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	<title>Commenti a: Murakami Haruki &#8211; L&#8217;uccello che girava le viti del mondo</title>
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	<description>Sottolineature e recensioni</description>
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		<title>Di: Sottotomo &#187; Blog Archive &#187; Murakami Haruki - Kafka sulla spiaggia</title>
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		<dc:creator>Sottotomo &#187; Blog Archive &#187; Murakami Haruki - Kafka sulla spiaggia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 14:12:37 +0000</pubDate>
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		<description>[...] A ogni passo in questo mondo ovattato si avverte uno scricchiolio che sottolinea il silenzio. Come L&#8217;uccello che girava le vite del mondo, anche questo è un libro del perdersi e [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] A ogni passo in questo mondo ovattato si avverte uno scricchiolio che sottolinea il silenzio. Come L&#8217;uccello che girava le vite del mondo, anche questo è un libro del perdersi e [...]</p>
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		<title>Di: Sdrucciola</title>
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		<dc:creator>Sdrucciola</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 15:44:03 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissimo, non ho quasi parole, grazie di cuore a Panzallaria per il conisglio e a Nathan per le sottolineature</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo, non ho quasi parole, grazie di cuore a Panzallaria per il conisglio e a Nathan per le sottolineature</p>
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		<title>Di: Nathan</title>
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		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 17:52:48 +0000</pubDate>
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		<description>@panz
come avrei potuto scrivere la recensione di un libro che non ho letto?
fossi capace, avrei fatto il giornalista :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@panz<br />
come avrei potuto scrivere la recensione di un libro che non ho letto?<br />
fossi capace, avrei fatto il giornalista :-)</p>
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		<title>Di: Panzallaria</title>
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		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 11:40:56 +0000</pubDate>
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		<description>Nathan sono pienamente d&#039;accordo con te. La recensione forse dovevi farla tu perché sei riuscito a dire quel che per me era intricato.

Io me li sento addosso tutti. E quando ho letto Tokio Blues ecco, ricordo perfettamente il senso di pieno e vuoto che ho provato quando l&#039;ho finito su di una spiaggia dell&#039;Isola del giglio e quanto l&#039;ho sentito mio.

Verissimo quel che dici sull&#039;impressione di non capire bene i fili e poi scoprire che ad un certo punto servono tutti...

questo libro, in particolare mi ha chiamata, in un momento in cui anche io, come il protagonista, ho bisogno di andare in fondo ad un pozzo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nathan sono pienamente d&#8217;accordo con te. La recensione forse dovevi farla tu perché sei riuscito a dire quel che per me era intricato.</p>
<p>Io me li sento addosso tutti. E quando ho letto Tokio Blues ecco, ricordo perfettamente il senso di pieno e vuoto che ho provato quando l&#8217;ho finito su di una spiaggia dell&#8217;Isola del giglio e quanto l&#8217;ho sentito mio.</p>
<p>Verissimo quel che dici sull&#8217;impressione di non capire bene i fili e poi scoprire che ad un certo punto servono tutti&#8230;</p>
<p>questo libro, in particolare mi ha chiamata, in un momento in cui anche io, come il protagonista, ho bisogno di andare in fondo ad un pozzo&#8230;</p>
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		<title>Di: Sdrucciola</title>
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		<dc:creator>Sdrucciola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 08:11:03 +0000</pubDate>
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		<description>Mhm... io di Murakami ho letto poco ma ho ricavato un&#039;impressione molto simile alla tua</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mhm&#8230; io di Murakami ho letto poco ma ho ricavato un&#8217;impressione molto simile alla tua</p>
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		<title>Di: Nathan</title>
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		<dc:creator>Nathan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 22:07:25 +0000</pubDate>
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		<description>io credo sinceramente che Murakami sia dotato di oscuri poteri stregoneschi. 

i suoi libri mi lasciano sempre addosso quel gusto impalpabile dell&#039;enigma. 

il suo filone intimista, quello che parte da Tokyo blues passando per La ragazza dello Sputnik e A sud del confine a ovest del sole è quello che mi lascia più basito. Sono libri in cui sembra che non succeda nulla, che i personaggi siano lì a soffiarsi il fumo in faccia ascoltando il rumore che fa l&#039;angoscia che si agita nel loro animo. E io me lo chiedo: che ci stanno a fare questi personaggi messi lì a guardarsi e che ci faccio io qui in questo momento a guardare loro? Me lo chiedo mentre sto leggendo. Ma solo alla fine mi do una risposta, quando chiudo il libro e gli assegno un posto sulla libreria, quando uscendo di casa cammino sul cordolo del marciapiede riascoltando le voci di Toru e di Hajime che mi risuonano tra le orecchie e mi accorgo che mi mancano e sento palpabile la certezza che hanno portato con sé qualcosa di profondo che c&#039;è in me.

E poi c&#039;è questo Uccello che girava le viti del mondo (che non ho ancora letto) oppure 
La fine del mondo e il paese delle meraviglie, l&#039;altro lato di Murakami, quello filosofico-allegorico, la faccia opposta della sua (quell&#039;altra) scrittura depressiva, quella in cui esplodono le immagini, i concatenamenti, le trame complesse, i significati reconditi. Quella che so apprezzare di meno, per un limite mio. 

ma è un mago quest&#039;uomo, il più americano dei giapponesi, lo scrittore dalla poetica bifacciale...

sono anni che non prendo in mano un suo libro. i tempi sono di nuovo maturi.

grazie panz! 

uff, quanto scrivo però</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io credo sinceramente che Murakami sia dotato di oscuri poteri stregoneschi. </p>
<p>i suoi libri mi lasciano sempre addosso quel gusto impalpabile dell&#8217;enigma. </p>
<p>il suo filone intimista, quello che parte da Tokyo blues passando per La ragazza dello Sputnik e A sud del confine a ovest del sole è quello che mi lascia più basito. Sono libri in cui sembra che non succeda nulla, che i personaggi siano lì a soffiarsi il fumo in faccia ascoltando il rumore che fa l&#8217;angoscia che si agita nel loro animo. E io me lo chiedo: che ci stanno a fare questi personaggi messi lì a guardarsi e che ci faccio io qui in questo momento a guardare loro? Me lo chiedo mentre sto leggendo. Ma solo alla fine mi do una risposta, quando chiudo il libro e gli assegno un posto sulla libreria, quando uscendo di casa cammino sul cordolo del marciapiede riascoltando le voci di Toru e di Hajime che mi risuonano tra le orecchie e mi accorgo che mi mancano e sento palpabile la certezza che hanno portato con sé qualcosa di profondo che c&#8217;è in me.</p>
<p>E poi c&#8217;è questo Uccello che girava le viti del mondo (che non ho ancora letto) oppure<br />
La fine del mondo e il paese delle meraviglie, l&#8217;altro lato di Murakami, quello filosofico-allegorico, la faccia opposta della sua (quell&#8217;altra) scrittura depressiva, quella in cui esplodono le immagini, i concatenamenti, le trame complesse, i significati reconditi. Quella che so apprezzare di meno, per un limite mio. </p>
<p>ma è un mago quest&#8217;uomo, il più americano dei giapponesi, lo scrittore dalla poetica bifacciale&#8230;</p>
<p>sono anni che non prendo in mano un suo libro. i tempi sono di nuovo maturi.</p>
<p>grazie panz! </p>
<p>uff, quanto scrivo però</p>
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