Montecristo: un po’ Opera, un po’ imprecazione

iorek luglio 16th, 2007

Il Conte di Montecristo

Per la serie di – Luttaziana memoria – “La Letteratura per chi non ha tempo da perdere

ATTENZIONE:
La presente cronaca contiene NUMEROSI SPOILER. Se siete tanto pazzi da voler leggere l’originale, non leggete da qui in poi.
Sto leggendo questa opera titanica, madre legittima di ogni soap opera, e mi sembra giusto condividere con voi lo strazio.

L’edizione in mio possesso è introdotta da una prefazione di Umberto Eco, il quale ne descrive i difetti (arcinoti, dovuti soprattutto al fatto che Alexandre Dumas venne pagato a righe) e i pregi, secondo Eco supremi.

Sono d’accordo, anche se va detto che ogni opera di cui Eco cura la prefazione è un’opera superba (“Dieci piccoli indiani”: “un capolavoro di fronte al quale la Commedia dantesca impallidisce”, “L’amante di lady Chatterley”: “uno delle 10 opere immancabili nella biblioteca di chiunque”, “L’almanacco della cucina piemontese”: “un Madame Bovary più raffinato ed al passo coi tempi”).

Insomma, si farà qui una recensione – bigino, perché diciamocelo: non avete tempo da perdere per ‘sto mattone. Per facilitarne la fruizione, ho leggermente attualizzato i personaggi.
Edmondo Dantes, un marinaio che in confronto Popeye è un metalmeccanico, torna a Marsiglia dopo anni. La sua nave, il Faraone (ottima idea, battezzare una nave come un re di una civiltà estinta), ha subito la perdita del capitano, di cui Dantes era il secondo.

In punto di morte, il capitano chiese al suo secondo, giungendo presso l’Isola d’Elba che ospitava Napoleone in esilio, di raggiungere il temuto corso e di recapitargli un messaggio. Edmondo (diciamolo subito: è un povero idiota) è felicissimo e non considera minimamente compromettente andare dal più temuto personaggio d’Europa; il capitano lo convince che motivi di etichetta impongono che Dantes ci vada vestito da ninja, di notte e fuggendo dall’isola come Tom Cruise in Missione: Impossible.

Il demente svolge il suo compito, e giunto a Marsiglia bello bello sbarca, insieme a Danglar, lo scrivano di bordo, che odia profondamente Dantes. Quest’ultimo non si accorge che Danglar ogni volta che lo guarda sussurra “Che ti vengano le emorroidi, cretino”, e pensa che Danglar darebbe un rene per lui. L’armatore della nave accoglie il neo – capitano come un figlio, ed Edmondo si reca subito dal padre (quello vero).

I geni non mentono, dato che per una dimenticanza Dantes padre non mangia per mesi, e quando vede il figlio (per la fame, senza dubbio) si mette a piangere, si piscia sotto e si vomita addosso.

Subito dopo Edmondo si reca dalla bella Mercedes, promessa sposa, che vive, mangia e dorme con Fernando, che cerca costantemente di indossare le di lei mutande (con lei dentro), ma che riceve una betoniera di 2 di picche. Ovviamente, chiunque sano di mente direbbe a Fernando: “Se ti vedo entro 300 metri dalla mia fidanzata ti bombardo come Ramallah”. Edmondo e Mercedes, invece, si commuovono e lo chiamano fratello per un intero, disgustoso capitolo.

Fernando è profondamente toccato dal loro affetto, e alla prima occasione cerca di far finire per sempre in galera Edmondo, in combutta con Danglar.

Sapendo quest’ultimo della missione di Edmondo, che comprendeva anche il recarsi a Parigi per contattare i fedelissimi di Napoleone e preparare i 100 giorni (peraltro Edmondo lo dice a chiunque, si fa anche una maglietta con su scritto “Io CUORE Napoleone”), i due scrivono una lettera anonima per la Magistratura Regia (la scrivono in gran segreto: sui tavolini esterni di un bar, urlando 2 ore in mezzo alla strada) in cui si svela il piano di Napoleone ed il ruolo del povero idiota. Edmondo passa persino davanti al bar, li vede indicare verso di lui, sputare per terra, scrivere su un pezzo di carta e gli chiedono anche l’indirizzo del magistrato. Edmondo è ovviamente felice di aiutarli, e tesse le lodi della loro solida amicizia per mezz’ora.

