Chuck Palahniuk – Gang bang
Sdrucciola ottobre 19th, 2008
Inutile tergiversare, ormai le voci sull’ultima fatica di Palafuff hanno preso a girare e bisogna pure dire qualcosa ai paladipendenti che ancora non hanno sborsato i loro 16 euro…
Qualcosa tipo: magari aspettate l’edizione economica, se proprio volete farvi del male… non per lo scandalo ma per la noia.
Il tema era dei più promettenti: una porno star sul viale del tramonto organizza una gigantesca gang bang per dire addio alle scene, coinvolgendo 600 uomini tra cui un avvizzito ex collega, un fan e un improbabile figlio.
Ma le battute sui titoli dei film porno che ricalcano gli originali sono cose da scuola media, caro adorabile Chuck. Da te ci aspettiamo qualcosa di più, decisamente. E qui qualcuno potrebbe dire che c’era da aspettarselo, ma i veri fan di Palaciuk sanno che bisogna essere pazienti (come dimostra Rabbia) e la roba buona ogni tanto arriva.
Non qui, dove le gag sono stantie e le idee narrative poche, tanto che l’unica sorpresa si intuisce prima della metà del libro. Resta la ricerca dell’effetto disgusto, ma come sempre quando Palagniuc è a corto di idee il tutto rimane fine a se stesso e produce l’unica conseguenza, temporanea si spera, di abbassare la libido a livelli di guardia.
Chuck Palahniuk, Gang Bang, Mondadori, 16 euro

Non sai quanto odio darti ragione..Ma purtroppo è così. A parte alcune (poche) trovate geniali, i vari aneddoti e altri piccoli particolari, Gang Bang manca di coinvolgimento emotivo, e non solo. Sarà che il mio percorso palanhiukiano è stato un pò disordinato, ma io continuo a dargli speranza. Ho inziato con Fight Club, e ho proseguito con Ninna Nanna (mi sono fatto ingannare dalla nota di copertina), ma ho recuperato con Invisible Monsters, Soffocare e così via. I due saggi li ho trovati molto interessanti. E (udite! udite!) sono fra i pochi che ha apprezzato Diary. Ovviamente sono consapevole dei mutamenti nella narrativa di Palahniuk, che ASSOLUTAMENTE non passano inosservati. Ma i primi romanzi sono talmente abrasivi che non puoi non leggere le sue nuove uscite. E’ come se con i primi romanzi avesse lasciato un marchio nella pelle, talmente a fondo che con tutta la merda che ci passa sopra per coprirlo, il marchio resta. E per me resta unico.
Concordo. Io sono partita da Invisible Monsters, che mi ha lasciato il marchio di cui parli
Concordo anche io. Io ho iniziato con “Soffocare”, che ha lasciato lettere marchiate a fuoco nella mia vita e nella mia scrittura. Grazie a quel libro posso dire che la mia vita sia cambiata, è stato come se avessero acceso le luci nel cinema e mi fossi trovata in una realtà ben più assurda ed emozionate di quella proiettata sullo schermo.
Detto da una che venera Chuck più o meno come un semidio letterario, sono contenta di scoprire la sua fallibilità. Di tutti i suoi libri, questo è di sicuro quello che ho apprezzato meno. Ovvio che non si discute sulle sue abilità di scrittore, ma questa volta ho avuto l’impressione che il romanzo fosse “spinto”, forzato, ruotando attorno all’idea della gang-bang e alla struttura narrativa. I personaggi sono piatti, freddi, non coinvolgono, non vivono, e i ritornelli di Chuck che ho tanto amato avevano un retrogusto di sudore e meningi troppo spremute (o forse troppo poco), e di poco cuore, ben lontani da quelli di “Soffocare” o di “Invisible monsters”. Il finale è raffazzonato, le idee più “alla Chuck” dimenticate tra le righe. E’ un libro che ha preso una confezione di viagra per durare 180 pagine, salvo poi venire in meno di 30. Spero abbia precauzioni per riservarci un futuro-libro migliore.
So*
[...] ho commentato su Sottotomo: sono contenta di scoprire la sua fallibilità . Di tutti i suoi libri, questo è di sicuro quello [...]
[...] ho commentato su Sottotomo: sono contenta di scoprire la sua fallibilità . Di tutti i suoi libri, questo è di sicuro quello [...]
Bellissima metafora finale Sophie, molto azzeccata. Che dire, speriamo per il futuro…
Aimè concordo..è un pò triste.Avevo letto il tuo commento il giorno prima di comprare il libro e nn ti ho creduta.Ho speso i miei 16 euro e mi sono pentita.Che dire?Speriamo in qualcosa di meglio,nel frattempo leggo il suo maestro :Irvine Welsh.
Molte cose gli sono affini,ma devo dire che quest’ultimo nn scade mai in momenti di noia,mai in temi banali,mai in strutture narrative simili a se stesse.. i libri non sono leggibili certo in una notte (come gang bang) ma vanno assorbiti pian piano. C.P. deve molto a Welsh e comincio a credere che Welsh rimarrà sempre più bravo di P.
A presto.Lorena
Ci consigli quello che reputi il miglior libro di Welsh? Io confesso che non l’ho mail letto
Ridursi alla trama e alla struttura narrativa per bocciare Gang Bang è un esercizio, a mio avviso, che Palahniuk non merita. E’ riuscito a usare il metodo più volgare per descrivere le emozioni più vere. Geniale.
Giuseppe, ti assicuro che sono una super fan e fatico davvero a parlare male di Chuck, ma insisto nel dire che questo libro non mi pare all’altezza. Naturalmente è solo il mio parere personale e se nel tuo caso le cose sono andate diversamente ne sono ben lieta. Rimango però dell’idea che un amante delle storie come Chuck debba essere valutato soprattutto dalla capacità di raccontarle
Ci mancherebbe altro. Rispetto profondamente l’opinione di un fan di Palahniuk. Tra l’altro è talmente stimolante parlarne con chi ama la sua arte quanto me che non mi sognerei di demonizzare la sua idea su un’opera specifica del nostro. Tanto più che ogni libro regala emozioni e sensazioni soggettive. Io ho adorato Gang Bang per l’uso ardito e riuscitissimo della dicotomia sudicio/sublime che ha pervaso tutto il romanzo. Una metafora dell’assurdo per descrivere i sentimenti più profondi dell’anaimo umano. Una metafora (il sesso pornografico) che, durante la lettura, ho spesso immaginato calzante per chi ama e non sa dimostrarlo affatto, comportandosi spesso in maneira completamente contradditoria. Spero di poterci confrontare spesso su Palahniuk anche in futuro. Buona giornata.