Archive for ottobre, 2006

Jonathan Littell

Sdrucciola ottobre 27th, 2006

littell.jpgCaso letterario dell’anno in Francia, Jonathan Littell si è aggiudicato il Gran Premio per il romanzo dell’Académie française per  Les bienveillantes.

Un libro che ha scatenato parecchie polemiche, trattando del genocidio ebraico dal punto di vista di un ufficiale delle SS, ma il cui valore una volta tanto non pare legato solo al caos mediatico generato (e considerato che conta ben 900 pagine, meno male davvero!).

Siccome detesto parlare di un libro che non ho letto (al momento non è ancora stato tradotto), preferisco riportare qualche nota sull’autore. Tanto per cominciare Littell è americano, ma ha scritto il romanzo in francese. Erede di una famiglia ebrea originaria della Polonia, ha dedicato molti anni (ora ne ha 39) alle emergenze umanitarie, operando in Bosnia, Cecenia e altri posticini tranquilli come l’Afghanistan.

Les bienveillantes viene presentato come il suo primo libro, ma gli viene attribuito un romanzo di fantascienza pubblicato nel 1989, Bad voltage.

Non ci resta che aspettare l’edizione italiana, che a questo punto non tarderà ad arrivare, o perché no, approfittarne per dare una rispolverata al francese;-)

L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon

Panzallaria ottobre 26th, 2006

Finalmente scrivo anche io Panzallaria, autore assente e fantasma di questo blog.

Ho avuto mesi un po’ intensi – mentalmente – che hanno sostituito alla gioia della lettura i pensieri di una 33enne che sta per diventare mamma. Mi scuso quindi per il mio non esserci stata, dettato da pigrizia unita a mancanza di stimoli culturali, o meglio a mancanza di volontà di cogliere gli stimoli culturali.
In questo periodo di scarse letture, sono rimasta affascinata da un libro che proprio Sdrucciola mi ha consigliato: L’ombra del vento di Carlos Ruis Zafon, edito negli Oscar Mondadori.

Attualmente tra i libri più letti, almeno a stare dalle classifiche dell’inserto culturale della domenica de “Il sole 24″, a buon merito è un libro che si divora.

La storia intreccia la vita di un ragazzo con quella del suo scrittore preferito, quello che ti cambia la vita e ti fa vedere cose che prima non vedevi, come un amico caro che non dimenticherai mai più.

E sulle orme di Julian Carax, l’autore de L’ombra del vento, il giovane Daniel scopre la sua vita, sperimenta gli anni della dittatura in Spagna e le repressioni, vivendo la seconda chanche di Carax: autore poco conosciuto e di cui – un’oscuro personaggio – vuole bruciare tutti i libri ancora esistenti.

Il noviziato alla vita di Daniel si compie seguendo le orme di Carax, ricostruendo il puzzle della sua vita, della sua storia d’amore e di un destino di espiazione.

E il libro, come un cerchio, si chiude sull’inizio, sul motore primo della storia: il rapporto con il proprio padre, con i ricordi e con i libri.

Il finale è consolatorio e accomoda gli strappi del destino. Di solito a me questo tipo di finali non piacciono, perché ho il dubbio che mi lascino sempre senza dubbi, ma in questo caso si confà al libro: ogni cerchio deve chiudersi e L’ombra del vento è un cerchio.

Mi ha affascinato in particolare il gioco al quadrato della letteratura che attua l’autore, un gioco dal vago sapore medievale, in cui in un libro si parla di un altro libro, in cui uno scrittore costruisce la vita di un altro scrittore e i personaggi fittizi e reali si mischiano, senza creare confusione ma armonia emozionale.

E forse, il senso di tutto il romanzo, sta in queste poche righe, scritte a conclusione del primo capitolo:

Un giorno sentii dire da un cliente della libreria che poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccargli davvero il cuore. L’eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale – non importa quanti altri libri leggeremo, quanti mondi scopriremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo – prima o poi faremo ritorno.”

Perché leggere è sempre ri-leggere…

Chuck Palahniuk- La scimmia pensa, la scimmia fa

Sdrucciola ottobre 25th, 2006

Palafuff è tornato:-)
La scimmia pensa, la scimmia fa non è il romanzo che i fan di Invisible Monsters e Fight club aspettano da tempo (soprassediamo su Cavie) ma una saporita raccolta di articoli scritti dal buon Chuck sui più disparati argomenti.

Il titolo originale, Stranger than fiction, richiama il nostro strano ma vero e rispecchia buona parte dei contributi. Passando dal demolition derby di mietitrebbie alla festa del testicolo Palahniuk ci racconta l’America della provincia e le sue piccole follie, più assurde di qualsiasi invenzione eppure perfettamente integrate nel sistema.

