E.Morante - Menzogna e sortilegio
Sdrucciola Maggio 29th, 2006
Per lo sconforto di chi ritiene questo blog troppo “rosa”, ripeschiamo un volume che più femminile non potrebbe essere.
A dirla tutta nel volumionso volume il colore dominante è piuttosto il nero, colore che carratterizza vesti e umori delle donne ritratte dalla protagonista Elisa.
Schiva, solitaria all’eccesso e autoreclusa, la ragazzina rimasta orfana di qualsaiasi affetto dialoga con i fantasmi delle donne della sua famiglia, ripercorrendone le storie e i drammi.
Nella rievocazione di Elisa avvenimenti e personaggi si succedono ma è come se il dramma che si svolge avesse sempre la stessa protagonista, incarnatasi di volta in volta in una figura diversa.
Ognuna di esse consacra la propria vita al raggiungimento di due obiettivi strettamente congiunti: amore e affermazione sociale. Ognuna di esse sembra raggiungere un gradino in più ma finisce con il ricadere in un abisso di occasioni sprecate e speranze disilluse.
Impostazione tradizionale, spazio alle rivendicazioni sociali e al conflitto tra classi, il romanzo della Morante è indifendibile sul piano dell’attualità ma la scrittura a tratti riesce comunque a incantare.
Da leggere: a casa con l’influenza, di pomeriggio, possibilmente in una stagione piovosa

Mi permetto di replicare: Elsa Morante è geniale; non a caso si ha l’impressione di rivedere in ogni personaggio la protagonista Elisa (che poi protagonista non è lo per davvero, in quanto si limita ad essere una voce narrante che sta a piede libero nella storia). Chi conosce a fondo le tematiche care alla Morante, sa che non si prescinde dal rapporto materno e dal ripetersi di certi errori che, come una brutta eredità, passano di padre - in questo caso di madre - in figlio. In “Al di là del principio di piacere” di Freud, opere predilette della Morante, si sottolinea proprio la tematica del trauma che tende a rivivere sempre, agosciando e costringendo a far sedimentare chi li ha vissuti nel passato, ignorando il presente e soprattutto il futuro. Questa teoria tra la filosofia e la psicologia, si fa narrativa con la Morante. così è anche in Aracoeli e in molte altre storie di questa grandissima autrice. Dunque, Menzogna e sortilegio è un libro importantissimo - anche per uno stile composito e complesso - da leggere con estrema cura e dedizione. io lo consiglio a chiunque ami la quinta essenza del prodotto letterario.
Alla prossima,
Francesca
Precisazione: salvo rari casi di sconsigli assoluti, su questo blog si parla sempre di libri da leggere. Magari con occhio critico, magari con qualche riserva, ma il patto implicito con chi legge è questo. Riguardo alla Morante: grazie per avere inquadrato il libro in un contesto più generale sull’autrice. Il riferimento a Freud, per conto mio, non fa che confermare l’inattualità di certi temi, ma considerando che l’attualità non è un valore di per sè, benvenuto ogni commento che aggiunga elementi di riflessione
Mi scuso per i troppi superlativi e per l’enfasi, ma per me ci sono pochi autori italiani come la Morante e come la Banti, e per storie e per stile. Touché…
XXX
Francesca
questo è uno dei miei libri preferiti,davvero scoperto per caso…con quanta precisione viene descritta ogni sfaccettatura dei personaggi,dall’aspetto fisico alle emozioni..con quanta mastria è messa in luce la superbia di Anna(la vera protagonista della storia),l’orgoglio,la delusione,la tristezza,la disperazione. Un personaggio a cui ti affezioni,e che è difficile salutare alla fine del libro.
Scommetto che hai amato anche Emma Bovary, giusto?;-)
Un altro libro che, tempo permettendo, vorrei rileggere.