Mankell e l’assalto israeliano
Sdrucciola maggio 31st, 2010
Su una delle navi attaccate dall’esercito israeliano, c’era anche lui.
Ma non avevamo bisogno di sapere questo per saltare sulla sedia, giusto?
Helen Dunmore – L’assedio
Sdrucciola maggio 30th, 2010
Se volete leggere questo libro, fatelo ora. Ora che la preoccupazione per la crisi vi prende alla gola, ora che il paese si dà in pasto senza troppe domande a leader poco illuminati e ancora meno luminosi nel guidare verso il futuro.
Leggete la storia di Anna che nel 1941 sopravvive all’inverno dell’assedio di Leningrado, lottando con ogni mezzo per nutrire la sua famiglia senza perdere la sua umanità. Anna non è reale, è il personaggio di un romanzo. Ma parla e pensa i pensieri di tutte le Anne che in quei 900 giorni hanno combattuto la loro guerra personale per la sopravvivenza.
Trovando in tutto questo anche spazio per la nascita di un amore. Perché è quello che succede ai vivi, anche nelle condizioni più estreme, anzi forse soprattutto in quelle. Trarre forza da quel minuscolo bagliore di vita che si presenta, accoglierlo e proteggerlo in attesa di poterlo vivere.
Forse non ci troveremo a sgomitare per strappare un minuscolo pezzo di legno da un parquet. E’ improbabile che ci troviamo a bollire il cuoio per ricavarne una zuppa, o a convivere con la vista dei cadaveri perché non abbiamo le forze di seppellirli.
Ma se trovassimo anche solo un decimo della forza e dell’attaccamento alla vita di Anna, forse ora faremmo qualcosa in più che scuotere la testa con rassegnazione.
Helen Dunmore, L’assedio, Tropea, 17 €
Foto: Hassadar
Intervista fantasma a Chuck Palahniuk
Sdrucciola aprile 2nd, 2010
Alzi la mano chi non si è un po’ stupito per le solenni dichiarazioni anti Obama rilasciate da Philip Roth al giornalista Tommaso Debenedetti e pubblicate su Libero. Grazie a Paola Zanuttini del Venerdì di Repubblica l’ignaro scrittore è venuto a conoscenza dell’intervista fantasma e si è affrettato a smentire. Certo però che è stato un bel colpaccio e pare non il solo: il prode giornalista aveva già colpito Grisham, Gore Vidal e altri.
Sottotomo poteva forse essere da meno? Potevamo forse permettere che qualche acclamato autore non ricevesse l’omaggio di un’intervista fantasma? Certi di offrire un servizio di pubblica utilità e di dare una mano al povero Debenedetti per le prossime pubblicazioni, vi proponiamo la prima delle nostre esclusivissime interviste.
Data la chiara partigianeria di questo blog, non si poteva iniziare che con Chuck Palahniuk:
Incontriamo il singor Palafuff, autore di famosi romanzi tra cui Tight club e Irrisible monsters nell’esclusivo mercato di via Osoppo a Milano, tappa irrinunciabile delle visite italiane del popolare scrittore
Signor Palaciuk, ci vuole raccontare quando ha mosso i primi passi nel mondo letterario e cosa è cambiato da allora?
Vorrei innanzitutto ringraziarla per questa preziosa opportunità di rivolgermi direttamente ai miei lettori italiani. Vede, sin da bambino sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Pensi che a soli due anni compilavo la lista della spesa per mia mamma. Certo, fare il grande salto alla scrittura professionale non è stato semplice, ma dopo aver letto i grandi classici della letteratura mondiale mi è stata chiara la direzione da seguire
Ci può fare qualche nome?
Non vorrei sembrare troppo compiacente, dato che siamo in Italia, ma posso dirle che Fabio Volo mi ha aperto un mondo. Potrei fare altri nomi, ma non sembra il caso. Piuttosto, ci terrei tantissimo a esporle il mio pensiero sulla situazione politica americana
Signor Palaciuk, ci parlerebbe della situazione politica americana vista da un grande scrittore?
Se proprio insiste le rivelerò che sono molto deluso dall’amministrazione Obama. Quando Barack Obama ha mosso i primi passi ero con lui, ho seguito i comizi e letto i suoi libri. Pensi che ne ho anche regalato uno a mia nonna. Dopo la sua elezione però ho iniziato ad accorgermi che qualcosa non tornava, che forse mi ero lasciato ingannare da quel suo ciuffo sbarazzino
Ci racconti meglio, in cosa Obama ha deluso le sue aspettative e spezzato il suo cuoricino di scrittore ed elettore?
