P.Grossi - Pugni

Sdrucciola Luglio 4th, 2006

Capita a tutti di farsi incantare dalle sirene del marketing e comprare un volume solo perché si sono lette così tante recensioni positive da renderlo imprescindibile.
Di tanto in tanto però le sirene si presentano nelle vesti più subdole del passaparola o meglio sarebbe dire del finto passaparola. Il commento sul blog, il riferimento buttato lì casualmente in una articolo in cui si parla d’altro, il titolo citato come esempio della nuova narrativa, sono molti gli elementi possono contribuire a creare l’illusione di una comune e imprecisata “raccomandazione”.

Tutto questo per dire che se dovessi precisare dove e da chi ho sentito parlare bene del libro di Pietro Grossi, sarei in seria difficoltà. Eppure non ho potuto fare a meno di comprarlo e di iniziare a leggerlo con una certa aspettativa.

I tre racconti dell’esordiente fiorentino non sono male, intendiamoci. Se paragonati a tanta letteratura ombelicale, hanno l’innegabile pregio di raccontare delle vere “storie”.
Pugni,il primo e forse il migliore, ci proietta nel mondo della boxe da un’angolatura interessante, lontana dall’eroismo e vicina al racconto di formazione.
Altro pregio dell’autore, che lo distingue dai casi editoriali all’americana, l’onestà e la mancanza di ammiccamenti al lettore.

Ottime qualità, ma che non bastano a far decollare un linguaggio che per evitare inutili svolazzi rimane anche troppo terra a terra.

Come dire che le premesse ci sono, ma c’è da sperare che il successo fornisca a Pietro Grossi la sicurezza indispensabile per osare qualcosa di più*.

Pietro Grossi, Pugni, Sellerio - 12 euro

*edit: cercando notizie sull’autore scopro che è figlio della scuola Holden. Ahinoi… non osavo scrivere il banale e perfido commento sui prodotti da scuola di scrittura ed ecco che i peggiori sospetti sono tristemente confermati

4 Risposte a “P.Grossi - Pugni”

  1. pessemesempioon 28 Ott 2006 at 10:12

    Confermo tutto. Anche io ho comprato il libro dopo molto tentennare perchè mi sembrava di aver aspettato abbastanza da non sembrare che avessi ceduto alle sirene del mercato. Anche a me è piacituo il primo racconto. Anche a me sembra che manchi qualcosa. Anche io ho avuto l’impressione di una certa qual maniera. Anche io non sapevo della scuola Holden. Anche io temo Baricco.

  2. GalassiaLibrion 14 Dic 2006 at 17:34

    Bello questo gioco delle conferme, perchè confermo anche io. Pugni è un bel libro, non pretenzioso, non eccessivamente letterario, sicuramente si stabilizza nella sufficienza. Lo si compra perchè se ne sente parlare talmente tanto che alla fine decidi di mettere alla prova il tuo stesso giudizio: conforme o no? Bene, poi accade che, per deformazione non si sa di che cosa, si cerchi a tutti i costi, quando il libro non è pessimo, di scorticare un significato nascosto. Poi dici, bene, non è un granché, ma è certo meglio di tanta robaccia che non ha neanche del “commerciale”. Ma accade, sì, accade di scoprire, candidamente confessato in ogni dove, che Pietro Grossi esce dalla scuderia baricco e ti salgono le caldane, perchè ti dici: o lo fanno apposta o questa scuola è dasvvero miracolosa. Vedi anche Cristiano Cavina…
    Noi abbiamo recensito entrambi e non giudicandoli negativamente - sempre a fronte del fatto che c’è di peggio - abbiamo dato un giudizio sommariamente positivo. Ma poi, è chiaro e lo ribadisco, tocca sempre scroticare. Il male, ahinoi, di questa “moderna” letteratura che scarta e accetta a seconda di un metodo arcano che a noi, poveri lettori, non è dato più conoscere.
    E’ il caso di dirlo: che il Cielo ce la mandi leggibile…
    Un saluto
    Francesca

  3. Sdrucciolaon 15 Dic 2006 at 10:30

    Che tristezza però dover giudicare un libro in base al “c’è di peggio”. Ci sarà anche di meglio, no? (diciamo di sì)

  4. GalassiaLibrion 15 Dic 2006 at 12:19

    Nella narrativa - ma anche la poesia - contemporanea sì, c’è certamente di meglio; ma come districarsi? Le grosse aziende editoriale fanno scelte commerciali, quelle piccole e medie hanno ritrovato due nuovi business: corsi d’editoria e corsi di scrittura creativa. Senza parlare poi delle fatidiche pubblicazioni definite “autoprodotte”. Io leggo molto e ho difficoltà ad orientarmi e allora mi chiedo: come farebbe un lettore meno attento? La risposta viene da sé e questa e la realtà. A discapito di certe micro e coraggiosissime imprese editoriali che giocano tutto le proprie conoscenze e le proprie risorse per poi scoprire i mille sbarramenti.
    Ma chi si ferma è perduto e a forza di scavare qualcosa alla fin fine si trova.
    Ribadisco: che il Cielo ce la mandi leggibile…
    Vi aspetto in GalassiaLibri.
    Un caro saluto,
    Francesca

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