Murakami Haruki - L’uccello che girava le viti del mondo
Panzallaria Dicembre 17th, 2007
Un libro lunghissimo: 833 pagine. Un viaggio onirico al fondo del pozzo della propria anima, della propria vita.
Un uomo ha costruito, ha lavorato, ha composto un quadro esatto della propria esistenza. Un giorno si ferma, decide di smettere di fare un lavoro che non ama. Poi perde il gatto. Poi riceve delle telefonate e sparisce la moglie.
Eventi apparentemente scollegati trovano un filo rosso che conduce il protagonista di questa storia a capire delle cose e a conoscere una selva di personaggi molto particolari, ognuno dei quali avrà qualcosa da insegnare, una catarsi da raccontare.
Il “Signor Giraviti” dovrà calarsi nel pozzo delle proprie inadeguatezze, della debolezza che ognuno di noi coltiva nella vita e passare attraverso a cose e persone che lo porteranno a capirci qualcosa in quel gran intrigo che sono gli eventi del momento.
Questo “librone” si legge con piacere, a tratti senza capire davvero dove voglia andare a parare ma con l’ansia di arrivare al fondo. Questo libro insegna che bisogna partire sempre dalle piccole cose senza importanza, per arrivare al nocciolo della questione.
Per alcuni, come la sottoscritta, diventa una scommessa.
Avevo scommesso che alla fine avrei capito delle cose di me. Avrei srotolato alcuni gomitoli, apparentemente lontani dal libro stesso.
Ho vinto la scommessa e la ripropongo a voi.
Murakami Haruki, L’uccello che girava le viti del mondo, Torino, Einaudi, 2007. € 16,50
