Archive for gennaio, 2007

Mankell trailer: Delitto di mezza estate

Sdrucciola gennaio 26th, 2007

Il trailer

Curiosità: uno dei protagonisti (il cattivo?) è Peter Gantzler, il bravo interprete di Il grande capo, sugli schermi in questo periodo

Nota1: la biondina non è Ann-Britte

Nota3: se non avete ancora letto il libro, evitate di andare sulla pagina di Marsilio, rischio spoiler elevatissimo (accidenti a loro!)

Un altro inutile post di servizio

Sdrucciola gennaio 25th, 2007

Anche un bel po’ autoreferenziale, ma l’aggiornamento alla versione reloaded del tema del blog è riuscita, lo smanettamento prosegue e un’auto-pacca sulla spalla ce la meritiamo :-)

p.s. Il nuovo tema supporta i widget. La domanda “di quali widget potrò mai avere bisogno?” non è del tutto fuori luogo ma verrà ignorata in favore della ben più pregnante considerazione: “un widget a caso non si nega a nessuno”

Apdeit: Modifiche pressoché concluse. Ho sostituito la foto della testata (per i malevoli: sì, l’ho fatta io) e inserito un nuovo elemento in sidebar per indicare i libri che stiamo leggendo. In linea del tutto teorica il “now reading” dovrebbe diventare la prossima recensione, ma non è detto. Come già specificato altrove, tranne nel caso di libri particolarmente famosi, preferisco evitare di parlare di un libro cattivo e dare spazio semmai ai tanti, magari poco conosciuti, meritevoli.

Grazie a Kaneda per il supporto tecnico e morale

Buona lettura

Henning Mankell nobel subito!

Sdrucciola gennaio 22nd, 2007

mankell.jpgHenning Mankell dovrebbe essere dichiarato patrimonio dell’umanità. L’affermazione può suonare eccessiva, ma ci sono almeno due buone ragioni per sostenerla. La prima è la creazione della serie di romanzi che hanno per protagonista l’ispettore Kurt Wallander. La seconda è la rassegnazione con cui questo autore, che ha dedicato molti scritti e parte della sua vita all’Africa e ai suoi drammi, accetta di essere riconosciuto e apprezzato solo per i suoi romanzi di genere.

Tanto per non smentire il luogo comune, ammettiamo subito che della sua produzione africana non conosciamo nulla e, ripromettendoci di colmare la lacuna, caliamoci nell’affascinante panorama della Scania.
La regione meridionale della Svezia, in cui sono ambientare le inchieste di Wallander, è a prima vista il luogo meno eccitante che mente umana possa concepire: mare, pianura, vaste distese di nulla puntellate da piccoli centri in cui la vita scorre serena e il benessere è un dato acquisito.

Per rappresentare l’effetto che produce su un tale scenario l’irrompere del crimine violento basta pensare a un temporale estivo che si scatena su una spiaggia: il moto del mare sconvolto da raffiche che tagliano le onde, la sabbia che si solleva in vortici, i placidi simboli dell’estate travolti e ribaltati dal vento.

Se in mezzo a tutto questo vedeste comparire un bagnino di mezza età che scruta l’orizzonte con lo sguardo esperto di chi conosce il mare e proprio per questo sa che nulla è prevedibile, avreste una sensazione piuttosto simile a quella che si prova leggendo i romanzi di Mankell.

Calma e turbamento sono infatti sapientemente miscelati, dimostrando quello che è forse il talento maggiore per un giallista: mantenere la suspance in modo naturale, alternando azione e pause senza che la tensione cali nè diventi insopportabile.

Kurt Wallander non è un eroe, non è uomo da grandi slanci anche se interroga l’orizzonte. Non conosco molti svedesi ma ho la quasi certezza che sia molto ma molto svedese il suo modo di imporre razionalità alle indagini accettando allo stesso tempo l’ineluttabile entropia del cosmo.
In questo, anche nei momenti peggiori, è splendidamente rassicurante, proprio come il bagnino. Forse non vincerà i flutti per salvare il naufrago, ma di certo troverà nella sua imperfetta umanità le risorse per raggiungerlo.

Avvertenza: Il settembre scorso, al Festival di Mantova, si è svolta una fantastica sessione di auto aiuto di numerosi Wallanderdipendenti, che hanno coraggiosamente ammesso il loro problema: intere famiglie trascinate a trascorrere le vacanze in Svezia, pellegrinaggi votivi a Ystad ed episodi analoghi che illustrano molto bene la presa che il personaggio di Mankell ha avuto sul pubblico italiano.
Se decidete quindi di prendere in mano un suo libro (consigliato l’ordine cronologico per seguire la sottotrama, ma se ne può anche fare a meno) sappiate che state probabilmente dando origine a una dipendenza che avrà ripercussioni sulla vostra vita*, ma anche che se vi capiterà di muovervi in acque agitate potrete contare sulle sue pagine per tenervi a galla

Henning Mankell: Assassino senza volto, I cani di Riga, La falsa pista ecc…, tutti editi da Marsilio

* Nota per wallanderdipendenti. La cattiva notizia è che Mankell è stufo del suo protagonista: Kurt Wallander lascerà la scena. La buona notizia è che passerà il testimone alla figlia Linda, cosa che ci permetterà di tanto in tanto di rincontrarlo.

