Archive for Luglio, 2008

Alan Weisman - Il mondo senza di noi

Sdrucciola Luglio 30th, 2008

“Prima o poi gli umani si estingueranno. Tutto si estingue, almeno finora. È come la morte: non c’è ragione di pensare che noi siamo diversi. Ma la vita continuerà. Forse dapprima sarà solo vita microbica. Magari in giro ci saranno solo centopiedi. Poi la vita andrà sempre migliorando, con o senza di noi.”

L’esercizio di immaginazione di Alan Weisman è un lungo viaggio che attraversa il cosmo e le ere geologiche misurando l’effetto che la comparsa dei bipedi “intelligenti” ha avuto sul pianeta.

Un percorso che non lascia molte speranze a chi ancora crede le molteplici devastazioni perpetrate sull’ambiente dalla smodata crescita della razza umana siano riparabili e correggibili con una manciata di buoni consigli.

L’effetto immediato di questo libro, se superate le divagazioni un po’ tecniche su flora e chimica, è farci sentire quel che siamo: un minuscolo fastidioso foruncolo sul sedere della Terra che si è allargato a infettarne corpo e polomoni.

Ma anche cogliere e apprezzare l’infinita vastità delle forme di vita altre che con noi convivono e che ci sopravviveranno. Un giorno, in forza di una catastrofe e o di un virus che ci leverà di mezzo, saranno libere di riprendersi quel che rimane.

E se un giorno davvero un’intelligenza aliena avrà la sventurata idea di scendere su questo pianeta, speriamo non abbia la sfortuna di incappare in uno dei depositi dove pensiamo di archiviare i nostri rifiuti: spazzature nucleari e chimiche dissolvibili in migliaia di anni.

Una libro per riflettere anche sotto l’ombrellone, che si tiene tutto sommato lontano dalle prediche moraleggianti per dispiegare semplicemente il quadro di quel che abbiamo fatto e quel che lasceremo.

Alan Weisman, Il mondo senza di noi, Einaudi, 14,50 €
Foto: Azrainman

Tostoini gadget

Sdrucciola Luglio 30th, 2008

TostoiniPer tutti i fan della tartartista preferita da Sottotomo: su Etsy sono finalmente in vendita le magliette con il mitico Alphonse, la borsa, le spillette, gli specchietti da borsa, gli anelli e le nuovissime t shirt di gatto acido!

Aspettiamo i segnalibri;-)

Al-Aswani ‘Ala - Chicago

Sdrucciola Luglio 18th, 2008

Al-Aswani ‘Ala deve avere un debole per la polvere: quella della sua patria, l’Egitto, quella portata dal vento nella città americana che dà il titolo a questo romanzo, ma anche quella che siamo e che torneremo ad essere, come mostrano efficacemente le vicende dei suoi personaggi.

Dottorandi egiziani in cerca di un’occasione, americani stanchi di essere contro, uomini e donne che cercano disperatamente di “farcela”, che questo significhi avere successo o semplicemente sopravvivere alla propria cultura.

Ogni individuo è un mondo, una microstoria che si intreccia con vicende piccole e grandi che finiscono inesorabilmente per stritolarlo. Come in Palazzo Yacoubian , non c’è modo di sfuggire al proprio destino, colpevoli e innocenti sono piegati alla stessa logica che punisce ogni aspirazione.
Ma lo sguardo di Al-Aswani ‘Ala non è semplicemente cinico, c’è un voler bene a questi personaggi, come se anche lui sperasse che forse, in fondo, non tutto fosse perduto.

E forse la speranza c’è davvero, anche se non è mai detta: che i singoli si emancipino dai loro destini facendoli convergere e guardandoli dall’alto intessere le loro trame.
O forse la speranza è solo in chi legge…

