Nick Harkaway – Il mondo dopo la fine del mondo

Sdrucciola febbraio 7th, 2011

Mettiamo che una grande catastrofe a caso si abbatta sull’umanità. Niente maremoti e grandi effetti maya, diciamo una più tradizionale devastazione partita da un’arma umana fuori controllo, con l’aggiunta di un pizzico di Mad Max e grossi camion guidati da quel genere di eroi che in tempo di pace non vorresti come vicini di casa.
Mettiamoci un sopravvissuto che prima ancora del disastro ne ha viste di tutti i colori, compresi temibili assassini ninja. Infine, immaginiamo che l’arma fuori controllo abbia lasciato quasi inalterato il pianeta, facendo però cose molto strane e assai brutte agli esseri viventi.

Già così c’è materiale sufficiente per un paio di romanzi. Magari non originalissimi, ma se conditi dalla giusta ironia, potenzialmente godibili.
Harkaway invece dev’essersi invece detto: “come…tutto qui?” e dopo averci portato a spasso attraverso la vita del suo protagonista senza nome, proprio scollinato quel punto dove solitamente questo genere di romanzo procede tranquillo verso la conclusione… piazza la bomba. L’equivalente di 10 megatoni di invenzione e ritmo, così all’improvviso.
Il risultato è che quel libro che volevi archiviare nella sezione “qualche bella trovata mal gestita” ti scappa dalle mani per andarsi a mettere nello scaffale “se quest’uomo incontrasse un buon editor potrebbe scrivere un libro salvavita”.

Tutto questo per dire che:
- se l’avete mollato a metà, riprendetelo, il meglio deve ancora venire
- se vi tentatava e siete indecisi, compratelo. Ma lasciatelo da parte per l’estate.
- se vi sembra incasinato, non siete soli. Se vorreste incorniciare alcune frasi, segnatevele perché farete fatica a ritrovarle

Nick Harkaway, Il mondo dopo la fine del mondo, Mondadori, 19€

Can a book save your life?

Sdrucciola gennaio 3rd, 2011

Per chi proprio non riuscisse a scegliere qual è il miglior acquisto tra i libri usciti nel 2010, un’efficace test rivela chi se la cava meglio nel salvarvi la vita e chi vi può risparmiare lunghe atroci sofferenze:

Via The Rumpus

Hans Fallada – Ognuno muore solo

Sdrucciola dicembre 30th, 2010

They who can give up essential liberty to obtain a little temporary safety, deserve neither liberty nor safety (B. Franklin)

Otto e Anna non sono degli eroi. Hanno chinato la testa per anni, non hanno fatto domande, hanno vissuto una vita modesta ma sicura, al riparo da ogni possibile turbamento. Il lavoro, le faccende di ogni giorno, troppe cose di cui occuparsi semplicemente per sopravvivere. Fino al giorno in cui la realtà  del paese in cui vivono ha bussato alla loro porta nel più brutale del modi.

E’ una frase di Anna: “…il tuo Fuhrer” a scatenare un cambiamento in entrambi:  la scoperta di un piccolo gesto creativo di rivolta, un tentativo di ritrovare la propria umanità  e risvegliare quella dei propri simili attraverso la parola. Ma i berlinesi del 1941 non vogliono ascoltare, sono dominati dalla ricerca del proprio interesse e dalla paura. Una paura così cieca e totale da rendere vani e inutili i tentativi della coppia di denunciare che il re è nudo, che ogni sogno si è trasformato in un terribile incubo.

Sulla strada che li porta  alla fine Anna e Otto ritrovano loro stessi, perdendo tutto tranne una dignità  che finalmente si afferma a dispetto di tutto, anche delle loro stesse debolezze.

Fallada però non scrive solo di loro, scrive dei miserabili, che sono molti di più. Di chi approfitta della dittatura per condurre i suoi traffici. Di chi ne trae un’opportunità  per esercitare un seppur piccolo potere sugli altri. Di chi non cerca un riscatto perché talmente afflitto dalla propria miseria umana da non vederne i confini. Di chi ancora e ancora, scambia la propria libertà per un po’ di sicurezza.

