Archive for marzo, 2008

Mark Vonnegut – Eden express

Sdrucciola marzo 25th, 2008

cirox_eden.jpgNon quello di Mattatoio n.5.
Non quello che è stato prigioniero a Dresda durante la Seconda guerra mondiale.
Non quello che ci ha lasciato quasi un anno fa, probabilmente per Trafalmadore.

Non Kurt, ma Mark, suo figlio.

Mark che ha mollato tutto (anche lui, non si esce dal filone) per fondare una comune nella British Columbia e a un certo punto è semplicemente impazzito.

Non nel modo carino in cui pensiamo che impazzirebbe un hippie, ma come tutti quelli in cui un bel giorno la schizofrenia si sveglia e inizia a mordere.
Era la fine degli anni Sessanta, di droga ne girava, ma non lasciatevi fuorviare dalle note di colore: viveva nel modo più naturale/ eppure è impazzito, si strafaceva come tutti/e quindi è impazzito.

A distanza di vent’anni Mark, vinta la malattia e diventato pediatra, racconta quegli anni, rivive e fa vivere il flusso allucinatorio.
Per dire che semplicemente la pazzia la puoi avere dentro, e un bel giorno può mangiarti la vita, nel cuore della foresta come nel centro di New York. La differenza è che nel primo caso non puoi dire che la follia è “la risposta ragionevole a un mondo insensato”.

La colpa la puoi sempre dare ai tuoi gentiori, alla tua educazione, alla tua cultura, alle droghe, alla tua fidanzata, e saranno tutte risposte vere, nessuna delle quali ti aiuterà minimamente a guarire.

Mark Vonnegut ha trascorso parecchio tempo in clinica psichiatrica e ne è uscito, imparando molte cose su se stesso e sul modo in cui funzioniamo.
La cosa più rimarchevole è l’onestà con cui racconta ogni caduta e ogni illusoria risalita. Mettendo finalmente da parte ogni morale, non come un hippie ingenuo ma come chi ha attraversato il suo personale abisso e ha voluto comprendere ogni cosa: la ragione e il delirio.

Mark Vonnegut, Eden Express, Piemme, € 16,50
Foto: Cirox

Chaim Potok – Danny l’eletto

Nathan marzo 20th, 2008

img_0737.JPGReuven e Danny vivono a Brooklyn, in quella parte di città popolata di sinagoghe e rifugio dell’ortodossia ashkenazita in fuga dall’Europa della prima metà del secolo scorso. Danny è un hassidim e figlio di un rabbino. Il padre di Reuven, invece, è un erudito studioso di Torah, tra coloro che applicano il metodo scientifico all’interpretazione.

Danny ha un destino già scritto e una mente che non sa accettare i limiti imposti dalla rigida tradizione familiare. Diventare Rabbino è invece l’aspirazione di Reuven.

Ancora una volta Potok, attraverso la voce di un giovanissimo studente di Torah, porta il nostro sguardo sull’universo dell’ebraismo tradizionale. Attraverso le parole di Reuven e la sua amicizia con Danny, percorriamo la storia del Chassidismo e scorgiamo l’immensità delle mille sfaccettature della religione del Libro. Ascoltiamo gli echi di guerra che giungono dall’Europa, incassiamo il colpo delle notizie sconvolgenti sulla shoah, seguiamo la nascita dello Stato d’Israele, la guerra scatenata dai paesi confinanti. E osserviamo l’opposizione interna anti-sionista, la dura protesta della corrente Chassidica che non vuole accettare una Eretz Israel che non coincida con l’avvento del Messiah.

Danny l’eletto è allo stesso tempo un romanzo di formazione, un affascinante affresco storico e una preziosa fonte di informazione su una religione così importante per la storia d’Europa, quanto sconosciuta e complessa.

Chaim Potok, Danny l’eletto, Garzanti, € 16,60

Foto: La Francese, UnMondodiBene

Cormac McCarthy – La strada

Sdrucciola marzo 13th, 2008

lastrada.jpgDi questo libro vi rimarranno due cose: il pungo nello stomaco di una storia inquitante e i dialoghi magistrali.

Un uomo e un bambino, di cui sappiamo poco oltre al fatto che sono tali, viaggiano a piedi per un’America devastata da tempo da un’imprecisata catastrofe che ha raso al suolo ogni cosa e quasi sterminato l’umanità.
Viaggiano senza mezzi, viaggiano verso sud, McCarthy ci parla ancora di una frontiera e di un’orizzonte in cui viene riposta l’ultima speranza.

I dialoghi sono asciutti, essenziali e incredibilmente verosimili e toccanti. Il bambino fa domande da bambino, e non è poco. Arrivati a uno specchio d’acqua in cui il padre si immerge chiede solo: “Ma io tocco?” e in mezzo al dramma della fuga e della morte che li circonda quello che rimane è la verità di quel momento.

Cormac McCarthy, La strada, Einaudi, 16.80 euro

Foto: Cirox

Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi – Persepolis

Dottor Carlo marzo 1st, 2008

PersepolisPersepolis è un libro a fumetti che tramite il racconto autobiografico dell’infanzia e dell’adolescenza della narratrice protagonista (Marjane Satrapi) ripercorre gli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia recente dell’Iran, dai disordini che accompagnarono la caduta dello scià (1979) e la Rivoluzione e l’instaurazione della Repubblica Islamica, alla guerra contro l’Iraq (1980-88) e oltre.

Marjane, tuttavia, trascorre una buona parte del conflitto in Austria, dove viene mandata dalla sua famiglia, amorevole e di idee progressiste.
Potrà così sperimentare le profonde differenze tra due situazioni storiche e due culture, persiana e latamente araba da una parte e occidentale dall’altra, e allo stesso tempo alcune vicinanze dal punto di vista umano.

Tutto questo materiale, potenzialmente devastante, viene reso con una linearità e una chiarezza sorprendenti, accompagnate da un tono leggero mediato da un tratto semplice ma non banale e dall’uso di uno scarno bianco e nero, che peraltro non vuole affatto veicolare contrapposizioni manicheiste.

Il film costituisce un’assai riuscita riduzione del libro.
L’atmosfera che si respira è identica, così come la portata dei toni; l’animazione aggiunge una certa dinamicità al racconto, la quale determina, con differenti strumenti idonei al diverso mezzo, lo stesso effetto essenzialista delle vignette.
La vicinanza stilistica al neorealismo e allo stesso tempo all’espressionismo sembra contribuire alla sapiente ed equilibrata miscela tra l’importanza e la grandezza dei temi storici e sociali e il punto di vista personale e umano.

Volendo essere massimamente dettagliati ed esaustivi, *SPOILER* si potrebbe notare che il film, forse per logiche di pubblico, lima qualche punta (come l’argomento della droga), il cui smorzamento potrebbe risultare maggiormente significativo rispetto ad altre necessariamente naturali riduzioni; e allo stesso tempo si espunge molto dell’ultima parte, quella sulla permanenza (temporanea) di Marjane in Iran dopo la fuga dall’Austria.
Vengono invece aggiunte delle gag, che riescono le più spassose delle due opere insieme (il concerto death metal e lo scaccolamento dell’ex). *FINE SPOILER*

Ma in definitiva la sceneggiatura, come si diceva, risulta assai abilmente costruita, mantenendo, nel bicromatismo a due dimensioni, le medesime tematiche e il loro proprio peso specifico.

M. Satrapi, Persepolis, Lizard, 22,50 €
Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi, Persepolis, 2007