Al-Aswani ‘Ala, Chicago, Feltrinelli, 17,50 €
Foto: Naked_eyes

Nota a margine di un romanzo – La diceria dell’untore

Jomarch Luglio 14th, 2008

Lo immagino a misurar virgole con ferri sconosciuti e rabboccare pipe con polpastrelli al dolce soffio di mandarino. C’è questa specie di figura vivida che viene fuori dalle pagine. Sarà la prosa cesellata finemente, parola per parola, in un azzardo costante… che ne so, macchia.
Ciascun personaggio ha la stessa lingua, infetta e moribonda, librata in aria, e ancora, arricciata e cadenzata, Marta come il Gran Magro.
“Ascoltami aggiunse, con una torva solennità, e ricordati. Io sola sono vera e sarò vera finché vivo. Voi, gli altri, siete appena barlumi e finzioni che sento respirare e parlare al mio fianco. E la storia non riguarda che voi, io non so cosa vuol dire. Capiscimi: nei miliardi di secoli passati e futuri io non so trovare evento più importante della mia morte. E tutte le carneficine e derive di continenti e scoppi di stelle sono soltanto canzonetta e commedia, al confronto di questo minuscolo e irrepetibile cataclisma, la morte di Marta. Cosa non farei per ritardarlo d un attimo. La puttana, la spia, l’aguzzina. E chissà che non l’abbia già fatto.”
Ecco, allora arriva questa improvvisa necessità: staccare una ad una le pagine e divorarle, mangiarle, ingoiarle, tale è il desiderio di possesso e l’incanto.
Mi prende d’un entusiasmo infantile ad immergermi in questo metronomo linguistico, di una musica che non so dire, ma che si attaglia perfettamente alla luce che entra dalla mia finestra.
Ed è pulviscolo al sole, così come un malandato in una campagna secca di Sicilia.
Tosse e umido, parole lippose e calde senza nessuna fretta della meta.
Sospese come una prognosi, perfettamente intrecciate come un’anamnesi, con quel po’ d’amore, o meglio incantesimo, incassato qua e là, che serve a far scivolare meglio l’anima tra terra arsa e crepitii di morti.
Sì, di “giovinezze cariate” nel corpo, di stanchezza dell’attesa, di ultimi scampoli di carezze e idee, è fatto di questo e di incedere eterno.
Pieno di orizzonti e di lunghissime pennellate, come un meriggio estivo ammirato all’ombra di pergolati. Una lingua umida di anima, gonfia, che tracima e nello stesso tempo affluisce in storia.

“E questo era bello: andarsene così a spasso con passi d’aria per montagne e pianure, clandestini senza biglietto, contrabbandieri di vita. Almeno finché la babilonia della luce non fosse tornata a proclamare sui tetti, per chi se ne stava dimenticando, che un altro giorno ci aspettava dietro l’angolo, con la sua razione infallibile di dileggio e di pena. E sarebbe stato un giorno di meno, uno dei pochi rimasti”.

Benvenuta JoMarch

Sdrucciola Luglio 10th, 2008

Siamo felici di dare il benvenuto a una nuova Sottotoma: JoMarch, una fanciulla il cui stile vi catturerà.
Mentre lei si presenta nel chi siamo, noi aspettiamo la sua prima recensione con molta impazienza

Max Brooks - Manuale per sopravvivere agli zombi

Sdrucciola Luglio 6th, 2008

zombieLasciate un attimo da parte il titolo. Lasciate da parte il nome dell’autore (sì, è proprio il figlio di Mel Brooks). Insomma, mettete da parte ogni pregiudizio perché questo libro potrebbe salvarvi davvero la vita!

Forse non ci avete mai pensato, ma sapreste di progettare su due piedi una difesa della vostra dimora che vi permettesse di resistere a un lungo assedio? E se la vostra comunità fosse minacciata in modo così terribile da costringervi a rifugiarvi in una sperduta località montana, sapreste organizzare e gestire le risorse a vostra disposizione?

Questo testo spiega in modo dettagliato, semplice e soprattutto serissimo, come reagire a questi e altri accadimenti senza lasciarci le penne.
Il talento di Max Brooks è esattamente nel rendere pienamente plausibile ogni dettaglio, riprendendo il linguaggio e lo stile dei tanti manuali pratici sfornati dall’editoria americana.

Certo, capiterà anche a voi di leggere d’un fiato i capitoli dedicati ai migliori veicoli di fuga, trovarvi numerosi utilissimi suggerimenti e sobbalzare lievemente sulla sedia quando si specifica che no, i mezzi a motore non sono il massimo perché attirano i non morti, oppure sì, un paio di tappi per le orecchie sono indispensabili perché il loro lamento è davvero molto fastidioso.

In appendice non manca una lunga e documentata rassegna dei più efferati attacchi di zombie dall’antichità a oggi, a chiaro scopo esemplificativo di cosa è opportuno evitare se non si vuole diventare il prossimo pasto del vicino di casa passato a non vita.

Buona lettura e ricordate: nessun mitra può sostituire un bel colpo di ascia alla base del collo!

Un doveroso grazie a Kaneda per la segnalazione

Max Brooks, Manuale per sopravvivere agli zombi, Einaudi, 14,50€

Foto: Drunken Monkey