Archive for ottobre, 2007

Il Sergente

Sdrucciola ottobre 31st, 2007

Intenso ed emotivo in un bel senso che ti prende alla pancia, un grande omaggio al libro di Rigoni Stern. Se non siete uno del milione di italiani che ieri sera hanno visto Il sergente di Marco Paolini su la7 dovrete temo aspettare il dvd (o una pietosa replica). In ogni caso qui potete sentirlo raccontare dal suo autore.

Il più bel libro mai scritto

Sdrucciola ottobre 27th, 2007

Non è un’astuta mossa di marketing, questo post nasce da una delle periodiche letture delle parole cercate su google che portano a Sottotomo (l’unica cosa che qui giustifica l’uso delle statistiche).

Vorrei davvero conoscere il signore o la signora o il ragazzino che una mattina si è svegliato e ha deciso: “basta ciarpame, al diavolo le quarte di copertina, San Google mi dirà la verità sull’unica lettura davvero degna!”.

Tanto per giocare, ho provato a farlo anch’io (senza usare le virgolette, come il nostro visitatore). Nell’ordine sono comparsi:
- thread del forum “hardware upgrade” i cui utenti a quanto pare non sono solo smanettoni
- thread del forum “il bello della vita” che se la gioca malissimo partendo da Coehlo
- post di CreativeClassic intitolato “il più bel post mai scritto in un blog (potenzilamente”) in cui si parla di biblioteca oplepiana
- thread del forum girl power dedicato al più bel libro di Harry Potter

Infine: forse lo stesso utente, non soddisfatto delle risposte trovate qui, ha riformulato la domanda in più affrontabile “qual è il più bel libro che abbiate mail letto?” e l’ha posta a Yahoo Answers. Quella che lo stesso utente ha giudicato miglior risposta è Il piccolo principe e francamente lette le altre sono perfettamente d’accordo con la sua scelta.

La soluzione del mistero: San Google ha condotto qui l’utente per via di questo post.
Mi sa che ci ha rinunciato…

Incontro con Tony Wheeler

Sdrucciola ottobre 27th, 2007

wheeler.jpgVenerdì 26 ottobre Tony Wheeler ha incontrato i lettori nello spazio White Stand Adventure a Milano, per presentare il suo nuovo libro Bad Lands.

Mr Lonely Planet, il cui humor avevo già avuto modo di apprezzare a Mantova, è reduce da un’impresa non trascurabile: tantare di raccontare il turismo in quei paesi che per qualche democrazia occidentale appartengono al cosidetto asse del male.

La prima domanda è abbastanza ovvia: quali sono stati i criteri di scelta per includere una nazione nel libro?
Tony sfodera a questo punto il suo “cattivometro”, un metodo di selezione che gli permette di creare gerarchie di malvagità in base a tre parametri:
1) il trattamento riservato ai propri cittadini
2) una politica estera più o meno aggressiva
3) il sostegno dato al terrorismo
La presenza di un dittatore aggiunge qualche punto extra.

Ora, a voler essere neanche troppo polemici si potrebbe chiedere a Tony Wheeler perché non ha incluso nella lista, che va dalla Corea del Nord alla Libia, gli Stati Uniti.
Per il primo punto basta pensare alle migliaia di vite lasciate perire dopo il passaggio di Katrina, per il secondo e il terzo non occorre andare a pescare nella controinformazione, basta un buon libro di storia.

Altro punto caldo, sollevato da Alfredo Somoza che con Claudio Agostoni interlocuiva con Wheeler, la questione della legittimità del turismo in nazioni schiacciate da dittature. Ovviamente il riferimento diretto è alla Birmania, Lonely Planet fu aspramente criticata quando ne pubblicò la guida perché secondo la stessa opposizione birmana il turismo viene utilizzato dal regime per mantenere una falsa immagine del paese.

Tony ha risposto che avendo molti amici birmani si è posto la stessa domanda, arrivando alla conclusione che se è vero che il turismo arricchisce la parte sbagliata della nazione è anche vero che è un veicolo unico di passaggio delle informazioni, ricordando che molte immagini e filmati birmani ci sono arrivati grazie appunto ai turisti.

La descrizione di Gheddafi, dittatore versione Michael Jackson, e gli aneddoti sulla metropolitana nord coreana sono molto divertenti.

La risposta data da Wheeler alla questione del terrorismo è però estremamente superficiale e lascia un po’ perplessi. Basta dire che si tratta di un crimine e non di una guerra per chiudere la questione? È possibile che un uomo che ha attraversato ogni angolo del pianeta non abbia qualcos’altro da dire sull’argomento?

La mia impressione è che si tratti di un impasto di diplomazia maturata sul campo e un po’ di leggerezza, spero che la lettura del libro offra considerazioni più significative per comprendere i paesi di cui parla.

P.s. La sorpresa più gradita dell’incontro è stata la presenza dell’ormai mitica Signora Interprete che anche questa volta ha fatto un lavoro eccellente

Nathan Englander – Il ministero dei casi speciali

Sdrucciola ottobre 25th, 2007

englander_cirox.jpgNon so se giusto usare, come fa Gad Lerner, il termine “capolavoro”, ma di sicuro è quello di Englander è uno dei più bei libri in circolazione.

