Archive for luglio, 2006

Mostra: i disegni di Dürrenmatt a Venezia

Sdrucciola luglio 31st, 2006

Se passate a Venezia prima del 10 Settembre 2006 potete andare a dare un’occhiata alla mostra dedicata ai disegni dello scrittore svizzero.

Pur non amandolo particolarmente come narratore, Sottotomo ha un debole per gli artisti poliedrici e la recensione della mostra di Exibart è decisamente invitante.
La chiave di lettura attraverso l’opera grafica di Dürrenmatt è il campo di battaglia. L’arte vista come il terreno di un prolifico caos generatore di libertà. Aggiungiamo una serie di disegni dedicati al mito del Minotauro e i motivi per cui passare alla Fondazione Querini Stampalia ci sono tutti!

I miti di Dürrenmatt
Fondazione Quercini Stampalia, Campo Santa Maria Formosa, Castello 5252 – 30122 Venezia – Curatore: Mario Botta – Orario: tutti i giorni 10.00-24.00; domenica e festivi: 10.00-19.00; chiuso il lunedì – 8 € (intero); 6 € (ridotto) – Info: tel. +39 0412711411 -

La recensione di Exibart
Il sito della mostra

Ohran Pamuk- Il mio nome è Rosso

Sdrucciola luglio 24th, 2006


Siamo a Istanbul, sul finire del XVI secolo, e alla corte del sultano si è consumato un efferato delitto: il miniaturista Raffinato Effendi è stato ucciso e gettato in un pozzo. Al centro dell’intrigo i maestri del laboratorio di miniatura del sultano e i misteriosi disegni segretamente commissionati da Zio Effendi, anch’egli vittima dell’oscuro traditore.
Nei panni dell’investigatore, ma non sempre dell’io narrante, Nero, ritornato dopo quindici anni nella città da cui lo allontanò la scoperta del suo amore per Sekure, figlia di Zio Effendi.

Le complicate vicende familiari e amorose raccontate da Pamuk si intrecciano delicatamente al giallo di corte, costruendo un paesaggio narrativo del tutto simile alle miniature descritte.
Lo scrittore turco cerca di alternare levità e incisività, come appunto in un disegno, soffermandosi di volta in volta su un particolare del quadro con parole spesso ricche di suggestioni.

E’ sempre imbarazzante ammettere che un libro che riteniamo complessivamente buono e meritevole ci ha occasionalmente annoiato a morte.
Si tende a cercare la causa nel ritmo o nella prolissità e quasi sempre si trova la chiave del mistero ma il senso di colpa rimane.
L’unico rimedio in questi casi, è il conforto di aver condiviso la sensazione con qualcun altro.
Sperando quindi che altri ammiratori di Pamuk facciano outing non esito a dire che senza una cinquantina di pagine la lettura di Il mio nome è Rosso sarebbe stata un’esperienza più piacevole e avrebbe meritato all’opera un posto di primo piano tra i miei preferiti.

Per attenuare il senso di colpa e consigliarne comunque la lettura vale la pena di evidenziare un aspetto significativo del libro. Il giallo trae spunto dalla diatriba tra miniatura tradizionale e disegno europeo. Il confronto tra i due stili, si evince dalle pagine più stimolanti di Pamuk, non è semplicemente una questione di soggetti. L’artista europeo ritrae il mondo dal suo punto di vista, cosa che si esprime prima di tutto sul piano tecnico (la prospettiva, la verosomiglianza).
Il miniaturista, invece, si colloca ai piedi di Allah e ritrae, spesso a memoria, il mondo immaginato da Dio.
Il merito di Pamuk è calarci lentamente in un orizzonte del tutto differente, in cui le basi della nostra estetica vengono radicalmente messe in discussione. Gli spunti di riflessione sono infiniti e molto stimolanti, non soltanto per comprendere le diverse evoluzioni dell’arte ma l’irriducibile e proficua diversità tra le culture.