Ampio spazio all’aneddottica personale, uno dei capitoli più interessanti per il Palaciuk-dipendente è il primo, in cui si racconta la genesi di molti romanzi di successo. Chi più chi meno ci siamo tutti chiesti dove andasse a prendere le idee che sono alla base delle sue storie. Tralasciando la storia della famiglia, costellata di fatti di sangue piuttosto inquietanti di per sé, scopriamo che Chuck barattò con un’amica una presentazione a Brad Pitt in cambio della possibilità di assistere alla dissezione di un cadavere.

Grazie Chuck, per un bel pezzo abbiamo sospettato che le tue conoscenze in materia di defunti fossero frutto di un altro tipo di esperienza personale;-)

Merita una menzione speciale Voi siete qui, dove Palahniuk riesce brillantemente a mostrare gli effetti devastanti della spettacolarizzazione della vita, immaginando un futuro (forse già presente) in cui ogni esperienza è vissuta per essere raccontata, sulla pagina o sullo schermo. Uno scenario un po’ agghiacciante in cui ogni evento ha valore solo se adatto a diventare libro o film, quasi un reality all’ennesima potenza (arg).

Difficile fare una media tra i diversi livelli qualitativi degli articoli. In alcuni casi si avvertono le scintille del genio malefico che tanto amiamo, in altri l’approccio puramente descrittivo lascia a bocca asciutta.

In ogni caso consigliato ai Palahniuk-dipendenti e ai single, a cui consiglio di leggere la lista di domande che Juliette Lewis dichiara di aver preparato per ogni aspirante fidanzato;-)
Un estratto dal libro

Il sito di Palahniuk

Bookcrossing @ Vickipedia (radio deejay)

Sdrucciola ottobre 25th, 2006

[video]http://www.youtube.com/watch?v=1Hv7OSBtksg[/video]

Sono riuscita a sbagliare solo una piccola, irrilevante cosa… l’indirizzo mail! per inciso è bookcrossingChiocciolabookcrossing-italy.com

Mille libri per Milano- su radio deejay

Sdrucciola ottobre 24th, 2006

*Autopromo* Stasera alle 19.30 Sdrucciola on air su Radio Deejay per raccontare a Vic e agli ascoltatori della mega liberazione:-)

Bookcrossing alla francese

Sdrucciola ottobre 23rd, 2006

Mentre fervono i preparativi per l’imminente megaliberazione (martedì sera verso le 19.30 ne parliamo con Vic su radio deejay) mi imbatto in un post piuttosto polemico sul blog francese Culture Café.

L’obiettivo della polemica non è tanto il bookcrossing (anche se definirlo il peer to peer dei libri è francamente scorretto) ma alcune case editrici che l’hanno utilizzato come strategia di marketing.

In Francia esiste una legge, varata venticinque anni fa da Jack Lang, secondo la quale è vietato applicare ai libri riduzioni maggiori del 5% del loro prezzo. Si tratta di una legge che mirava a proteggere le piccole librerie di fronate all’avanzare della grande distribuzione.
Tra le conseguenze però, viene sottolineato l’effetto negativo sui piccoli editori che come accade in Italia presentano i loro libri a prezzi più alti e sono privati in questo modo della possibilità di affettuare vendite promozionali.

Detto questo, il blog attacca la strategia della casa editrice Héloïse d’Ormesson, accusata di aver liberato i propri libri per fare promozione aggirando la legge.

Su questo nulla da obiettare e qualcosa su cui riflettere: assisteremo allo stesso fenomeno in Italia? Quanto tempo può passare prima che le case editrici fiutino l’affare?

Quello che mi lascia perplessa è l’apertura del post: il casus belli infatti è la liberazione fatta dal comune di Rennes e dalla Fnac che lasceranno 600 copie di tredici libri selezionati tra i vincitori del premio Goncourt.

Si può parlare anche in questo caso di marketing? Può essere, di certo Fnac ha il suo ritorno. Ma manterrei la distinzione tra l’iniziativa della casa editrice e quella assai più popolare concordata con il comune(i titoli sono stati scelti dagli studenti del liceo).

Riprendendo il titolo del post (“Il bookcrossing istituzionale, troppo altruista per essere onesto“): sì, l’istituzionalizzazione non fa bene al bookcrossing, ma non gli fa bene neanche il moralismo;-)

Mille libri per Milano

Sdrucciola ottobre 20th, 2006

Libera i libri! L’11 novembre il bookcrossing italiano “libera” 1000 libri per le strade di Milano.
Tutte novità editoriali ed opere pubblicate dal 2005 in poi che saranno lasciate alle fermate della linea 30 dell’ATM in nome della libertà di leggere.

