Chaim Potok - Danny l’eletto

Nathan Marzo 20th, 2008

img_0737.JPGReuven e Danny vivono a Brooklyn, in quella parte di città popolata di sinagoghe e rifugio dell’ortodossia ashkenazita in fuga dall’Europa della prima metà del secolo scorso. Danny è un hassidim e figlio di un rabbino. Il padre di Reuven, invece, è un erudito studioso di Torah, tra coloro che applicano il metodo scientifico all’interpretazione.

Danny ha un destino già scritto e una mente che non sa accettare i limiti imposti dalla rigida tradizione familiare. Diventare Rabbino è invece l’aspirazione di Reuven.

Ancora una volta Potok, attraverso la voce di un giovanissimo studente di Torah, porta il nostro sguardo sull’universo dell’ebraismo tradizionale. Attraverso le parole di Reuven e la sua amicizia con Danny, percorriamo la storia del Chassidismo e scorgiamo l’immensità delle mille sfaccettature della religione del Libro. Ascoltiamo gli echi di guerra che giungono dall’Europa, incassiamo il colpo delle notizie sconvolgenti sulla shoah, seguiamo la nascita dello Stato d’Israele, la guerra scatenata dai paesi confinanti. E osserviamo l’opposizione interna anti-sionista, la dura protesta della corrente Chassidica che non vuole accettare una Eretz Israel che non coincida con l’avvento del Messiah.

Danny l’eletto è allo stesso tempo un romanzo di formazione, un affascinante affresco storico e una preziosa fonte di informazione su una religione così importante per la storia d’Europa, quanto sconosciuta e complessa.

Chaim Potok, Danny l’eletto, Garzanti, € 16,60

Foto: La Francese, UnMondodiBene

6 Risposte a “Chaim Potok - Danny l’eletto”

  1. paolettaon 20 Mar 2008 at 11:31

    “You can listen to silence, Reuven. I’ve begun to realize that you can listen to silence and learn from it. It has a quality and dimension all its own”
    ..crescere tramite il silenzio, perché le parole rischiano di nascondere la nostra vera anima,che comunica tramite il silenzio..
    splendido, un romanzo letto a 16 anni e che mi è rimasto dentro!!

  2. Sdrucciolaon 20 Mar 2008 at 11:49

    Concordo, un sempreverde che ti rimane nel cuore. Merito della passione che traspare da ogni pagina e personaggio

  3. llon 20 Mar 2008 at 12:16

    Potok è uno dei miei scrittori preferiti, scoperto proprio con Danny (che secondo me non può prescindere dal seguito ‘La scelta di Reuven’: sono due metà di un tutto). Ma ‘Il mio nome è Asher Lev’ a mio parere è un capolavoro assoluto :)

  4. laFranceseon 21 Mar 2008 at 02:18

    concordo con //
    *La scelta di Reuven* è da leggere, ma la bellezza di *Il mio nome è Asher Lev* è paragonabile e quasi superiore a *Danny l’eletto*! …sarà che è per me una lettura più recente e che gli argomenti mi sono più vicini, o forse anche solo che qui il protagonista è uno solo *Asher* e il lettore non deve dividere il suso affetto in due, tra Danny e Reuven?! :-)

  5. llon 21 Mar 2008 at 17:47

    hmmm mi sa che condivido la tua teoria :P (io comunque propendevo per Reuven, dal fascino meno eclatante come personaggio rispetto a Danny, più ’sottile’). Come complessità di trama e personaggi però preferisco nettamente Asher Lev :)

    Trovo che ciò che accomuna le due coppie di libri è che in entrambi i casi il protagonista (Asher, Danny) si ritrova a dover fare delle scelte che lo porterebbero a rifiutare ciò in cui crede e ad essere di conseguenza rifiutato dalla sua famiglia e dalla comunità.
    Con uno scrittore più convenzionale, questo significherebbe sbattere la porta, mandare tutti al diavolo e fare quello che si vuole, invece sia Asher che Danny cercano delle soluzioni che permettano loro di compiere le scelte che sono indispensabili per la loro realizzazione individuale come esseri umani (e, insomma, per essere felici), scelte che magari non vogliono fare ma più esattamente ne provano il bisogno, rimanendo però all’interno della famiglia e della comunità, senza la frattura di cui dicevo sopra (che poi ci riescano o meno è un altro discorso). E Potok rende benissimo i sentimenti che tutto questo comporta e la difficoltà e la sofferenza di alcune scelte, senza rimanere confinato nella peculiarità dell’ambiente che descrive.

    Emblematica in questo senso la fine del primo Asher Lev ;)

  6. Raffaon 24 Mar 2008 at 18:05

    Danny è molto bello, ma non riesco a dimenticare Il mio nome è Asher Lev: messi a paragone preferisco il secondo e la sua capacità di compartecipare anche gli estranei, i gentili della storia di Asher.

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