Il consiglio quindi è: leggetelo. Con calma, senza il sole a picco, saltando qualche riga e magari qualche pagina, senza sensi di colpa:)

Ohran Pamuk, Il mio nome è Rosso, Einaudi, 8.26 euro

Il sito dello scrittore: www.orhanpamuk.net

Deboli lettori

Sdrucciola luglio 19th, 2006

bookshop.jpgSecondo uno studio dell’Associazione italiana editori gli italiani si collocano al terz’ultimo posto nella classifica dei lettori europei per quantità di libri comprati. L’indice considerato è la spesa: 65 euro all’anno è quanto investe mediamente in libreria l’italiano medio.

Prima osservazione: l’associazione libri comprati=libri letti non tiene evidentemente conto di biblioteche, bookcrossing e scambi a vario titolo. Sarebbe interessante incrociare i dati per verificare quanto si discostino e realizzare un quadro più realistico del lettore italiano.

Seconda osservazione: per l’Istat è “forte” un lettore da più di 12 libri l’anno, cifra davvero desolante se consideriamo che per guadagnarsi la qualifica in Francia ne servono almeno 20. Un buon rapporto sull’argomento, a cura dell’Osservatorio Permanente sulla lettura (che cita anche la distinzione acquirente-utente), è disponibile sul sito del Grinzane.

Terza osservazione: come prevedibile i generi più popolari sono gialli, rosa, fantasy e così via. Ci dovremmo stupire di non veder comparire i saggi? Per farsi un’idea dei gusti dei lettori è più istruttivo un giro in metropolitana di uno in libreria. La distinzione, per quanto comprensibile, è però sempre venata dall’implicito riferimento a quella tra letteratura alta e bassa. Come dire che Dan Brown e Scerbanenco in fondo sono la stessa cosa.

Conclusione: che in Italia si legga poco già lo sapevamo. Che si compra poco, era intuibile, ma forse dovrebbe far riflettere editori e istituzioni sull’opportunità di incentivare, anche economicamente, i lettori.
Un investimento in questo senso potrebbe cambiare le cose? Forse no, ma di certo renderebbe la vita più facile ai lettori forti, i quali come è noto sono dotati di un’incredibile capacità di contagio.

S. Meyer – Twilight

Sdrucciola luglio 10th, 2006

L’adolescenza è un inferno di brufoli, pessime battute, dubbio gusto estetico e salvo rari casi
difficile coordinazione psicomotoria. Il vantaggio di sopravvivere è poter guardare a tutto questo con nostalgia, la stessa che permette di godere di Twilight.

Isabella, diciassettenne afflitta da imbranataggine cronica, si trasferisce dall’assolata Phoenix alla plumbea Forks, paesello che conta poche anime, alcune delle quali immortali.
L’incontro con Edward, indiscutibilmente bello e indiscutibilmente vampiro, segnerà il suo passaggio verso la vita adulta e la nascita di un amore totalizzante.

Inutile raccontare di più della trama, avvincente il giusto ma piuttosto debole nella virata finale al thriller. Il punto di forza del libro è semmai nella rappresentazione dei sentimenti provati dai protagonisti. La vicenda vampiresca si presta infatti ottimamente come metafora del più banale ma non per questo meno intenso scontrarsi di cuori.

Si può amare chi ci potrebbe distruggere? Qual è il confine tra amore e dipendenza? Quanto conta la ribellione al proprio ambiente nell’affermarsi di un amore? Queste potrebbero essere le domande da cui è partita la Meyer. Le risposte sono nelle parole di Bella e negli sguardi sfuggenti di Edward.

E se poi fosse vero che l’amore adolescenziale nella sua candida assolutezza è una rappresentazione estrema di ogni autentico amore, allora si capirebbe perché Twilight è destinato a ottenere il favore di folte schiere di non adolescenti.

Peccato davvero per le ultime pagine, dove come si diceva l’intreccio mostra le sue debolezze e il tasso zuccherino diventa francamente fastidioso.