Kaddish Poznan è un signore che di mestiere fa il cancellatore di memorie scomode, peccato che nel 1976, in Argentina, la sua modesta e amichevole attività familiare sia spodestata da un’impresa di Stato, assai più determinata nel rimuovere non solo i nomi ma le vite dei propri cittadini.

Un’altra dittatura insomma, ma qui il punto di vista è molto diverso da quello di Anna Funder, anche se il senso di frustrazione e di insopportabile ingiustizia è lo stesso.

Englander non sarà il solo che ha scelto di occuparsi di questo momento nella storia della sopraffazione umana, ma il modo in cui riesce a farlo intrecciando individualità e collettività (argentine, ebree) è ammirevole.

Dicono che l’autore abbia lavorato moltissimo al testo, leggendo le prime pagine si intuisce che è stato soprattutto un lavoro di sottrazione, e il risultato è che si fatica un po’ a entrare nella storia, a orientarsi nello scenario iniziale.
Ma è una piccolo sforzo ampiamente ripagato dai successivi capitoli e nel complesso da un libro che riesce a emozionare schivando ogni sentimentalismo.

Nathan Englander, Il ministero dei casi speciali, Mondadori, 18 euro

Foto: Cirox

Sul cinema

Panzallaria ottobre 24th, 2007

Succede che un appassionato di cinema e letteratura, nonché ex caporedattore di una rivista, nonché editor per alcune agenzie di Bologna, scriva alcune recensioni per una pubblicazione universitaria e che – a causa di disaccordi con il direttore – non vengono pubblicate.

Succede che queste recensioni sono il frutto di grande lavoro e studio “matto e disperatissimo” di un’estate.

Succede che – per fortuna – il social network, web 2.0, democrazia digitale (chiamatelo un po’ come volete) dia la possibilità di rendere pubblico e fruibile il proprio lavoro.

Succede che a Sottotomo queste cose piacciano e abbia voglia di segnalarle.

I film e relative recensioni in questione sono:

  • Il viaggio di Levi di Davide Ferrario
  • Aria Salata di Alessandro Gentilini
  • H2Odio di Alex Infascelli

e questo il link per leggersele tutte

Il blog è quello del Dottor Carlo

Arterìa racconta – concorso letterario

Panzallaria ottobre 22nd, 2007

Arterìa è un progetto di promozione culturale e artistica nella città di Bologna.

Arterìa è un locale dove succedono delle cose.

Arterìa promuove un concorso letterario a tema: Arterìa racconta.

Ogni due mesi la redazione proporrà un tema, una variazione.
I racconti dovranno essere inediti, avere una lunghezza di massimo 5 cartelle (9000 caratteri spazi inclusi) e dovranno essere inviati a ufficiostampa@arteria.bo.it.

Ogni due mesi la redazione selezionerà 5 tra i racconti pervenuti che verranno pubblicati sul blog Arteria Racconta e successivamente letti in pubblico dagli autori durante gli aperitivi letterari organizzati da Arterìa Racconta.

L’Arterìa prevede la pubblicazione di un volume, “Arterìa Racconta”, comprendente i migliori scritti pervenuti in redazione.
La prima variazione è dedicata a Bologna, alla Bologna vissuta o sognata, alla Bologna che non c’è più, alla Bologna che vuole sopravvivere, “giocata fra case e osterie”.

Termine per l’invio del racconto è il 31 dicembre 2007.

C’è un blog da cui potete saperne di più e conoscere i dettagli per partecipare.

Anna Funder – C’era una volta la DDR

Sdrucciola ottobre 17th, 2007

funder.jpgSappiamo quello dici, perché ti ascoltiamo; quello che pensi, perché siamo noi a convincertene; quello che sogni, perché siamo noi ad avertelo negato; quello che vedi, perché il tuo orizzonte è quello che abbiamo costruito per te… ciò che nessuno sceneggiatore di fantascienza riuscirebbe mai a concepire con tanta precisione è esistito e si chiamava Stasiland.

Anna Funder è una giornalista australiana che si è assunta un compito davvero improbo: raccogliere le memorie e i racconti di persone che, da un lato e dall’altro della dittatura, hanno vissuto la lunga stagione della Ddr.

Le storie, grazie alla scrittura scorrevole e partecipe di Anna, diventano vive e sembra quasi di vedere i volti di Julia, di Miriam, di tutti coloro che sono caduti vittime di un regime che non si accontentava di essere rispettato ma pretendeva amore e costruiva un “muro mentale” penetrando nelle coscienze delle persone.

Come dice perfettamente Nick Hornby nella recensione apparsa su Internazionale:

Uno degli inattesi punti di forza del libro è che le storie trovate da Funder sono inverosimili. Ma nonostante tutto, e contro qualunque regola del buon senso, sembrano rievocare, illuminare e illustrare verità più grandi.

