono nelle pagine di questo romanzo corale, la parabola del Biafra si affaccia al ricordo sbiadito scavalcando quarant’anni di oblìo.

Sviluppato su due piani temporali – le speranze dell’Africa, che nei primi anni Sessanta prende coscienza di sé, e la rovinosa escalation dal ’67 in poi -, Metà di un sole giallo è un romanzo che mette a nudo le ipocrisie dell’Occidente indifferente e bugiardo, le atrocità della guerra e la metamorfosi della speranza che si scioglie in miseria, non solo materiale.

Il mondo taceva mentre noi morivamo.
E’ il mantra – e l’epitaffio di un intero continente – che insegue il lettore di questo appassionato libro della talentuosa Chimamanda Ngozi Adichie, che per la complessità dell’intreccio (alcuni tagli sarebbero stati necessari)  la grandezza epocale del tema (il tentativo di una tensione epica spesso sfuma senza essere sfruttata come meriterebbe), l’architettura narrativa (i salti temporali non riescono sempre a imporre la suggestione del binomio speranze/sconfitta) e le psicologie articolate (ma spesso troppe schematiche), non si dimostra fino in fondo all’altezza degli ambiziosi obiettivi che si è posta.

Chimamanda Ngozi Adichie, Metà di un sole giallo, Einuadi, € 19,50

Una Risposta a “Chimamanda Ngozi Adichie – Metà di un sole giallo”

  1. isadora angelinion 21 ago 2009 at 22:31

    non condivido le critiche
    ho trovato il libro profondamente onesto e umano
    e questa recensione eccessivamente schematica

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