Festivaletteratura 2007- Chuck Palahniuk
Sdrucciola Settembre 10th, 2007
Premessa: questo post si autodenuncia immediatamente come groupistico e letterariamente irrilvante, ma data la portata dell’incontro so che capirete.
Del resto non capita tutti i giorni di trovarsi faccia a faccia con Chuck e farsi fotografare con lui tenendo in mano un bouquet da sposa insieme ad altre due pregevoli squinternate (grazie a Pelo e Gavino per la pazienza e la presenza).
Turbamenti a parte, l’evento ha permesso di apprendere quanto segue:
1. Si pronuncia Polenik, non Palaniuk. Pazienza, resterà comunque e sempre Palafuff, Palaciucc e quant’altro la fantasia ci suggerisca.
2. Tullio Avoledo è come i suoi libri: supponente. Azzeccare qualche domanda non gli fa perdonare una frase decisamente infelice all’indirizzo del tendone (”e dopo ci saranno delle domande del pubblico che si spera siano intelligenti quanto le risposte”)
3. Chuck è disponibile, si vede che prende come un ingrato lavoro questi tour promozionali ma in fondo non lo fa pesare più di tanto. Passate voi due ore a farvi fotografare e firmare autografi…
4. Di tutte le cose dette, e sono molte, quella che mi è rimasta impressa è la semplice dichiarazione: “io non invento niente, mi limito ad ascoltare storie e trasformarle in altre parole”.
Nello specifico, sostiene, il suo ruolo è tirar fuori quelle parole che ci permettono di discutere le storie e le cose. Esisteva gente che si picchiava in quel modo e con quei riti anche prima del fight club, ma ora c’è la parola e quel mondo può diventare oggetto di un discorso, il suo e naturalmente il nostro.
5. Le grandi orecchie di Palaciucc sono al servizio dei suoi amici e di chiunque abbia una storia da raccontare.
6. Se show ha da essere, Palaciucc fa le cose per bene, invitando il pubblico a prendere una cartolina precompilata e inviargli una domanda in cambio di un prezioso gadget. La folla si avventa su di lui, Avoledo finge indifferenza, i timidi rosicano.
7. La lavorazione di Fight Club, a detta di Palafuff, è stata un vero incubo. Quella di Choke, con Angelica Houston e Sam Rockwell, estremamente divertente e i presupposti perché il film sia un successo ci sono tutti (spendendo pure molto ma molto meno). L’altra buona notizia, o cattiva a seconda dei punti di vista, è che è in lavorazione un film tratto da Invisible Monsters.
8. Avoledo a volte ha ragione. Le domande sono demenziali e ruotano attorno all’asse “hai letto/ti sei ispirato a” suscitando occhiate al cielo e sospiri del povero Chuck che di certo non pensava di dover discutere dei suoi ipotetici legami con uno sconosciuto scrittore anarchico.
9. La frase “beata Anna Frank, lei almeno non ha dovuto fare il tour promozionale” è stata effettivamente pronunciata da un’amica scrittrice di Palafuff, di cui non ritiene opportuno svelare il nome.
10. Mille domande sono rimaste senza risposta, semplicemente perchè nessuno le ha poste. Peccato

Come tu stessa ammetti, la mia frase si è rivelata profetica. Fra parentesi, che Chuck non ami la Pivano è cosa nota da tempo, e ben ripresa su internet.
Personalmente considero “infelice” un’affermazione che si riveli sbagliata. Non quella cui ti riferisci, quindi. Le domande, tranne una, sono state effettivamente sprecate.
Poi non credo di essere stato, come dici, “supponente”. Certo ero teso, molto emozionato. Ma non ho finto niente. Men che meno indifferenza. In quel momento di disordine e di ressa, ero anzi molto preoccupato per i miei due bambini, che erano fra il pubblico.
Avrei voglia di commentare a mia volta il tuo stile, questo sì davvero supponente. Ma ti lascio alle tue convinzioni, e al tuo blog.
L’affermazione è infelice perché preventiva, a nessuno piace essere trattato da imbecille prima di aver detto qualcosa di imbecille (e questo trattamento in genere favorisce l’imbecillità).