Mille libri in libertà per Milano. Questa la grande festa lanciata da Bookcrossing Italy , che l’11 novembre lascerà mille libri alle fermate della linea 30 dell’ATM, scelta perché costeggia tutto il centro della città.

Sarà una corsa del tram davvero speciale quella che partirà dal capolinea di Piazzale Aquileja alle 18. I bookcorsari milanesi saliranno a gruppi e via via lasceranno libri presso le fermate: chiunque lo desideri potrà scegliere ciò che più gli piace e prenderlo con sé, in piena libertà, come nel puro spirito del bookcrossing.

Una festa per chi ama i libri, e un modo per far conoscere a tutti il bookcrossing: un progetto nato negli Stati Uniti nel 2001, e sbarcato in Italia l’anno successivo, in nome della libertà di condividere con altri le proprie letture.

La mega liberazione coinvolgerà anche altre città tra le quali Roma, Cagliari, Como, Bolzano. Ma saranno centinaia i bookcorsari che, ovunque si trovino, libereranno un libro l’11 novembre.
I lettori di tutta Italia sono avvertiti. Fra i libri saranno presenti anche opere dedicate da autori che hanno dato il loro appoggio all’iniziativa.

Banana Yoshimoto – Ricordi di un vicolo cieco

Sdrucciola ottobre 19th, 2006

yoshimoto

Capita di leggere un libro bello e interessante, come Kitchen, e avere la sensazione di aver scoperto un’autrice che merita.
Capita di leggere un altro libro della stessa autrice, Sonno profondo, e di promettere a se stessi che non si punteranno mai più soldi e aspettative su quel nome.
Dopo qualche anno capita di ricevere in regalo un libro come Ricordi di un vicolo cieco, leggerlo per gratitudine verso la persona che l’ha donato e scoprire che giudicare un autore a volte è davvero difficile.

La strategia, in questo caso, è tentare di astrarre il libro che si ha sotto mano da tutto quello che è venuto prima, nel bene e nel male. Il risultato non chiarisce più di tanto il giudizio, i cinque racconti non hanno tutti la stessa intensità, ma è comunque un buon esercizio critico.

Cinque racconti appunto, e cinque personaggi che si confrontano con il tema della felicità raccontandosi in un momento della vita.

Nelle mani di Banana Yoshimoto gioie e dolori piccoli e grandi si mescolano senza confondersi fino a realizzare un piatto unico dai mille sapori.
A volte la ricetta non riesce, come se l’autrice avesse finito un ingrediente fondamentale o l’avesse sostituito con uno all’apparenza simile, come nel racconto di Tomo-chan dove si avverte chiaramente la mancanza di spezie. Altre volte la Yoshimoto sorprende il palato con un gusto inaspettato, come i coniugi fantasmi del primo racconto, ed è una delizia assaporare il piatto.

Nonostante l’esercizio di astrazione, però, questo libro conferma una sensazione già provata con i precedenti: nonostante la perizia della cuoca, rimane poca traccia del suo lavoro. Niente di indigesto, ma neppure niente di indimenticabile, come se la scrittura di Banana Yoshimoto, nei momenti di grazia, finissse comunque per scivolare addosso.

Ad alta voce – Libri da condividere

Sdrucciola ottobre 16th, 2006

altavoce.jpg
Ottobre, a Bologna, Cesena e Venezia, significa Ad alta voce, la rassegna di letture pubbliche organizzata da Coop adriatica.

Il programma prevede più di quaranta appuntamenti: poeti, attori e scrittori si daranno il cambio per animare le pagine che hanno amato.

Ricordo l’edizione bolognese del 2003, una sala strapiena di persone e la voce di Pino Cacucci, Lella Costa, Moni Ovadia e quella di Adriano Sofri registrata per l’occasione. Da brivido. Per chi ha sempre detestato le letture ad alta voce un’ottima occasione per ricredersi e per tutti un’opportunità per innamorarsi di autori tenuti lontani per pregiudizio o semplicemente sconosciuti.

Tra i partecipanti di quest’anno: Marcello Fois, Edoardo Sanguineti, Pamela Villoresi, Pulsatilla, Vincenzo Cerami, tiziano Scarpa, Pino Cacucci, Roberto Citran e molti altri.

Il programma 

Viggo Mortensen racconta il suo Alatriste

Sdrucciola ottobre 13th, 2006

[video]http://www.youtube.com/watch?v=oruqMvaGpQw[/video]

Con tanto di commento di Pérez Reverte

Chi è Alatriste?

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