Tim Burton – The melancholy death of Oyster boy
iorek dicembre 22nd, 2008
Noi tutti amiamo Tim Burton, qui dentro.
Lo porteremmo fuori a cena. Guarderemmo il Palio dell’Assunta, con lui, e gli chiederemmo consiglio per la tonalita’ di malva dell’interno auto. Lo aiuteremmo a suonare al citofono di Moccia alle tre di notte, e se ci beccano diremmo che eravamo noi. Non lui.
Nella trionfale mediocrita’ del Natale 2008, per guadagnarmi il congruo assegno che Sottotomo – all’insaputa degli altri autori del blog – mi passa annualmente, ci terrei a consigliarvi un libricino. Un libricino che – L’Orrore! L’Orrore! – costa piuttosto, pur leggendosi in circa 40 minuti (comprese pause pane e Nutella).
Di norma, a chi vi scrive vengono le bolle quando l’Autore Ce Prova (leggi: pubblico 14 parole a 8 euro e 50).
The Melancholy Death of Oyster Boy and other stories, tuttavia, va letto.
E’ il Tim Burton che amiamo. E’ una sag(r)a di personaggi inumani, osceni, terrificanti e deliziosamente teneri. Nessuno di essi puo’ esistere, e malgrado cio’ non c’e’ niente di strano a leggerne le gesta. Perche’ noi amiamo Tim Burton.
Mentre faccio una pausa pane e Nutella, allego un paio link.
Se siete proprio contrari a comprare il libricino (disegnato da Tim in persona, mica cotica), mettervi sul divano, luci basse, iPhone spento, Nutella a portata di mano e Ghana dei Mountain Goats in sottofondo, potete sempre cliccare questo link e leggerlo online. Con la stessa carica artistica di brani di Elianto letti da Calderoli, ma c’e’ recessione, e Noi lo capiamo.
Qui invece un video carino.

Mangiariso a tradimento! Non scherziamo, in quanto stagista č ovvio che non ricevi alcun assegno, giusto un buono pasto spendibile in qualsiasi locale della catena Gigi lo zozzone
Siete peggio del CAI Alitalia.