Paul Preston – La guerra civile spagnola 1936 – 1939
Nathan febbraio 17th, 2008
Come spesso si è letto sui libri di storia, La guerra civile spagnola fu il banco di prova della seconda guerra mondiale. In essa Hitler testò gli armamenti che il suo apparato industriale e militare stava mettendo a punto. Il bombardamento di Guernica fu la prima operazione che portò alla totale distruzione di una città in un solo pomeriggio ad opera dell’aviazione. Mussolini s’impegnò inviando truppe e armamenti, a Guadalajara incassò un’umiliante sconfitta, a Santander si appropriò di una vittoria solo in parte sua facendo sfilare in pompa magna le sue (non troppo motivate) truppe nelle strade della città. Tutto come da copione.
Ma il libro di Paul Preston ci mostra come la tragedia spagnola degli anni trenta abbia origini più lontane. Affonda le radici nella storica arretratezza di questo paese e nell’incapacità della sinistra di affrontare la complessa modernizzazione attraverso l’unità della sue forze. Le divisioni nei partiti che si richiamavano ai valori del progresso sociale e il complesso intrecciarsi di spinte radicali con scelte moderate indebolirono l’azione del governo a guida repubblicana e socialista, che nei primi anni trenta si trovò a dover affrontare il contraccolpo della crisi del ’29 nella già difficile situazione economica del paese. Dall’altro lato, la violenta arroganza dei latifondisti al sud e della nascente borghesia industriale del nord, in un clima di sommosse contadine e proteste operaie, spostò progressivamente gli equilibri della destra verso posizioni meno legalitarie e più oltranziste.
Le elezioni del ’36, dopo una parentesi di governo a guida conservatrice, riportarono la sinistra al potere. Fu l’avvio del colpo di stato, l’inizio di una guerra civile lunga tre anni che costerà al paese un milione di morti. Francisco Franco, il più giovane dei generali ribelli, tanto abile quanto privo di scrupoli, ne diverrà il Caudillo a colpi di stragi di massa e processi sommari, disseminando in tutto il paese centinaia di fosse comuni che solo negli ultimi anni gli spagnoli hanno deciso di riscoprire.
La politica dell’appeasement inglese, e il conseguente embargo internazionale, condannò le forze accorse in difesa della Repubblica a una sostanziale inferiorità di mezzi di fronte alle più moderne armi fornite da Hitler ai fascisti. Accettare il sostegno di Stalin non fu che una scelta obbligata, una decisione che creò nuove divisioni all’interno del fronte anti-franchista, uccisioni mirate di Trockisti e anarchici da parte di agenti russi e, non ultimo, scontri armati in campo aperto tra le milizie anarchiche della CNT, alleate ai comunisti dissidenti del POUM, e le forze del PCE, armate ed organizzate da Mosca.
Il 1° aprile del 1939 Franco ricevette un telegramma dal Papa per ringraziarlo per l’immensa gioia che la vittoria cattolica della Spagna gli aveva arrecato. Quella che lo stesso Franco aveva ribattezzato “la nuova crociata contro gli infedeli” era conclusa. L’alleanza delle oligarchie industriali e agrarie con i militari e la Chiesa cattolica aveva trionfato.
Immagine: Carta delle fosse comuni franchiste (un censimento provvisorio), da Photospain, Flickr




Interessante suggerimento. Gli spagnoli discutono da anni il tema della “riconciliazione” e di come questa possa avvenire senza dimenticare il tributo alla giustizia e alla memoria dei caduti. Che non sono tutti uguali, per loro come per noi
Deve essere una lettura molto interessante, ed anche un po’ difficile sospetto, ma di sicura attualità!
Mi rendo sempre piùconto che ho enormi lacune che sui fatti storici, e mi piacerebbe tanto colmarle.
Vero è che questi saggi sono un po’ complessi da leggere – diciamo così – avanzatempo!
È per questo che ho apprezzato molto l’inchiesta di Diario di Peppe Cremagnani e Enrico Deaglio che segnali.
Tramite l’articolo, le foto e il dvd, riescono a dare un’ampia panoramica del passato e in particolare del presente che ne deriva. Un modo un po’ più leggere e meno profondo, vero, ma che probabilmente aiuta ad avvicinarsi ai fatti storici anche agli svogliati come me :-)
Ho appena terminato di leggerlo per un esame di Storia della Spagna Contemporanea. SI legge molto facilmente, come tutti i libri di storia scritti da britannici ricchi di sottile humour nero. Secondo me il problema che pone Preston non è solo riguardo alla memoria storica, ma proprio alla strategia dei repubblicani spagnoli, e alla tattica degli anarchici spagnoli. Dice che entrambi sbagliano nel momento cruciale. I repubblicani si scavano la tomba da soli non dando le armi immediatamente ai lavoratori (a Barcellona la CNT-FAI se le prende, infatti là il golpe fallì immediatamente e i miliziani sorpresero anche il generale Mola in Aragona, che militarmente era più preparato di Franco), quindi un vero errore di strategia, tanto che riporta come tesi il concetto espresso da Orwell (che era un miliziano del POUM in Spagna) di un “governo repubblicano che teme più la rivoluzione che i fascisti”. Questo atteggiamento verrà iper-rafforzato dai comunisti etc etc. Gli anarchici a seguito del mancato appoggio repubblicano (un po’ se lo aspettavano anche…) si fanno “fregare” entrando nel governo e rimandando la rivoluzione, in particolare qua Preston riprende Berneri che dice chiaro e tondo che l’unica possibilità è fare una guerra rivoluzionaria che dilaghi dappertutto (abbattere il capitalismo, i governi e gli stati, tanto ormai non c’è più niente da perdere). Questi duplici errori a catena ovviamente permettono anche all’Urss di imporre la linea e di affossare il tutto, se si è forti nelle proprie decisioni, nessuno ti mette i piedi in testa. Ahimè ormai è andata così, e dagli errori si può solo imparare, e forse imitare ciò che di positivo ci han lasciato, cioè che se veramente si vuole, le cose cambiano, anche oggi, anche ora, anche qui nell’italietta.
Purtroppo sembra che imparare dagli errori non sia proprio il forte del genere umano… ma spero che tu abbia ragione e in ogni caso da queste vicende bisogna trarre uno spunto positivo