Festivaletteratura 7- Abdulah Sidran

Sdrucciola Settembre 15th, 2006

006.jpgDevo questo incontro a G. che il giorno prima me l’ha segnalato e che ringrazio.

Non capita tutti i giorni di sentire un poeta bosniaco declamare le sue poesie davanti a un pubblico di un centinaio di persone.

Abdulah Sidran è un personaggio, uno gnomo balcanico come lo definisce Piero Del Giudice introducendolo, che ha scelto di restare a Sarajevo negli anni terribili della guerra per raccontare una città martoriata ma vitale.
Silvio Ferrari, suo traduttore, racconta con emozione la poesia di Sidran e riesce a renderne le atmosfere, che dipingono un mondo come e meglio della prosa di guerra.

Il poeta sembra un bonzo immobile, è anch’egli visibilmente emozionato e si rilassa solo all’apparire di un whiskey. Qualcuno chiede perché si sia diviso da Kusturica, dei cui primi film ha firmato la sceneggiatura.
Lui risponde fatalista e discreto: “non ci siamo divisi, siamo stati divisi”. Dalla storia, si capisce.

Giudizio >> surreale

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