Non mi piace discutere di un campo che non è il mio, la politica è una materia di cui non mi occupo. Ma le confesso che quando ho saputo che Obama avrebbe comprato un cane alle sue figlie, anzichè un gatto, ho capito che gli americani avevano preso un grande abbaglio [qui Palafuff propone un irresistibile calembour che non è purtroppo possibile rendere in italiano]
Ritiene che questa scelta avrà delle consguenze sul futuro degli Stati Uniti come potenza egemonica mondiale?
Senza dubbio. E’ chiaro che un leader che non è in grado di comprendere la superiorità dei felini sui canidi non è all’altezza di guidare una grande nazione
Se le sue previsioni si realizzassero, prenderebbe in considerazione l’idea di lasciare gli Stati Uniti?
In effetti ho già visto qualche monolocale dalle parti di Carugate. Sarebbe anche molto comodo per andare all’Ikea, ma per ora non voglio sbilanciarmi
Ringraziandola per la disponibilità le vorrei fare un’ultima domanda: di cosa parlerà il suo prossimo libro?
Il libro è già tutto nella mia testa, anche se non ho ancora scritto un rigo. Ci sarà del sangue, dei combattimenti conditi di colpi bassi e delle robe strane di sesso. Sì insomma, non le nego di aver preso spunto dalla scena politica italiana
Eli Amir – Jasmine
Sdrucciola marzo 8th, 2010
Noi uccidiamo loro e loro uccidono noi e il mondo ci guarda come se fossimo dei pazzi.
Nuri Nasseh è un arabo, ma è anche un israeliano. La cosa ci può sembrare strana solo fintanto che guardiamo le cose dall’alto e da molto lontano, accomodandoci nelle confortevoli semplificazioni che aiutano a incasellare gli avvenimenti storici e i conflitti in particolare. Da una parte gli arabi, dall’altro gli israeliani. Gli arabi sono tutti musulmani, gli israeliani sono tutti ebrei.
In questa storia, ambientata negli anni ’60, poco dopo la guerra dei sei giorni, ci sono arabi cristiani e ci sono ebrei iracheni e molto altro utile a sentire che le pigre semplificazioni ci levano un pezzetto importante nel comprendere davvero la realtà. Non a capire, perché questo libro non è un trattato e non cerca di convincerci di nulla. Ma a fare un piccolo passo in avanti nella comprensione del dramma che ha dilaniato e continua a ferire interi popoli.
Nuri Nasseh è un ragazzo qualsiasi che si trova a vivere in un punto cruciale in un posto cruciale con una missione cruciale: portare una qualche forma di normalità tra vincitori e vinti. In veste di consulente israeliano per gli affari arabi non potrà accontentarsi delle semplificazioni, dovrà immergersi nelle contraddizioni non solo tra le parti ma dentro le parti.
Nel farlo incontrerà Jasmine, una donna ferita ma non sconfitta, un’araba che non ha visto arrivare i vincitori ma li ha trovati al suo ritorno da Parigi e che faticosamente intraprenderà con lui il difficile cammino della comprensione.
Al termine di questo viaggio, che come avrete intuito comprende un’appassionata quanto impossibile storia d’amore, si specchieranno l’uno nell’altro. Non solo in quanto individui ma in quanto parte di un popolo e di una storia più grande. Senza risposte, ma con domande e occhi nuovi con cui guardare l’altro e se stessi.
Non fatevi scoraggiare dalle prime pagine, quello di Eli Amir è un libro che conquista poco a poco e, arrivati alla fine, ne vorrete ancora.
Eli Amir, Jasmine, Einaudi, 21 €
Foto: Hadar
Dedica festival – Pordenone
Sdrucciola marzo 6th, 2010

Se passate da Pordenone tra il 13 e il 27 Aprile non perdetevi la sedicesima edizione di Dedica festival: tra letteratura, cinema teatro e musica ce n’è davvero per tutti i gusti.
Quest’anno il festival avrà come protagonista Hans Magnus Enzensberger, poeta e scrittore tedesco che sarà al centro dell’incontro condotto da Antonio Gnoli di Repubblica. Tra gli appuntamenti più interessanti segnalo:
“Sull’eclisse della storia”, la lettura di Moni Ovadia (lunedì 22 marzo)
e il recital di poesie proposto da Peppe Servillo e Fausto Mesolella (sabato 27 marzo).
