Deboli lettori
Sdrucciola Luglio 19th, 2006
Secondo uno studio dell’Associazione italiana editori gli italiani si collocano al terz’ultimo posto nella classifica dei lettori europei per quantità di libri comprati. L’indice considerato è la spesa: 65 euro all’anno è quanto investe mediamente in libreria l’italiano medio.
Prima osservazione: l’associazione libri comprati=libri letti non tiene evidentemente conto di biblioteche, bookcrossing e scambi a vario titolo. Sarebbe interessante incrociare i dati per verificare quanto si discostino e realizzare un quadro più realistico del lettore italiano.
Seconda osservazione: per l’Istat è “forte” un lettore da più di 12 libri l’anno, cifra davvero desolante se consideriamo che per guadagnarsi la qualifica in Francia ne servono almeno 20. Un buon rapporto sull’argomento, a cura dell’Osservatorio Permanente sulla lettura (che cita anche la distinzione acquirente-utente), è disponibile sul sito del Grinzane.
Terza osservazione: come prevedibile i generi più popolari sono gialli, rosa, fantasy e così via. Ci dovremmo stupire di non veder comparire i saggi? Per farsi un’idea dei gusti dei lettori è più istruttivo un giro in metropolitana di uno in libreria. La distinzione, per quanto comprensibile, è però sempre venata dall’implicito riferimento a quella tra letteratura alta e bassa. Come dire che Dan Brown e Scerbanenco in fondo sono la stessa cosa.
Conclusione: che in Italia si legga poco già lo sapevamo. Che si compra poco, era intuibile, ma forse dovrebbe far riflettere editori e istituzioni sull’opportunità di incentivare, anche economicamente, i lettori.
Un investimento in questo senso potrebbe cambiare le cose? Forse no, ma di certo renderebbe la vita più facile ai lettori forti, i quali come è noto sono dotati di un’incredibile capacità di contagio.
