Sdrucciola Settembre 14th, 2006
Il cortile della Cavallerizza è pieno che più non si potrebbe, i due arrivano con un certo ritardo ma vengono perdonati subito perché lo fanno a bordo della mitica Topolino, lasciata generosamente ostaggio dei fotografi dilettanti.
Il tema dell’incontro viene presto dimenticato, Capossela è in forma e riesce a star dietro con un buon umorismo misurato ai racconti di Rumiz, reduce dall’appennino.
Dopo qualche minuto è come essere ospiti di amici che raccontano il loro ultimo viaggio. Con la differenza che non ci sono ore di diapositive pallose da esaminare e che il viaggio non è solo quello del corpo.
Rumiz ci regala la storia della gialla cotogna di Istanbul, la stessa che ha sigillato la sua amicizia con Capossela. Commozione in sala, la storia è una di quelle che ti prendono testa e cuore.
Giudizio>> l’entrata è da divi ma la storia salva tutto
Sdrucciola Settembre 14th, 2006
I coniugi Wheeler sono famosi per aver creato la guida turistica più popolare del mondo: la Lonely Planet.
L’antropologo La Cecla ci regala qualche istante di pura comicità involontaria ostinandosi a definire Maureen “figlia” anziché “moglie” di Tony.
L’introduzione è lunga, troppo, e questo non permette di approfondire il discorso con i due, che peraltro sembrano disponibili ma leggermente a disagio (forse per il ripetuto equivoco?).
L’osservazione più interessante emerge grazie a una domanda del pubblico che sollecita Maureen sul vecchio tema viaggiatori/turisti. “Quando ero giovane” – risponde “pensavo che tutti fossero turisti tranne me. Ora penso che siamo tutti viaggiatori e tutti turisti”. Il che taglia la testa al toro e ci ricorda che decidere di andare a scoprire il mondo al di là di casa propria è un bene a prescindere.
Si sfiora il tema del turismo responsabile, la platea provoca i due sul punto sensibile: di fatto, il loro ormai è un impero multinazionale. La difesa non è troppo convinta ma insiste sui benefici del turismo e sulla necessità di preservare le tradizioni locali.
Il tutto condito da aneddoti di viaggio, non impedibili e sicuramente ritrovabili con più agio nell’autobiografia dei Wheeler.
Giudizio>> curioso ma non indispensabile. Massima solidarietà a Maureen che quando non è scambiata per la figlia del marito è ignorata dall’antropologo