Archive for Febbraio 17th, 2008

Henning Mankell, I cani di Riga

Sdrucciola Febbraio 17th, 2008

Altro giro, altro Mankell (e di questo passo, anche se rigorosamente in disordine, li recensiremo tutti).

Con i Cani di Riga l’ispettore Wallander lascia per la prima volta la sua Scania per un’avventurosa indagine che lo spinge in Lettonia. Una terra sconosciuta, persa nel dedalo geografico post-sovietico che tra nomi impronunciabili e assonanze finisce per sembrare un tutto compatto e indistinguibile.

Un mondo ancora grigio che si dibatte tra le tentazioni tutte consumistiche dell’Occidente, le spinte nazionaliste e una sola impresa di successo: la criminalità organizzata.

L’indagine sulla morte del maggiore Liepa, poliziotto lettone, coinvolge Wallander nei costumi di un paese dove si sussurra e si intende più che dire, e il suo coraggio è messo a dura prova.

Una volta di più, la forza del racconto è tutta nella miscela dei delitti, delle atmosfere evocate e della sbilenca normalità di Wallander. Uno che pensa seriamente di mollare tutto per andare a fare l’esperto di sicurezza, ma non può fare a meno di assecondare quella voce interiore che senza retorica lo spinge ad arrivare fino in fondo.

Henning Mankell, I cani di Riga, Marsilio, € 8

In attesa di Millar

Sdrucciola Febbraio 17th, 2008

Di solito qui a Sottotomo non ci curiamo troppo di diffondere notizie che potete trovare altrove in modo più preciso e aggiornato (sì, siamo incredibilmente pigri e fieri delle nostre cattive abitudini).

In queste rigide giornate invernali però, i fan di Martin Millar saranno felici di sapere che l’autore di Fate a New York li aspetta a marzo in libreria con Ragazze lupo, di cui si sa che è una sorta di fantasy, che c’entrano i licantropi (ma dai?) e naturalmente, la musica.

Un bel modo per festeggiare l’arrivo della primavera, no?

Paul Preston - La guerra civile spagnola 1936 - 1939

Nathan Febbraio 17th, 2008

Come spesso si è letto sui libri di storia, La guerra civile spagnola fu il banco di prova della seconda guerra mondiale. In essa Hitler testò gli armamenti che il suo apparato industriale e militare stava mettendo a punto. Il bombardamento di Guernica fu la prima operazione che portò alla totale distruzione di una città in un solo pomeriggio ad opera dell’aviazione. Mussolini s’impegnò inviando truppe e armamenti, a Guadalajara incassò un’umiliante sconfitta, a Santander si appropriò di una vittoria solo in parte sua facendo sfilare in pompa magna le sue (non troppo motivate) truppe nelle strade della città. Tutto come da copione.

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Ma il libro di Paul Preston ci mostra come la tragedia spagnola degli anni trenta abbia origini più lontane. Affonda le radici nella storica arretratezza di questo paese e nell’incapacità della sinistra di affrontare la complessa modernizzazione attraverso l’unità della sue forze. Le divisioni nei partiti che si richiamavano ai valori del progresso sociale e il complesso intrecciarsi di spinte radicali con scelte moderate indebolirono l’azione del governo a guida repubblicana e socialista, che nei primi anni trenta si trovò a dover affrontare il contraccolpo della crisi del ‘29 nella già difficile situazione economica del paese. Dall’altro lato, la violenta arroganza dei latifondisti al sud e della nascente borghesia industriale del nord, in un clima di sommosse contadine e proteste operaie, spostò progressivamente gli equilibri della destra verso posizioni meno legalitarie e più oltranziste.

Le elezioni del ‘36, dopo una parentesi di governo a guida conservatrice, riportarono la sinistra al potere. Fu l’avvio del colpo di stato, l’inizio di una guerra civile lunga tre anni che costerà al paese un milione di morti. Francisco Franco, il più giovane dei generali ribelli, tanto abile quanto privo di scrupoli, ne diverrà il Caudillo a colpi di stragi di massa e processi sommari, disseminando in tutto il paese centinaia di fosse comuni che solo negli ultimi anni gli spagnoli hanno deciso di riscoprire.

La politica dell’appeasement inglese, e il conseguente embargo internazionale, condannò le forze accorse in difesa della Repubblica a una sostanziale inferiorità di mezzi di fronte alle più moderne armi fornite da Hitler ai fascisti. Accettare il sostegno di Stalin non fu che una scelta obbligata, una decisione che creò nuove divisioni all’interno del fronte anti-franchista, uccisioni mirate di Trockisti e anarchici da parte di agenti russi e, non ultimo, scontri armati in campo aperto tra le milizie anarchiche della CNT, alleate ai comunisti dissidenti del POUM, e le forze del PCE, armate ed organizzate da Mosca.

Il 1° aprile del 1939 Franco ricevette un telegramma dal Papa per ringraziarlo per l’immensa gioia che la vittoria cattolica della Spagna gli aveva arrecato. Quella che lo stesso Franco che aveva ribattezzato “la nuova crociata contro gli infedeli” era conclusa. L’alleanza delle oligarchie industriali e agrarie con i militari e la Chiesa cattolica aveva trionfato.

Immagine: Carta delle fosse comuni franchiste (un censimento provvisorio), da Photospain, Flickr

Paul Preston, La guerra civile spagnola, Mondadori, € 7,80