Mentre festeggia la festa di fidanzamento, il giorno dopo, lo arrestano.

Edmondo, naturalmente, non se lo aspetta, anche se Fernando durante il pranzo si fa paonazzo e lo chiama “Alcatraz” sghignazzando. Mercedes giura a Edmondo di rimanerle fedele, il padre sviene, per cambiare.

Edmondo viene interrogato da un magistrato, che è il figlio proprio del vecchio girondino a cui era indirizzata la lettera di Edmondo (no, non è “L’Italia sul Due”, ma avete ragione: la trama è raccapricciante).

Il Nostro, ovviamente, non ha nessun sospetto nemmeno quando il magistrato, leggendo l’indirizzo sulla busta che compromette la sua parentela imbarazzante, esclama “Cazzo, mio padre!” e sviene.

Rinvenendo, il magistrato gli dice “Tutto OK, era solo un divieto di sosta, sa il caldo, sono svenuto. Vada, vada” e subito dopo, per sicurezza, lo incarcera per una trentina d’anni nel Castello d’If , che al confronto Guantanamo sembra la guardina dei carabinieri di Vizzolo Predabissi.

(Continua…)

11 Risposte a “Montecristo: un po’ Opera, un po’ imprecazione”

  1. tostoinion 16 lug 2007 at 14:01

    erano anni che mi portavo dietro il senso di colpa per non aver mai letto il conte di montecristo.
    grazie, sottotomo, per questi servizi di utilità sociale.
    grazie, iorek.

  2. llon 16 lug 2007 at 14:36

    la recensione è divertentissima, ma il conte di montecristo è un capolavoro: tost, conoscendo i tuoi gusti, lo adoreresti.

  3. matteoon 16 lug 2007 at 15:51

    Chi se lo sarebbe mai aspettato?
    Uno dei miei romanzi preferiti!!!

    Non condivido però l’ironia piccata del recensore, forse tratto in inganno dalla scrittura (lo riconosco anch’io) eccessivamente asciutta e stringata di Dumas.

    Nessuno è perfetto. Qualche riga in più non avrebbe guastato…

  4. iorekon 17 lug 2007 at 01:35

    Purtroppo questo capolavoro di ermetismo inganna facilmente.

    Tostoini non abboccare: tutti quelli che l’hanno letto sentono il dovere morale di trascinare un altro nel gorgo, come nel “Fisherman wager”. Trovi un’altra vittima e redimi te stesso.

    Diffida, cara tostoini – mio Dio mi ha preso il morbo di Dumas non riesco a smettere di scrivere questo commento e non mi pagano nemmeno… (scrive ad libitum finchè crolla esausto)

  5. Sdrucciolaon 17 lug 2007 at 14:21

    Insistiamo ancora su questo punto? Come ti ho già detto, verrai pagato se e quando dimostrerai sufficiente entusiasmo e dedizione (e avrai portato da Singapore techgadgets per tutti)

  6. Panzallariaon 18 lug 2007 at 17:25

    mi associo a Iorek. Manco io l’ho letto ma ora potrò parlarne con cognizione di causa e con proprietà di linguaggio e conoscenza sublime dell’essenza dei personaggi!
    grazie sdrucciola!!!!

    spassosissima

  7. Sdrucciolaon 19 lug 2007 at 13:00

    Grazie allo stagista Iorek, è lui l’autore;-)

  8. iorekon 19 lug 2007 at 14:08

    Ecco, adesso anche il diritto d’autore mi fregano.
    Che bello fare lo stagista :(

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  10. Marcoon 08 mar 2009 at 20:01

    La recensione è divertente e credo che per far ridere tutto sia concesso…..ma “il Conte” è un bellissimo libro capace di appassionare come pochi altri!!

  11. iorekon 13 lug 2010 at 13:41

    Lo scrivero´ una volta soltanto, poi questo commento, i vostri computer e internet stessa si distruggeranno in un´orgia di scintille.
    Adoro Il Conte di Montecristo.

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