Ugo Cornia – Sulle tristezze e i ragionamenti
Panzallaria novembre 7th, 2008
Una raccolta di racconti. Un puzzle di emozioni. Una ballata di parole che ti può accompagnare per un giorno o per molte tappe. Sulle tristezze e i ragionamenti è l’ultimo libro di Ugo Cornia, scrittore modenese che coniuga filosofia e quotidiano e riesce a trovare le parole giuste, più dirette e di pancia per descrivere stati d’animo spesso molto complessi. L’assenza, l’amore, l’amicizia e la gioia e la tristezza: temi astratti ma anche molto concreti nella vita di ogni uomo.
Si legge in un giorno. Ma si può rileggere a lungo.
Ci sono racconti che fanno ridere come quello “sull’illogicità della riproduzione sessuata” e racconti che fanno più che altro pensare.
A me Ugo Cornia piace, fin dai tempi di Sulla felicità ad oltranza che resta uno dei miei libri preferiti e di lui ho già parlato anche qui scrivendo di Sulle pratiche del disgusto.
Io questo post, per convincervi che è un libro da leggere, fosse solo durante un viaggio in treno che quella del treno è forse una delle sue dimensioni migliori, lo chiudo citando un pezzo del libro, uno di quei pezzi che io – a rileggerlo – ci trovo dentro la mia estate.
Perché le tristezze che non ti affogano sono tristezze che fanno buon sangue, cioé hanno la dote principale che già nella quantità di tristezza più infinita che si possa afferrare, sia che siano bagliori di tristezze o macigni di tristezze, si sfondano verso l’allegria, come quando si parla dei propri cosiddetti morti, in quello stato glorioso delle cose in cui alla tristezza, in questo caso buona, accade di sfondarsi assolutamente e sicuramente verso l’allegria incollando le due facce della medaglia (…).
Ugo Cornia, Sulle tristezze e i ragionamenti, Quodlibet, 2008. (non so quanto costa perché me lo hanno regalato)



Di Ugo Cornia ho letto credo tutto, anche qualcosa recuperato dal passato de Il semplice. Al recente Le storie di mia zia. E purtroppo ho perduto Della felicità ad oltranza, e questo mi rattrista un pò.
Sono sicuro di averlo prestato ma non so a chi e mi ributta comprarlo, anche se sarebbe l’occasione per rileggerlo, ogni copia di un libro ha qualcosa di diverso, il modo in cui la si affronta, la si legge, e non mi vien nemmeno da considerarla una rilettura, leggere un libro che si è già letto, però in un’altra copia.
Comunque Ugo Cornia racconta di cose che conosco, paesaggi, languori, i posti stessi e i loro nomi, come quando racconta della magia di Stellata in Le tristezze e i ragionamenti, di quell’essere matti a Stellata, del non esserlo e diventarlo matti un pò e piano e piano.
Anch’io, con un caro amico, ho un blog che parla a volte di libri e mette assieme anche idee e baggianate e racconta di persone che potrebbero essere, che sono sotto altro nome o che non saranno mai ma che sono state, forse.
micasbagiuzza.blogspot.com
[...] Cornia, come scriveva Panzallaria, regala ballate di parole dirette alla pancia. Sembrano posarsi con leggerezza, ma arrivano dritto [...]