Le mie convinzioni, come i suoi bambini, a volte pensano che sia molto più divertente starsene sul prato che in prima fila. Magari si vede meno bene ma questo permette di concentrarsi su quello che si ascolta
adoro le persone con autocritica e senso dell’ironia, soprattutto se sono scrittori.
E il giochino dello specchio riflesso di solito si smette a 10 anni :P
Auspicare che le domande siano intelligenti non mi sembra di per sé un’offesa. Oltretutto Chuck era stato martirizzato per tutta la mattina (tanto da dover saltare il pranzo) da domande da parte di giornalisti che non avevano mai letto un rigo delle sue opere, quindi mi sentivo maternamente protettivo nei suoi confronti. Personalmente avrei preferito sedermi anch’io sul prato, con i miei figli. Presentare l’incontro è stata una responsabilità e una bella fatica, da cui oltretutto avevo ricavato un’unica ricompensa: quella di ritenere di non aver fatto un lavoro di merda. Ricompensa che il commento di Sdrucciola mi ha in parte tolto.
Altro non ci ho guadagnato, da quel pomeriggio mantovano. Quantunque invitato, la sera non sono andato a cena con Chuck, come hanno fatto altri autori. E alla fine dell’incontro mi sono messo in fila per farmi autografare i miei libri. In fondo alla fila.
Non ho capito il commento di //. Cos’è il gioco dello specchio riflesso? Mi sa che mi sono perso qualcosa, a 10 anni o anche dopo.
Ciao.
Ora sappiamo quale sarà il prossimo nome del Palasharp di Milano :P
ero anzi molto preoccupato per i miei due bambini, che erano fra il pubblico.
BUUUMM!!
ahahahahahaha
(ah, tullio, tesoro, se vuoi saperlo, secondo me la frase veramente supponente che hai detto era quella tipo “abbandona calvino, leggi palahniuk”: con tutto il rispetto e la stima, e il groupismo, anche, per chuck (sennò non saremmo state lì), ho idea che calvino abbia ancora qualcosa di più da insegnare a un giovane italiano con la passione per la scrittura)
(specchio riflesso si gioca più o meno così:
- tu sei una cacca -
- tu di più -
- specchio riflesso buttati nel cesso -
- nooo specchio riflesso senza ritorno -
e qui di solito finiva che ci si menava.
specchio riflesso senza ritorno era imbattibile.
se ne vuoi un’analisi più fuor di metafora, specchio riflesso consiste nel rivoltare le critiche a chi te le ha fatte senza argomentare minimamente)
cazzo ma è il vero avoledo che ha scritto qui? no, dico, ma non ha nulla di meglio da fare che rispondere a questa sfigata amica di sfigate? addirittura lo squallido commento di questa decerebrata gli ha tolto la ricompensa per il lavoro svolto?!?!?
mamma che squallore…
e comunque avoledo (o chi per lui)…a quante interviste del mattino hai assistito? tutta gente che non aveva mai letto nulla? quante domande hai copiato invece?
rock’n'roll!
bel post davvero!!!
anch’io ero presente a questo incontro del Festivaletteratura ed anch’io ho potuto ascoltare le “bizzarre” e (se mi posso permettere) inutili e anche un pò stupide domande del pubblico (quella che citi di un Chuck Anarchico devo ammettere che è la migliore…)
se qualcuno vuole ascoltare l’audio (non molto pulito) di questa strana intervista vada nella mia pagina YouTube:
http://www.youtube.com/BlackRainbow5787
Povero Tullio, avrei voluto vedere qualcun altro a passare un pomeriggio intero a parlare di Chuck Palahniuk, e soprattutto con Chuck a pochi centimetri di distanza! Mi fa rabbia il fatto che abbia saltato il pranzo, per colpa di giornalisti che gli facevano domande, senza aver mai letto neanche un suo romanzo, e provo un pò di vergona inoltre. Sembra una banalità, ma a me dispiace, non è tanto difficile fare bella figura! E non parlo di formalità o convenzioni, ma del semplice fatto che avrebbe dovuto avere più spazio chi era veramente interessato. Chuck non è un idiota e non credo che generalizzi, ma quando gli verrà chiesto dell’Italia, si baserà su questi rari eventi..