Archive for Settembre 12th, 2006

Festivaletteratura 2- David Sedaris con Massimo Cirri

Sdrucciola Settembre 12th, 2006

002.jpgDavid Sedaris, autore americano di origine greca, fa la sua apparizione salutando il pubblico in italiano. Il sospetto che si tratti un gran baccaglione viene confermato piuttosto rapidamente e confesso che alla fine dell’incontro, non fosse per l’ottimo Massimo Cirri, mi verrebbe una certa tristezza.
L’autore di Me parlare bello un giorno non ha voglia di raccontarci l’america cazzona (def. di Cirri) che troviamo nei suoi libri. E fin qui va bene, perché appunto, la disegna già efficacemente nelle sue pagine.
Il problema è che Sedaris sembra voler parlare solo del suo recente viaggio in Giappone e proprio nel modo urticante dell’americano in gita.
Tutto calcolato per fare il simpatico? Probabile, ma l’effetto non è proprio quello.
Qualcuno dovrebbe spiegarglielo…
Giudizio>> E mi sono persa Vikram Seth per questo??

Festivaletteratura 1- Jurij Druznikov con Enrico Franceschini

Sdrucciola Settembre 12th, 2006

L’avventura inizia con il piede sbagliato. Druznikov ha raccolto un buon pubblico al teatro Bibiena (piccolo e delizioso) ma non riesce a catturarne l’attenzione in modo convincente.
Enrico Franceschini, corrispondente per la Russia di Repubblica, introduce efficacemente l’autore di Angeli sulla punta di uno spillo, inquadrando il contesto della creazione del libro e la difficile condizione degli autori sovietici ai tempi della censura.
Interessante, davvero.
Peccato che Druznikov abbia poco altro da dire. Senza dubbio il suo libro sarà una testimonianza di valore di un mondo che conosciamo assai poco e senza dubbio sono meritevoli la costanza e il coraggio con cui ci ha lavorato nonostante le minacce del regime.
E poi? Poi ci si rende conto di avere davanti un esule che ha trascorso gli ultimi vent’anni a insegnare in un campus californiano e rispetto al mondo che lo circonda riesce solo a dire che le sue studentesse si vestono male.
Giudizio>> ma anche no!

Festivaletteratura di Mantova

Sdrucciola Settembre 12th, 2006

0011.jpgOrmai lo avrete capito, questo blog non è esattamente ossessionato dalle novità. Sottotomo arriva tardi, spesso recensisce libri pubblicati decadi prima e parla di eventi in circolazione da un bel po’ di tempo.
L’idea è mantenere uno sguardo che scopra ogni cosa come se fosse appena nata ed è con questo spirito che voglio dedicare qualche post al Festivaletteratura di Mantova.

Incontrarlo proprio nei giorni del suo decimo compleanno è un buon modo per farsi un’idea di quel che è stato e di quel che forse sarà. Un’occasione unica per trovarsi faccia a faccia con gli autori, certo. Ma anche un’irripetibile esperienza per un lettore italiano: trovarsi, per una volta, circondato da centinaia di propri simili.

Gli autori Ormai gli scrittori si sono passati la voce: venire a Mantova è bello! Qualche male informato si presenta con i modi della star ma viene prontamente messo al suo posto dal brusio e dalle domande di un pubblico esigente.
Generalmente si respira un’atmosfera rilassata, non quella dei reading e dei tour ufficiali ma piuttosto un genuino desiderio di capire e farsi capire e magari aggiungere qualcosa alle pagine scritte.

I mediatori Ogni autore è introdotto da un giornalista, scrittore, o altro personaggio che vorrei qualificare come mediatore e che dovrebbe consentire al pubblico di farsi un’idea dell’autore e indirizzare il suo intervento verso il tema scelto.
Una funzione importantissima che non tutti sanno svolgere correttamente. Il buon mediatore non si mette al centro della scena ma si fa strumento, tanto del pubblico quanto dello scrittore. Alza la palla, insomma. Alle volte qualcuno non lo capisce. Il pubblico, prontamente, punisce.

Il pubblico Si è detto che è un pubblico esigente, che non perdona gli avvitamenti autoreferenziali e non si perde una parola. Ma è anche un pubblico generoso, che premia con un applauso la battuta e il pensiero fulminante, che rispetta i propri autori ma è disposto a dissacrarli pur di non farne degli idoli di pietra. In attesa nelle code o ai posti faticosamente conquistati nascono simpatie e discorsi. Alcuni dei quali, a volte, più ispiranti degli incontri stessi.

La città Mantova è un forziere che nei giorni del festival si apre per condividere i propri tesori. L’entusiasmo e la disponibilità dei volontari sono l’anima del festival ma è tutta la città a partecipare all’evento. Alcuni dei luoghi scelti per gli incontri sembrano incantati, tutti sono immancabilmente vivi.

Cose pratiche Una borsa leggera e un paio di scarpe comode sono indispensabili se si vuole sopravvivere. Non guasta una buona pianificazione degli eventi a cui si vuole partecipare, per evitare di dover correre come biglie impazzite tra i luoghi, a volte distanti, in cui si tengono gli incontri. Indispensabile la prenotazione per i più gettonati, consigliata in ogni caso per ridurre le code. Suggerimento: un certo numero di biglietti è sempre disponibile sul luogo dell’evento, cosa molto gradita quando si decide all’ultimo che no, la conferenza del nobel per l’economia non la si può proprio perdere mentre sì, l’acclamato scrittore di turno è proprio una gran palla e può essere tranquillamente abbandonato.
Occhio al portafoglio: avere una copia autografata è un bellissimo ricordo, ma se lo moltiplicate per tutti gli autori vi ritroverete decisamente più poveri. A Mantova si mangia bene (menzione speciale per il Fragoletta) ma occorre fare un po’ attenzione ai prezzi e soprattutto ai tempi d’attesa. Consigliata la piadina in uno dei bar del centro: il prezzo è accettabile e i salumi della zona sono favolosi

I post che seguono Sono il diario degli incontri a cui ho assistito. I giudizi non sono sempre positivi (non fatevi scoraggiare dall’inizio) e sono accompagnati da foto (queste pessime, sempre). Ho scelto per lo più di assistere agli eventi animati da scrittori che non ho letto, con l’eccezione di Sedaris, Mankell e Rumiz, sempre per il gusto della scoperta. Tra i numerosissimi appuntamenti che ho mancato e di cui ho sentito un gran bene: Yasmina Khadra (che è un uomo e per l’estattezza un ex militare algerino), l’autore indiano Vikram Seth e l’italianissimo Rampini.