Basta leggere uno dei dialoghi surreali riportati nel libro:

“Signorina, lei non è disoccupata” tuonò.
“Certo che sono disoccupata” disse Julia. “Se no che ci farei qui?”.
“Questo è l’ufficio per l’occupazione, non l’ufficio per la disoccupazione. Lei non è disoccupata, è in cerca di lavoro.”
Julia non si scompose. “Sono in cerca di lavoro” disse “perché sono disoccupata.”
La donna si mise a gridare così forte che quelli in coda si fecero piccoli piccoli. “ho detto che lei non è disoccupata! Sta cercando lavoro!” E poi, quasi isterica: “Non esiste la disoccupazione nella Repubblica democratica tedesca!”

Fa sorridere, ha ragione Hornby, ma prima e dopo questo dialogo ci sono persone straziate spiritualmente e fisicamente, ci sono gli allucinanti ricordi degli agenti che hanno fino all’ultimo istante servito la grande macchina che doveva proteggere la Ddr dal suo grande nemico, il suo popolo…

Un grazie fortissimo a Michela per avermi consigliato un libro che ha il raro talento di informare ed emozionare insieme!

Anna Funder, C’era una volta la Ddr, Feltrinelli, 15 €

Neil Gaiman, Terry Pratchett – Buona Apocalisse a tutti!

Sdrucciola ottobre 11th, 2007

gaiman1.jpg

Ragazzi! Provocare Armageddon può essere pericoloso. Non tentate di farlo entro le pareti domestiche

Nel 1990 è successa una cosa davvero straordinaria: due brillanti autori inglesi con una spiccata predilezione per l’assurdo e un certo tipo di scrittura paradossale hanno deciso di unire penne, humor e cervelli per dare vita a un romanzo che avesse per tema l’Apocalisse.

Sono una coppia professionale anche due dei protagonisti, Crowley e Azraphel, demone e angelo da qualche secolo distaccati tra gli umani col preciso scopo di portare acqua al rispettivo mulino. Nel romanzo si parla della tangenziale di Londra, ma è abbastanza sicuro che anche il Grande Raccordo Anulare sia opera del diabolico Crowley.

Immaginate i due come consulenti sguinzagliati a tempo idefinito in una grande azienda… ovviamente faranno l’ indispensabile per portare ai capi qualche risultato e per il resto, beh se la godranno alla grande procastinando la fine il più a lungo possibile.

Per loro sfortuna, La Fine è già stata scritta nel libro dell’Apocalisse e nelle belle e accurate profezie di Agnes Nutter e non sarà semplice seguire le tracce del giovane Anticristo per scongiurarla.

Certo, nel 1990 forse leggere un libro sull’Apocalisse aveva tutto un altro senso rispetto a oggi, ma nonostante l’enorme, incomprensibile ritardo con cui questa storia ci è arrivata e qualche incertezza nella traduzione, rimane una delle letture più divertenti e “salvavita” dell’anno.

Terry Pratchett, Neil Gaiman, Buona Apocalisse a tutti!, Mondadori, 16 euro

Nobel 2007: Doris Lessing

Sdrucciola ottobre 11th, 2007

La notizia l’avrete già letta: il premio Nobel della letteratura è andato a Doris Lessing che zitta zitta ha battuto lo stra-favorito Roth. L’annuncio è stato dato all’una e in questo momento (due e quaranta) la voce su Wikipedia è già aggiornata. Anche questa è una notizia.

La motivazione sembra scritta da Rob Brezsny e recita: “that epicist of the female experience, who with scepticism, fire and visionary power has subjected a divided civilisation to scrutiny”.

Una volta tanto posso dire di aver letto qualcosa del vincitore del premio (Pamuk lo scorso anno è stato una delle rare eccezioni) ma confesso che i suoi Racconti africani non mi hanno lasciato molto.

Se volete sapere con quale criterio vengono selezionati i premiati o cosa mangiano a colazione i membri dell’Accademia potete scrivere al professor Horace Engdahl, segretario permanente.

Sergio Maistrello – La parte abitata della Rete

Panzallaria ottobre 8th, 2007

Immagine di La parte abitata della Rete

Una guida turistica: questo è – secondo una felice definizione dell’autore- La parte abitata della Rete.

Una guida per turisti a spasso per il Social web. Per chi vuole approfondire, trovare spunti di riflessione o anche solo conoscere gli strumenti che hanno sancito l’epoca del web 2.0.
Una guida turistica molto utile per chi lavora con la Rete ma anche per chi con la Rete fa viaggiare la propria immaginazione, conosce, trova libri interessanti da leggere, si forma pareri su questioni poco gettonate da altri media e – soprattutto – condivide opinioni e contenuti.

Un libro che consiglio vivamente. E non solo perché è scritto bene, è chiaro e arriva da chi con la Rete ci lavora quotidianamente, ma anche perché l’autore è da molto tempo uno dei pochi in Italia ad avere uno sguardo lungimirante e critico in maniera equilibrata su come certe forme di scrittura, condivisione e socialità virtuale stiano modificando i nostri sistemi di pensiero, le categorie dello spirito e le questioni di potere consolidate nel tempo.

S. Maistrello, La parte abitata della Rete, Hops, Tecniche Nuove, 2007, Euro 14,90

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