Sdrucciola Settembre 15th, 2006
Per festeggiare i dieci anni del festival la sua madrina ci regala un sequenza di letture dagli autori che ne sono stati protagonisti. Da Adonis a Saramago passando per De Luca, Lessing, Pennac e moltissimi altri che la voce di Lella Costa anima e vivifica.
La tromba di Paolo Fresu, distorta, srotola un tappeto rosso che sostiene e amplifica le letture anche se talvolta sembra sganciarsi e percorrere una propria via parallela.
Bravissimi entrambi.
Le note stonate sono solo ambientali: la temperatura polare e i sedili scomodi avrebbero fatto apprezzare una performance più breve ed è un vero peccato perché in altre condizioni si sarebbe desiderato sicuramente l’opposto.
Giudizio>> applaudivano anche i pinguini
Sdrucciola Settembre 15th, 2006
Devo questo incontro a G. che il giorno prima me l’ha segnalato e che ringrazio.
Non capita tutti i giorni di sentire un poeta bosniaco declamare le sue poesie davanti a un pubblico di un centinaio di persone.
Abdulah Sidran è un personaggio, uno gnomo balcanico come lo definisce Piero Del Giudice introducendolo, che ha scelto di restare a Sarajevo negli anni terribili della guerra per raccontare una città martoriata ma vitale.
Silvio Ferrari, suo traduttore, racconta con emozione la poesia di Sidran e riesce a renderne le atmosfere, che dipingono un mondo come e meglio della prosa di guerra.
Il poeta sembra un bonzo immobile, è anch’egli visibilmente emozionato e si rilassa solo all’apparire di un whiskey. Qualcuno chiede perché si sia diviso da Kusturica, dei cui primi film ha firmato la sceneggiatura.
Lui risponde fatalista e discreto: “non ci siamo divisi, siamo stati divisi”. Dalla storia, si capisce.
Giudizio >> surreale