Alexandre Jardin - Tutte le donne di mio padre
Sdrucciola Ottobre 26th, 2008
Quando la gente ti domanda perché ti piace leggere vengono sempre fuori risposte imbarazzanti…
La prossima volta, suggerite a chi vi fa la domanda la lettura dell’ultimo libro di Alexandre Jardin. Che non parla di libri o di lettura e non ha nessun intento educativo, anzi. Ma dimostra meglio di qualsiasi discorso il piacere che si può provare nell’immergersi nella sfera del possibile.
Come direbbe Singer, non di ciò che si oppone al reale ma di quel che è stato e in ogni istante potrebbe essere, se non qui altrove. Nello specifico, di un’esistenza folle, totalmente altra da quella che la maggior parte di noi conduce. Moralmente riprovevole secondo alcuni standard, moralmente alta per chi considera l’amore per la vita stessa un valore tra i più preziosi.
Alexandre Jardin racconta per frammenti e aneddoti suo padre Pascal, lo “Zubial”, i suoi amori e i suoi eccessi. Lo racconta senza nascondere l’imbarazzo e il divertimento di un figlio che ha lottato per distinguersi e riconoscersi simile a una figura unica, capace in ogni momento di reinventare la realtà, di volare alto senza perdere di vista la terra.
Immaginate di essere lui. Immaginate di concedervi all’improvviso il diritto di essere pazzamente felici.
Sì, immaginate per un attimo di non essere più l’ostaggio delle vostre paure, di accettare le vertigini delle vostre contraddizioni.
Immaginate che i vostri desideri governino ormai la vostra esistenza, che abbiate imparato di nuovo a giocare, a immergervi nell’istante presente.
Immaginate di riuscire a un tratto a essere leggeri senza mai essere frivoli (…)
Immaginate di diventare abbastanza saggi da essere finalmente imprudenti.
Immaginate che la traversata dei vostri abissi non vi ispiri ormai altro che gioia.
Essere lo Zubial era tutto questo.
Alexandre Jardin, Tutte le donne di mio padre, Bompiani, 17 €
Foto: Ronnie 44052
E io, al loro posto, cosa avrei fatto?