Ognuno muore solo è stato pubblicato nel 1947 ed è un libro potente, perché scava nella mente di chi legge e pone domande e dubbi non facilmente arginabili.

Hans Fallada, Ognuno muore solo, Sellerio

Arturo Pérez Reverte – Il giocatore occulto

Sdrucciola dicembre 29th, 2010

Per la gioia degli amanti dell’avventura a sfondo storico e dei suoi fan, Pérez Reverte è tornato da un po’ sugli scaffali con una bella avventura ambientata tra il 1811 e il 1812.  Gli elementi essenziali ci sono tutti: un’ambientazione suggestiva (siamo nella Cadice assediata dalle truppe napoleoniche), un insieme ben nutrito di personaggi interessanti, un mistero da risolvere e un’appassionante e non troppo invasiva sottotrama romantica.

Tutti ingredienti di prima scelta, sapientemente miscelati per trascinare il lettore tanto nella soluzione del mistero quanto nell’atmosfera di una città e di un momento. Scritto da qualcuno meno abile e con meno rigore filologico, poteva finire in una brownata delle peggiori. Pérez Reverte riesce invece sempre a creare personaggi sfaccettati e si occupanda con attenzione non solo dei suoi protagonisti ma di tutte le voci che compongono il coro.

Sarebbe potuto essere davvero il suo migliore romanzo, non fosse per il ritmo. Forse per non rischiare la meccanicità tipica dei romanzi usa e getta Pérez Reverte se la prende un po’ troppo comoda nei punti sbagliati, lasciando scemare la tensione proprio quando dovrebbe gestirla al meglio.

Il risultato è che ogni tanto ci si annoia, ed è un vero peccato perché le scene dove manca l’azione non sono meno interessanti, ma alcune pagine sembrano seguire una musica tutta loro che non giova all’armonia del tutto.

Detto questo,  è impossibile rimanere indifferenti al fascino del capitano Pepe Lobo e del meno scontato commissario Tizòn, così come alla magia di una città unica e di un momento irripetibile nella sua storia.

Se volete continuare a giocare, potete accedere ai dossier occulti, dove potreste vincere una copia autografata del libro

Arturo Pérez Reverte – Il giocatore occulto – Tropea – 20€

Foto: chalo84

p.s. Comunicazione di servizio:  Sottotomo è vivo e lotta insieme a noi! La scomparsa di Saramago ci ha scosso al punto di estendere a dismisura l’intervallo tra i post, ma siamo pieni di buoni propositi per il 2011 e soprattutto pieni di buone segnalazioni.

Bai Bai Josè

Sdrucciola giugno 18th, 2010

saramagoCi mancherai, moltissimo

Mankell e l’assalto israeliano

Sdrucciola maggio 31st, 2010

Su una delle navi attaccate dall’esercito israeliano, c’era anche lui.

Ma non avevamo bisogno di sapere questo per saltare sulla sedia, giusto?

Helen Dunmore – L’assedio

Sdrucciola maggio 30th, 2010

leningradoSe volete leggere questo libro, fatelo ora. Ora che la preoccupazione per la crisi vi prende alla gola, ora che il paese si dà in pasto senza troppe domande a leader poco illuminati e ancora meno luminosi nel guidare verso il futuro.

Leggete la storia di Anna che nel 1941 sopravvive all’inverno dell’assedio di Leningrado, lottando con ogni mezzo per nutrire la sua famiglia senza perdere la sua umanità. Anna non è reale, è il personaggio di un romanzo. Ma parla e pensa i pensieri di tutte le Anne che in quei 900 giorni hanno combattuto la loro guerra personale per la sopravvivenza.

Trovando in tutto questo anche spazio per la nascita di un amore. Perché è quello che succede ai vivi, anche nelle condizioni più estreme, anzi forse soprattutto in quelle. Trarre forza da quel minuscolo bagliore di vita che si presenta, accoglierlo e proteggerlo in attesa di poterlo vivere.

