Murakami Haruki – After Dark

Nathan gennaio 15th, 2009

E questo potrebbe essere un libro del perdersi e, seppur timidamente, del cercarsi (con un romanzo un po’ corposo ci saremmo anche ritrovati).

Ma qui ci muoviamo nello spazio del racconto lungo, nell’arco temporale di una notte. Tokyo, dalla mezzanotte all’alba.
Una ragazza, Mari, che legge un libro in un bar.
Takahashi, jazzista, che la avvicina e inizia a parlare.
Lei sembra più interessata al suo libro che alle parole del ragazzo.
In mezzo, il love hotel e una prostituta cinese picchiata da un cliente. Mari, studentessa di cinese, che farà  da interprete. Il confronto con una ragazza della sua stessa età . Così lontana da lei.
E ancora Takahashi, le sue parole insistenti e il cuore di Mari che apre uno spiraglio alle confidenze. Lei ha una sorella dalla bellezza fuori dal comune, una modella sempre troppo occupata dalla propria carriera. Finché non si è sottratta tuffandosi in un sonno ininterrotto.

In questo libro di Murakami la notte è l’assenza in cui perdersi. E’ il regno del silenzio e dell’immobilità , il rifugio per chi non sa più trovare il proprio ruolo nel flusso delle giornate.

Quando infine la luce del giorno incalza e una nuova frenesia si appropria della città e tutti i personaggi, e non solo Mari, non solo sua sorella, non solo il cliente violento di una prostituta, avranno assunto la consapevolezza del proprio sottrarsi e l’inutilità  di un’attesa nel silenzio, solo allora un alito di speranza potrà soffiare sulla loro sterile immobilità.

Murakami Haruki, After Dark, Einaudi, € 18.

3 Risposte a “Murakami Haruki – After Dark”

  1. Sdrucciolaon 29 apr 2009 at 21:55

    E’ il primo Murakami che mi lascia perplessa. La scelta di farci vedere tutto da un’invisibile telecamera, da una distanza, rende l’atmosfera fredda e non mi ha fatto sentire l’umanità che scalda gli altri romanzi.
    Secondo me questo esperimento non gli è riuscito troppo bene

  2. Nathanon 30 apr 2009 at 20:01

    @sdrucciola
    io trovo invece che proprio questo clima sospeso, quest’aria rarefatta e immobile tipica della notte, le voci e le confessioni sussurrate tra persone che trovano un varco nella propria solitudine, ecco trovo che tutto questo, proprio perché osservato da un’occhio neutrale ed estraneo alla scena, arriva a toccare corde più profonde, senza inverosimili espedienti surreali, nella linea di quel Murakami che già altrove descrivevo più intimista, con quei personaggi che stanno (mi cito, pardon) “lì a soffiarsi il fumo in faccia ascoltando il rumore che fa l’angoscia che si agita nel loro animo”.

    La butto lì: che sia un Murakami carveriano? (per il quale, e cioè Carver, lui non ha mai nascosto una sconfinata passione)

  3. saraon 14 ott 2009 at 16:00

    Ciao se siete appassionati di murakami (io lo adoro!) vi consiglio un cd di musica jazz (non a caso il genere di musica di Murakami) ispirato ai libri di mMrakami…una meraviglia!!! Vi dico solo che ci sono dei brani intitolati dolphin hotel, naoko’s theme, norwegian wood….si intitola APNEA della Abeat Records e i musicisti sono Max De Aloe all’armonica cromatica e Bill Carrothers al piano. Io l’ho trovato per caso alla Ricordi a Milano ma so che lo vendono anche su questo sito http://www.jazzandmore.it/
    merita davvero!! Ciao e buon ascolto. Sara

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