Marc Levy – I figli della libertà
Sdrucciola ottobre 12th, 2008
E io, al loro posto, cosa avrei fatto?
Questa è la domanda che nasce quando si leggono libri come questo, che rievocano gli sforzi e i sacrifici dei resistenti.
Io, proprio io, avrei avuto il coraggio di lasciare tutto per arrampicarmi sulle montagne o per vivere da clandestino nella mia città, senza la sicurezza degli affetti e correndo ad ogni passo terribili rischi?
Avrei amato così tanto i miei ideali e il mio paese da sacrficare la mia vita? Saresi stato in grado di uccidere un uomo guardandolo negli occhi? Avrei sopportato la vista dei miei compagni torturati e uccisi?
Molti di noi cercano di dare la loro risposta, scavando dentro le proprie riserve di coraggio e facendo i conti con la tentazione di voltarsi dall’altra parte che ci appartiene oggi come ieri.
Gli altri si occupino pure di fare del revisionismo e si mettano a tavolino a giudicare i buoni e i cattivi, se preferiscono.
Marc Levy, direttamente, non ci domanda nulla, ma racconta la storia di un ragazzo (suo nonno) e suo fratello, che a quell’inferno sono miracolosamente sopravvissuti.
Rievocando la vita di chi combatteva strada per strada, appeso alla forza dei compagni e alla solidarietà dei civili. Schivando i colpi bassi del nemico e della sua stessa parte. Muovendosi agili, veloci, sempre un attimo prima che la bomba esplodesse.
C’è molta emozione in questo libro, ma Levy esagera un po’ e perde proprio l’autenticità a cui aspira. E qui mi viene in mente il bellissimo Senza tregua di Giovanni Pesce, testimonianza profonda e di prima mano di quegli anni che consiglierei davvero a tutti. Perché Giovanni Pesce, proprio perchè quel che racconta l’ha vissuto, riesce meglio di Levy a tenere insieme la tensione emotiva e la riflessione su un momento che ha cambiato la vita di tutti e che vive e respira ancora oggi generando non giudizi ma domande.
Marc Levy, I figli della libertà, Rizzoli, 19 €
Foto: prakhar



Lo sto leggendo, l’ho quasi finito. Come ogni suo libro mi stupisce ad ogni pagina. E questo mi commuove anche parecchio. Rende talmente bene l’idea che a volte sembra di provare le sensazioni dei protagonisti…forse perchè è una storia che ha tristemente riguardato la mia famiglia.
emozionante, intenso, palpitante, un Marc Levy, per me in veste nuova.Rabbia, indignazione, riflessione, memoria, è tutto questo che chiedo ad un libro,Levy ne è riuscito a fare una mirabile sintesi..grazie!
un gran libro per chi fa fatica a ricordare.
Ho scoperto MARC LEVY l’anno scorso leggendo SE SOLO FOSSE VERO,me ne sono innamorato e come ogni volta che ho un innamoramento per un autore,poi mi leggo tutta la sua bibliografia.
I FIGLI DELLA LIBERTA’ rappresenta una variazione dai suoi temi storici,amore amicizia e buoni sentimenti in genere.
Rappresenta di piu ancora un evoluzione della sua scrittura,tanti libri messi insieme,3 fasi ben distinte,in alcuni tratti mi ha ricordato LA TREGUA di PRIMO LEVI(casuale e straordinaria coincidenza LEVI/LEVY…),grandiosa anche l idea della narrazione dell’ autore rivolta alla donna che amerà domani e che oggi non conosce ancora.
Libro che comunque si legge da solo,marchia a fuoco la pochezza dei valori di oggi e crea una volta di più una riflessione su quanto siano stupidi e insignificanti i problemi che ogni giorno dobbiamo affrontare noi lungo il nostro percorso.
SE ALLA FINE DI TUTTO LORO SONO STATI ANCORA CAPACI DI AMARE,HANNO VINTO VERAMENTE.
resisti e intanto sorridi…..