Forse non ci troveremo a sgomitare per strappare un minuscolo pezzo di legno da un parquet. E’ improbabile che ci troviamo a bollire il cuoio per ricavarne una zuppa, o a convivere con la vista dei cadaveri perché non abbiamo le forze di seppellirli.

Ma se trovassimo anche solo un decimo della forza e dell’attaccamento alla vita di Anna, forse ora faremmo qualcosa in più che scuotere la testa con rassegnazione.

Helen Dunmore, L’assedio, Tropea, 17 €

Foto: Hassadar

Intervista fantasma a Chuck Palahniuk

Sdrucciola aprile 2nd, 2010

Alzi la mano chi non si è un po’ stupito per le solenni dichiarazioni anti Obama rilasciate da Philip Roth al giornalista Tommaso Debenedetti e pubblicate su Libero. Grazie a Paola Zanuttini del Venerdì di Repubblica l’ignaro scrittore è venuto a conoscenza dell’intervista fantasma e si è affrettato a smentire. Certo però che è stato un bel colpaccio e pare non il solo: il prode giornalista aveva già colpito Grisham, Gore Vidal e altri.

Sottotomo poteva forse essere da meno? Potevamo forse permettere che qualche acclamato autore non ricevesse l’omaggio di un’intervista fantasma? Certi di offrire un servizio di pubblica utilità e di dare una mano al povero Debenedetti per le prossime pubblicazioni, vi proponiamo la prima delle nostre esclusivissime interviste.

Data la chiara partigianeria di questo blog, non si poteva iniziare che con Chuck Palahniuk:

Incontriamo il singor Palafuff, autore di famosi romanzi tra cui Tight club e Irrisible monsters nell’esclusivo mercato di via Osoppo a Milano, tappa irrinunciabile delle visite italiane del popolare scrittore

Signor Palaciuk, ci vuole raccontare quando ha mosso i primi passi nel mondo letterario e cosa è cambiato da allora?
Vorrei innanzitutto ringraziarla per questa preziosa opportunità di rivolgermi direttamente ai miei lettori italiani. Vede, sin da bambino sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Pensi che a soli due anni compilavo la lista della spesa per mia mamma. Certo, fare il grande salto alla scrittura professionale non è stato semplice, ma dopo aver letto i grandi classici della letteratura mondiale mi è stata chiara la direzione da seguire

Ci può fare qualche nome?
Non vorrei sembrare troppo compiacente, dato che siamo in Italia, ma posso dirle che Fabio Volo mi ha aperto un mondo. Potrei fare altri nomi, ma non sembra il caso. Piuttosto, ci terrei tantissimo a esporle il mio pensiero sulla situazione politica americana

Signor Palaciuk, ci parlerebbe della situazione politica americana vista da un grande scrittore?
Se proprio insiste le rivelerò che sono molto deluso dall’amministrazione Obama. Quando Barack Obama ha mosso i primi passi ero con lui, ho seguito i comizi e letto i suoi libri. Pensi che ne ho anche regalato uno a mia nonna. Dopo la sua elezione però ho iniziato ad accorgermi che qualcosa non tornava, che forse mi ero lasciato ingannare da quel suo ciuffo sbarazzino

Ci racconti meglio, in cosa Obama ha deluso le sue aspettative e spezzato il suo cuoricino di scrittore ed elettore?
Non mi piace discutere di un campo che non è il mio, la politica è una materia di cui non mi occupo. Ma le confesso che quando ho saputo che Obama avrebbe comprato un cane alle sue figlie, anzichè un gatto, ho capito che gli americani avevano preso un grande abbaglio [qui Palafuff propone un irresistibile calembour che non è purtroppo possibile rendere in italiano]

