Festivaletteratura- Robert Fisk e Amira Hass

Sdrucciola Settembre 11th, 2007

hass.jpgEsistono due tipi di reporter: ci sono quelli che raccontano gli eventi mantenendo con precisione certosina l’equilibrio tra le voci, senza alcuna differenza.
Poi ci sono quelli che non dimenticano di essere uomini.

Sono quelli come Robert Fisk e Amira Hass, giornalisti che guardano, ascoltano, cercano senza mai cancellare la propria umanità, che non significa affatto scrivere per commuovere ma prendere consapevolmente e appasionatamente posizione. Del resto, chiede provocatoriamente Fisk, voi darete lo stesso spazio a una vittima dei lager e al suo persecutore?

E allora perché lasciamo che altri giornalisti usino la parola “scontri” quando raccontano la morte dei bambini nei territori occupati?
Perché Sharon diventa “presumibilmente responsabile” del massacro di Sabra Chatila, se a certificarlo è stata una commissione d’indagine israeliana?
Perché accettiamo la morte dei civili in Medioriente con la stessa rassegnata fatalità riservata agli uragani?

Robert Fisk, che vive in Libano, e Amira Hass, che scrive in Isarele per
Haaretz, non sono degli eroi. Sono delle persone che hanno deciso di fare in modo dignitoso e onesto il loro mestiere e hanno il coraggio di farlo in una delle zone più tormentate del pianeta, con tutto quel che ne consegue.

Il minimo che possiamo fare, è ascoltarli.

La prima domanda è spietata: “siete ottimisti?” La risposta, per quanto articolata, non lascia speranze e la loro sfiducia nel futuro è drammaticamente convincente.

Amira Hass sarà il 5 ottobre a Ferrara, per la festa di Internazionale.

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