Giovanni Lindo Ferretti – Reduce

Sdrucciola novembre 28th, 2006

ferrettiIl titolo del libro di Ferretti riflette e sintetizza alla perfezione il suo contenuto: non una semplice autobiografia ma il racconto per parole e immagini del viaggio di ritorno verso le proprie radici. Chi si aspetta un’analisi degli anni che hanno visto l’autore protagonista della scena musicale indipendente rimarrà deluso. Qui non è il racconto della “guerra”, intravista appena attraverso lampi istantanei, ma del lento ritorno a casa.

Sconfitto o vittorioso? Nessuno dei due, probabilmente, ma di certo più consapevole. Pure troppo viene da dire in qualche capitolo, dove il linguaggio cede alla tentazione del vaticinio (i pericoli legati all’uso e abuso della scienza) e il richiamo alla fede ostentato. Non mi viene parola migliore, è quasi come se Ferretti sapesse di suscitare perplessità per certe affermazioni e calcasse volontariamente la mano. Come dire: questa è la mia strada, non mi interessa essere seguito ma non chiedetemi di essere diverso.

Bellissime le parti dedicate ai viaggi, dove bastano poche essenziali parole per disegnare mondi e scenari. Preciso e poetico, nel senso di fondante, il linguaggio sostenuto da un ritmo incredibile (e non è un caso).

Chiudo la riflessione con una citazione dal libro:

Dato il luogo e il tempo sono stato un giovane estremista sciocco stupido e di buon cuore. Non mi rinnego nè mi consolo, per quello che oggi sono non posso che accettare quello che sono stato

Giovanni Lindo Ferretti, Reduce, Mondadori, 13 euro

6 Risposte a “Giovanni Lindo Ferretti – Reduce”

  1. pessimesempioon 30 nov 2006 at 14:02

    L’ho preso in mano, il libro di Ferretti e l’ho anche aperto, ma devo dire che mi ha un po’ sconcertato. Avevo letto, scritte da lui e da Massimo Zamboni, cose bellissime su un libriccino della Castelvecchi, Frontiere. Ferretti era reduce, per l’appunto, dal viaggio in Mongolia e un po’ intrippato sul tema del barbaro e del mondo occidentale in decadenza, quello da cui è nato Tabula Rasa Elettrificata. Le cose che ferretti scriveva allora aveva un tono molto più vitale e vitalistico, c’era più energia. Adesso, da quel poco che ho visto, mi sembra davvero un po’ più ripiegato in sè stesso. Comunque, dopo aver letto Gomorra, che mi sta davvero appassionando, anche se forse non è l’espressione più adatta, mi comprerò il libro e me lo leggerò sul serio.
    p.s. magari su frontiere e il ferretti di quei tempi posterò presto qualcosa.

  2. Sdrucciolaon 04 dic 2006 at 18:15

    Posta, posta:-)!

  3. pessimesempioon 05 dic 2006 at 23:01

    Postato, ma da un po’.:-)

  4. Sdrucciolaon 06 dic 2006 at 15:38

    Mi aspettavo un post post-lettura:-)!

  5. pessimesempioon 07 dic 2006 at 23:13

    Ancora non ci sono arrivata. Mi sono un po’ impantanata su Gomorra. Il post post- arriverà tra un po’. Anzi, ti dirò di più: sono quasi tentata di portarmelo dietro per questo ponte. Quasi quasi, invece di Gomorra (che detto fra noi, sarà anche interessante, ma non mi ha catturata. Ma su questo un’altra volta)

  6. Antonio G.on 18 dic 2006 at 16:23

    Ho finito ieri sera di leggere (al solito tutto d’un fiato) il micro libricino di G.Lindo “Reduce”. Sinceramente da vecchio FAN sono deluso e un po sconcertato dall’irreale atmosfera mistica cristiana vaticana che si respira in ogni pagina. Da lettore invece G.Lindo secondo me ostenta in un modo un pò confuso e forse un pò “punk” (sinceramente l’unico aspetto credibile del libro) il suo cammino di fede, eseguendo forse solo un mero esercizio spirituale, un esercizio un “troppo personale ed intimo” altrimenti fine a se stesso, per cui non mi spiego l’esigenza di decidere di scriverci e peggio “pubblicare” un libro alla fine destinato ovviamente anche a chi come me conosce le complesse vicende di Giovanni Lindo passate da Punkov e da Finisterre, un ventennio tra pulpiti insofferenze e sentimenti di rivolta! Io credo che tornare alle origini modificarsi e cercando di non rinnegare il percorso di vita effettuato è sicuramente una scelta assolutamente lecita anzi di estrema purezza, però da lì a voler diventare anche un credibile uomo di fede, un timorato Vaticanista ed un testimone credibile ce ne passa. Giovanni Lindo sta cercando di ascoltare e nutrire la sua ciclica crisi sempre diversa dalle altre ma come tutte le altre volte sceglie di non scendere a compromessi, agisce d’istinto con la veemenza e la violenza di un bambino di 50 anni…che scopre il mondo e le bellezze del creato!
    Io continuo in ogni caso a tifare rivolta!
    X commenti scrivetemi a: cznord@yahoo.it

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