Ritiene che questa scelta avrà delle consguenze sul futuro degli Stati Uniti come potenza egemonica mondiale?
Senza dubbio. E’ chiaro che un leader che non è in grado di comprendere la superiorità dei felini sui canidi non è all’altezza di guidare una grande nazione

Se le sue previsioni si realizzassero, prenderebbe in considerazione l’idea di lasciare gli Stati Uniti?
In effetti ho già visto qualche monolocale dalle parti di Carugate. Sarebbe anche molto comodo per andare all’Ikea, ma per ora non voglio sbilanciarmi

Ringraziandola per la disponibilità le vorrei fare un’ultima domanda: di cosa parlerà il suo prossimo libro?
Il libro è già tutto nella mia testa, anche se non ho ancora scritto un rigo.  Ci sarà del sangue, dei combattimenti conditi di colpi bassi e delle robe strane di sesso. Sì insomma, non le nego di aver preso spunto dalla scena politica italiana

Eli Amir – Jasmine

Sdrucciola marzo 8th, 2010

Noi uccidiamo loro e loro uccidono noi e il mondo ci guarda come se fossimo dei pazzi.

jerusalemNuri Nasseh è un arabo, ma è anche un israeliano. La cosa ci può sembrare strana solo fintanto che guardiamo le cose dall’alto e da molto lontano, accomodandoci nelle confortevoli semplificazioni che aiutano a incasellare gli avvenimenti storici e i conflitti in particolare. Da una parte gli arabi, dall’altro gli israeliani. Gli arabi sono tutti musulmani, gli israeliani sono tutti ebrei.

In questa storia, ambientata negli anni ’60, poco dopo la guerra dei sei giorni, ci sono arabi cristiani e ci sono ebrei iracheni e molto altro utile a sentire che le pigre semplificazioni ci levano un pezzetto importante nel comprendere davvero la realtà. Non a capire, perché questo libro non è un trattato e non cerca di convincerci di nulla. Ma a fare un piccolo passo in avanti nella comprensione del dramma che ha dilaniato e continua a ferire interi popoli.

Nuri Nasseh è un ragazzo qualsiasi che si trova a vivere in un punto cruciale in un posto cruciale con una missione cruciale: portare una qualche forma di normalità tra vincitori e vinti. In veste di consulente israeliano per gli affari arabi non potrà accontentarsi delle semplificazioni, dovrà immergersi nelle contraddizioni non solo tra le parti ma dentro le parti.

Nel farlo incontrerà Jasmine, una donna ferita ma non sconfitta, un’araba che non ha visto arrivare i vincitori ma li ha trovati al suo ritorno da Parigi e che faticosamente intraprenderà con lui il difficile cammino della comprensione.

Al termine di questo viaggio, che come avrete intuito comprende un’appassionata quanto impossibile storia d’amore, si specchieranno l’uno nell’altro. Non solo in quanto individui ma in quanto parte di un popolo e di una storia più grande. Senza risposte, ma con domande e occhi nuovi con cui guardare l’altro e se stessi.

Non fatevi scoraggiare dalle prime pagine, quello di Eli Amir è un libro che conquista poco a poco e, arrivati alla fine, ne vorrete ancora.

Eli Amir, Jasmine, Einaudi, 21 €

Foto: Hadar

Dedica festival – Pordenone

Sdrucciola marzo 6th, 2010

dedica festival

Se passate da Pordenone tra il 13 e il 27 Aprile non perdetevi la sedicesima edizione di Dedica festival: tra letteratura, cinema teatro e musica ce n’è davvero per tutti i gusti.
Quest’anno il festival avrà come protagonista Hans Magnus Enzensberger, poeta e scrittore tedesco che sarà al centro dell’incontro condotto da Antonio Gnoli di Repubblica. Tra gli appuntamenti più interessanti segnalo:
“Sull’eclisse della storia”, la lettura di Moni Ovadia (lunedì 22 marzo)
e il recital di poesie proposto da Peppe Servillo e Fausto Mesolella (sabato 27 marzo).

Foto: Basso Cannarsa

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