Sito ufficiale di Henning Mankell (in inglese). Sul sito sono disponibili i trailer dei film (svedesi) tratti dai romanzi
Sito dedicato a Kurt Wallander (in inglese)

Rob Brezsny – Pronoia

Sdrucciola gennaio 16th, 2007

rob.jpgRecensire un libro in corso di lettura è una brutta cosa vero? Nei casi in cui il libro si presta più alla consultazione che alla lettura tutta d’un fiato credo si possa fare un’eccezione, ed è questo il caso.

Per chi non lo conoscesse, Rob Brezsny è il geniale autore dell’oroscopo più amato nel mondo, quello pubblicato settimanalmente su Internazionale. Il successo delle sue raccomandazioni astrali, e il motivo per cui comprare Pronoia, è nel talento immaginifico con cui Rob riesce a manipolare il linguaggio per sottrarci a una visione grigia del quotidiano.

Se gli altri astrologi si limitano a predire il classico vaso che cadrà dalla finestra, Rob pesca nell’esperienza propria e altrui per ideare situazioni improbabili ma suggestive che illumino i nostri passi. Manco a dirlo, lo humor è elemento essenziale e imprescindibile.

Pronoia utilizza lo stesso metodo per convincerci che l’universo è un luogo magnifico e, soprattutto, ogni sua particella complotta per assicurare il nostro benessere. Non ci credete? Rob spende un bel po’ di pagine proponendo esilaranti esercizi di meditazione per farne la prova.

Confesso che dopo le prime trenta pagine la reazione è stata esattamente contraria: mai provato un impulso altrettanto forte di distruggere, altro che verità e bellezza!

Da qui il consiglio di abbandonare la lettura lineare (anche a causa delle numerose ripetizioni) e affrontare il libro con un approccio più sgarzolino: qualche pagina al giorno è più che sufficiente per godere della fantasia di Rob e trarre qualche spunto di riflessione.

Perché sì, l’inno all’ottimismo sarà stucchevole, ma sostenere che forse il cinismo è un modo abusato e noioso per manifestare intelligenza non è un’idea così balzana. In pieno spirito Brezsneyano suggerisco il seguente esercizio: chiedetevi quante persone conoscete che riescano a esprimere il proprio talento intellettuale senza ricorrere al sarcasmo…

Rob Brezsny, Pronoia, Rizzoli, 17,50 euro

Amin Maalouf – Le crociate viste dagli arabi

Sdrucciola gennaio 3rd, 2007

maalouf.jpgDopo un ciclo di letture insoddisfacenti (di cui vi ho risparmiato le impietose recensioni) inauguriamo l’anno con un libro davvero consigliato a tutti.

Amin Maalouf è uno scrittore libanese dotato di tre qualità importanti: sintesi, chiarezza e immaginazione. Quando nel 1983 ha deciso di dedicarsi alla divulgazione storica ha impiegato al meglio queste qualità, creando un’opera snella e avvincente.

Delle crociate sappiamo quello che abbiamo appreso a scuola o quello che la nostra curiosità ci ha spinti a indagare, restando in entrambi i casi nei limiti di una lettura più o meno filoccidentale, se non nel giudizio perlomeno nel punto d’osservazione.

Il libro di Maalouf, semplicemente, riscrive quella storia dal punto di vista di coloro che, arabi ma non solo, subirono l’invasione dei “franchi”. Non si tratta di un pamphlet, la narrazione si tiene lontana dai giudizi e quando li esprime cerca di comprendere gli avvenimenti più che distribuire colpe e meriti.

Detto questo, il quadro d’insieme che ne deriva è radicalmente diverso da quello a cui siamo abituati.
In primo luogo, appare evidente che il conflitto è davvero uno scontro tra civilità… medicina, giustizia, arte, sono moltissimi i settori in cui il confronto è tutto a svantaggio degli occidentali, che compensano le mancanze con il coraggio militare e la ferocia.
In secondo luogo, emerge dalla parte dell’islam uno scenario politico estremamente variegato e complesso.

Particolarismi e ambizioni personali sono in effetti le caratteristiche che accomunano tutti i protagonisti di queste vicende, dando luogo a infiniti intrecci che sono quanto di più lontano si possa immaginare dalla visione manichea delle crociate.

Se però volete a tutti i costi trovare i “buoni” Maalouf non vi deluderà. Sono molti i gesti di coraggio e lealtà e in alcuni preziosi momenti, la sincera curiosità di incontrare l’altro, mettendo assai pragmaticamente da parte le differenze religiose.

Ecco un altro punto essenziale: consapevolmente o meno, Maalouf ridimensiona il peso assegnato dalla fantasia popolare al contenzioso religioso. Certo, la fede gioco un ruolo importante in questa lunga storia, ma a conti fatti si tratta pur sempre di un’arma nelle mani della politica.

Un libro consigliato a chi ha voglia di abbandonare qualche pregiudizio e a chi pensa che la storia sia spesso più avvincente della finzione.

Amin Maalouf, Le crociate viste dagli arabi, SEI, 9,30 euro

Dello stesso autore consiglio: Samarcanda

Nota: il libro non è facilissimo da trovare. Io ho letto l’edizione tascabile francese ma so che nelle librerie Feltrinelli hanno qualche copia di quella della SEI