Consigliato per: adolescenti di tutte le età. Alto rischio di immedesimazione per chiunque si sia imbattuto in un vampiro

Stephenie Meyer, Twilight, Lain – 16 euro

Il sito della scrittrice

Milanesiana 2006 – 7/21 luglio

Sdrucciola luglio 5th, 2006

milanesiana.jpgLa manifestazione ideata da Elisabetta Sgarbi e dedicata a letteratura, musica e cinema presenta un programma di incontri per tutti i gusti: da Jostein Gardner a Brian Eno, passando per George Romero e Fernanda Pivano.

Il cartellone è ricco e succulento, segnalo giusto qualche appuntamento:

  • Venerdì 7 luglio 11.00/15.00
    Immagini del desiderio
    Jostein Gaarder, Michael Cimino, Mario Botta, Eumir Deodato
    Spazio Oberdan
  • Martedì 11 luglio 10.00
    I mondi oscuri tra Poe e Romero
    George Romero, Matthew Pearl, Rusty Nails, enrico ghezzi
    Spazio Oberdan
  • Mercoledì 12 luglio 11.00/15.00/17.00
    Good Life
    Jay McInerney, Wim Wenders, Fernanda Pivano, Lina Sotis, Madredeus
    Spazio Oberdan
  • Giovedì 13 luglio 21.00
    Brian Eno Reading
    Voci: Michel Faber, Fanny & Alexander
    Teatro dal Verme (serata a pagamento, biglietto 10 euro)

Qui il programma completo

P.Grossi – Pugni

Sdrucciola luglio 4th, 2006

Capita a tutti di farsi incantare dalle sirene del marketing e comprare un volume solo perché si sono lette così tante recensioni positive da renderlo imprescindibile.
Di tanto in tanto però le sirene si presentano nelle vesti più subdole del passaparola o meglio sarebbe dire del finto passaparola. Il commento sul blog, il riferimento buttato lì casualmente in una articolo in cui si parla d’altro, il titolo citato come esempio della nuova narrativa, sono molti gli elementi possono contribuire a creare l’illusione di una comune e imprecisata “raccomandazione”.

Tutto questo per dire che se dovessi precisare dove e da chi ho sentito parlare bene del libro di Pietro Grossi, sarei in seria difficoltà. Eppure non ho potuto fare a meno di comprarlo e di iniziare a leggerlo con una certa aspettativa.

I tre racconti dell’esordiente fiorentino non sono male, intendiamoci. Se paragonati a tanta letteratura ombelicale, hanno l’innegabile pregio di raccontare delle vere “storie”.
Pugni,il primo e forse il migliore, ci proietta nel mondo della boxe da un’angolatura interessante, lontana dall’eroismo e vicina al racconto di formazione.
Altro pregio dell’autore, che lo distingue dai casi editoriali all’americana, l’onestà e la mancanza di ammiccamenti al lettore.

Ottime qualità, ma che non bastano a far decollare un linguaggio che per evitare inutili svolazzi rimane anche troppo terra a terra.

Come dire che le premesse ci sono, ma c’è da sperare che il successo fornisca a Pietro Grossi la sicurezza indispensabile per osare qualcosa di più*.

Pietro Grossi, Pugni, Sellerio – 12 euro

*edit: cercando notizie sull’autore scopro che è figlio della scuola Holden. Ahinoi… non osavo scrivere il banale e perfido commento sui prodotti da scuola di scrittura ed ecco che i peggiori sospetti sono tristemente confermati

Letti in un sorso

Sdrucciola luglio 3rd, 2006

Scade il 30 settembre 2006 il bando del concorso promosso dal Gruppo Santa Margherita in collaborazione con Feltrinelli. Tema del concorso: il vino. Lunghezza massima del racconto: 5000 battute. Si vincono buoni Feltrinelli e naturalmente, del buon vino. Il premio aggiuntivo, decisamente insolito: i racconti potrebbero diventare retroetichette di alcune bottiglie!

Qui tutte le info

Segnalato da Quinnipak