Helen DeWitt – L’ultimo samurai
Sdrucciola agosto 30th, 2008
Lasciate perdere il film con Tom Cruise con cui condivide solo il titolo, per gustare al meglio questo libro è indispensabile avere bene in mente “I sette samurai” di Kurosawa.
Sibylla è una madre single nella Londra di oggi e nella prima parte del romanzo è lei a parlare della sua vita e della convivenza con quel piccolo strano genio di suo figlio. Che si chiama Ludo, o forse Stephen ma potrebbe anche essere David, quel che è certo è che a cinque anni legge l’Oddissea, in greco, e tormenta sua madre perché gli insegni il giapponese.
A sei anni la sua preoccupazione, tra una lettura e l’altra in giro per la Circle line, è scoprire il nome del padre. Troverà quello e il suo proprietario in un incontro che lo lascerà decisamente deluso. Perché Sibylla ha ragione, non si può amare uno che legge e ascolta certa robaccia.
E qui entrano in gioco i samurai, perché Ludo trae ispirazione da una scena del film per iniziare a scegliersi un padre all’altezza. “Un buon samurai parerà il colpo”, questa è la prova e la missione di Ludo, ormai anni undici.
Helen DeWitt deve essere un bel tipo, la sua biografia parla di anni per preparare il romanzo e se poco poco assomiglia a Sibylla non c’è da stupirsene. A volte esagera un po’ schiacciando troppo il pedale della passione/ossessione di questa strana famiglia per la linguistica e i classici.
Verrebbe da dirle che abbiamo capito, non serve eccedere. Ma la prima metà del romanzo ha uno stile originale che lascia il segno e la seconda metà con la ricerca di Ludo è commovente senza mai essere sentimentale.
Nel complesso, un libro a tratti impegnativo, come se volesse applicare i lettori la stessa selezione che Sibylla pratica verso gli umani. Consigliato agli appassionati di sfide
L’ultimo samurai, Einaudi, 19.50 €
Foto: Snappybex



Ho iniziato a leggere “L’Ultimo Samurai”, consigliato e prestato da un amico.
Spingersi oltre i limiti..
Facci sapere cosa ne pensi, sono curiosa di un secondo parere;-)
io ho avuto la ventura di tradurlo… fantastico, e altrettanto impegnativo. si può leggere a più livelli, però
Complimenti Elena, hai fatto un ottimo lavoro e immagino non sia stata una passeggiata!!
grazie! è stato difficile, ma anche è stata anche la traduzione più emozionante che io abbia mai fatto, da non riuscire a staccarsi dalla sedia. e sono ancora sempre molto felice quando quel libro piace.
Penso si tratti di uno dei più bei libri contemporanei. Credo molto autobiografico,
Ma ho paura che poi la DeWitt non sia stata un buon samurai