Archive for aprile, 2008

Henning Mankell – Scarpe italiane

Sdrucciola aprile 30th, 2008

scarpe_italiane.jpgPrima cosa: dimenticatevi di Wallander. Non c’è, non è mai esistito, non ha diritto di cittadinanza in questa storia.

Mi ricordai che talvolta mi diceva che la vita assomiglia al rapporto che le persone hanno con le proprie scarpe. Non si può sperare o convincersi che vadano bene. Le scarpe strette appartengono alla realtà.

Dodici anni su un’isola deserta tra i ghiacci svedesi per dimenticare un tragico errore non bastano a farsi dimenticare dalla vita, che ripiomba su Fredrik Welin nei panni di una donna del passato. Gli errori si pagano, ma la scelta di sprofondare la propria anima nel ghiaccio può essere riscattata. Anche da chi, fino alla fine, ha da offrire solo le proprie debolezze.

In questo libro c’è molto dolore e molto amore, equamente distribuiti con parole essenziali messe in bocca a personaggi che tacciono più di quanto dicano e riescono ciò nonostante a farsi capire benissimo.

Henning Mankell, Scarpe italiane, Marsilio, € 18
Foto: Steffe

Rocco Tanica – Scritti scelti male

Sdrucciola aprile 27th, 2008

Dato che chi passa di qui poi si lamenta della piega depressiva delle ultime letture, un consiglio in linea con l’arrivo della luce e della primavera.

Tre buoni motivi per leggerlo:
1) a differenza dei libri di McCarthy non fa venire voglia di partire a cavallo per la prateria per farsi ammazzare sulla frontiera mentre si cerca qualcosa che tanto non c’è
2) ci trovate davvero di tutto (e non tutto è allo stesso livello), ma gli “articoli rifiutati da Rolling Stone” sono davvero esilaranti e il linguaggio ombelicistico-epico degli originali è centrato in pieno
3) pesa poco ed entra in borsetta, in più le comode fascette risparmiano l’uso del segnalibro

Un buon motivo per tenerlo sullo scaffale: la copertina

Rocco Tanica, Scritti scelti male, Bompiani 14 €

Eileen Favorite – Il bosco delle storie perdute

Sdrucciola aprile 20th, 2008

favorite.jpgSe doveste preparare un tè per Emma Bovary sapreste resistere alla tentazione di convincerla a lasciar perdere Rodolphe e trovarsi un’occupazione?
Se Anna Karenina vi chiedesse la marmellata riuscireste a non suggerirle di tenersi lontana dai binari?

Anne-Marie e Penny, madre e figlia, sono le proprietarie di un bed&breakfast davvero singolare. Perché le ospiti più frequenti sono le eroine in temporanea fuga dalle loro tormentatissime storie e per Penny, quindicenne, non è sempre facile rispettare la regola e non interferire.

Per fortuna le eroine non ascoltano molto, più che altro spiluccano con aria drammatica il cibo in circolazione, versano fiumi di lacrime e dormono moltissimo.

La trovata di Eileen Favorite ha i suoi risvolti leggeri, ma non lasciatevi ingannare, non siamo dalle parti spensierate di Jasper FForde.
I tormenti de Il bosco delle storie perdute non sono solo quelli delle eroine dei romanzi ma delle donne reali che lo abitano, perse a loro volta nell’espiazione del passato (Anne-Marie) e nella conquista della propria identità (Penny).

Eileen Favorite non gestisce al meglio il passaggio tra registri e punti di vista; molti passaggi, compresa la fine, galleggiano privi di un’intenzione.
La lettura resta piacevole e i ritratti delle eroine così come i capitoli dedicati alle ragazze interrotte la suggeriscono.

Eileen Favorite, Il bosco delle storie perdute, Elliot, 17,50 €
Foto: Consumerfriendly

5° Concorso letterario bookcrosser

Sdrucciola aprile 17th, 2008

Per i lettori/scrittori ansiosi di cimentarsi con un breve racconto sul tema “1908-2008 Cent’anni di donne” segnalo che ha appena preso il via il quinto concorso letterario legato al bookcrossing.

Per partecipare basta avere un account su bookcrossing.com, qui trovate il bando e tutte le info

Stieg Larsson – Uomini che odiano le donne

Sdrucciola aprile 13th, 2008

blood.jpgSe il titolo fa pensare a un manuale di auto aiuto non è colpa di Stieg Larsson, che aveva scelto, per il primo capitolo della trilogia Millenium, il più suggestivo The girl with the dragon tattoo.

Non solo, in questo come in altri casi (comprensibili alla luce del marketing per un paese dove si legge poco), La versione angolosassone del titolo sposta l’attenzione su uno dei centri pulsanti di questo giallo svedese: il personaggio di Lisbeth Salander, di professione ricercatrice per una ditta di security, di natura sociopatica borderline.

Perché nell’affannoso tentativo di Mikael Blomkvist, reporter investigativo, di immergersi nella famiglia Vanger fino a scoprire chi dei suoi membri ha ucciso molti anni prima la sedicenne Harriet, Lisbeth gioca un ruolo essenziale.

Riassumere il disagio di chi, a forza di sentirsi trattare da anormale, si convince di esserlo. Scardinare con la sua logica non lineare ma perfettamente razionale, i ruoli di vittima e carnefice.

Come dice Lisbeth, Mikael è invece afflitto dal complesso “dell’uomo perbene” ma questo non gli impedirà di arrivare a fondo in una storia familiare in cui non sembrano esistere innocenti.

Non vi lasciate spaventare dalle mole di 676 pagine, questo è davvero un giallo che si legge d’un fiato. Certo, si respira tutt’altra aria dalle indagini mankelliane, i tocchi di streotipo a partire dalla stessa Lisbeth non mancano, ma è una lettura coinvolgente che intreccia il gusto per le cronache familiari al tema del giornalismo investigativo e della sua etica.

Stieg Larsson, Uomini che odiano le donne, Marsilio, 19,50 €

Foto: Lastexit

Boris Pahor – Necropoli

Sdrucciola aprile 2nd, 2008

Un barbiere radeva la morte, un magazziniere la vestiva, un infermiere la spogliava, uno scritturale segnava delle date accanto ai numeri dopo che, per ciascuno di essi, l’alto camino aveva fumato in abbondanza.

Per dimenticare la retorica dei campi ci vogliono una trentina di pagine.
Gli aggettivi si assottigliano, le frasi si fanno più brevi e puntuali, senza capire bene quando è successo ci si ritova nella baracca di Dachau. Accanto a Boris Pahor, internato sloveno assegnato dal destino e dalla volontà alla cura degli infermi. Senza eroismo né l’orgoglio della vittima che porta in trionfo postumo la sua umiliazione.

Piuttosto come un testimone che non si rassegna a confinare lo sdegno in una giornata commemorativa, che si domanda com’è possibile che il rumore degli zoccoli di tela non sia nelle strade dove dovrebbe rivivere ogni giorno, come monito e denuncia.

Questo libro ha la forza straordinaria di ciò che non si accontenta di sembrare vero.
Le atrocità sono così calate nell’umanità delle vittime e dei carnefici da essere totalmente e dolorosamente presenti senza mai ricorrere a un sentimentalismo che davvero sarebbe umiliare nuovamente chi non è tornato.

Boris Pahor, Necropoli, Fazi, 16 €