Foto: Basso Cannarsa
Rubare e mentire non è umano?
Sdrucciola febbraio 18th, 2010
Questa non è proprio una recensione, ma approfitto dell’ultimo exploit papale per ricordare un grande filosofo, Luigi Pareyson. Il motivo è semplice: dietro l’affermazione di Bendetto XVI c’è la solida convinzione cristiana che l’essere umano, in quanto creato a immagine e somiglianza di Dio, non possa che essere fondamentalmente buono.
Il male viene da qualche altra parte, per alcuni dall’uso errato del libero arbitrio, per altri dal demoni, forse per qualcuno dalle radiazioni cosmiche…
Il punto è che c’è qualcuno come Luigi Pareyson, grande filosofo italiano, che da credente si è interrogato sul problema di quel male che proprio non possiamo ricondurre a una privazione di bene. Quel male che viene definito “ontologico” perché ha una sua dose di “essere” . [Chiedo scusa ai filosofi di passaggio che saranno raccapricciati dalla formulazione]
Ecco, diciamo semplificando che se questo male esiste, diventa un po’ difficile far tornare i conti. Pareyson ci riusciva parlando di un Dio che si affaccia su un abisso, che sperimenta prima dell’uomo la tragedia della scelta, che affronta e supera il male con cui anche l’uomo dovrà fare i conti. Di un Dio libero insomma, e libero proprio in virtù dell’esistenza di questo male.
Quello che ho abbozzato in modo approssimativo e cialtrone (chiedo scusa, il tempo e la memoria mi remano contro) si ritrova in Filosofia e libertà, un grande piccolo libro che dovreste agguantare casomai lo vedeste in una bancarella. Consigliato soprattutto ai credenti inquieti.
John Lindqvist – L’estate dei morti viventi
Sdrucciola febbraio 14th, 2010
Cosa succederebbe se all’improvviso tutte le persone morte negli ultimi due mesi si levassero dalla loro ultima dimora per tornare a casa?
Facciamo che questi zombie non siano spietate creature affamate di cervelli. Facciamo che non siano animati da un fuoco demoniaco di distruzione. Facciamo che non riescano a parlare, camminino malfermi e abbiano l’attività celebrale di un’ameba e quasi le stesse capacità congnitive.
Facciamo che però conservino una vaga traccia delle persone che erano…
La domanda è: come reagirebbero i cari che li hanno perduti? Certo, molti avrebbero paura, molti si inginocchierebbero a pregare, altri tenterebbero di distruggerli.
Ma quelli che hanno perso qualcuno che hanno molto amato e non riescono a darsi pace, riuscirebbero a voltargli le spalle fingendo che non esistano?
Lindqvist ha scritto un horror, ma l’orrore che la racconta non è nei mostri evocati, è nella psiche umana e nell’assurdità di un destino che strappa le vite senza dare a chi resta il tempo e il modo di venire a patti e di dire addio.
Fino al punto che è possibile convincersi che il simulacro è la persona che si amava. Ma non si può scambiare calore con un corpo freddo e avvizzito, non c’è vita senza un cuore che batta, come riconosceranno i protagonisti di questo romanzo.
Chi cerca emozioni splatter può anche fare a meno di comprarlo. Chi ha apprezzato Lasciami entrare lo amerà.
John Lindqvist, L’estate dei morti viventi, Marsilio, 17.50 €
Un tribunale per l’eutanasia: la proposta di Terry Pratchett
Sdrucciola febbraio 2nd, 2010
La notizia della sua malattia aveva gettato i fan nello sconforto, ma Terry Pratchett non è uno da sedersi in disparte con la copertina sulle ginocchia in attesa della morte. Quest’anno ha avuto l’onore di tenere sulla BBC la Dembley Lecture e lui ne ha approfittato per parlare approfonditamente di eutanasia.
Nello specifico, per proporre l’istituzione di un tribunale a cui affidare il complicato incarico di valutare tutti i termini dei singoli casi ed esprimere un parere positivo-negativo sul ricorso all’eutanasia.
Basta leggere le parole di Terry Pratchett per capire che il desiderio è aiutare concretamente e restituire dignità a chi compie una scelta spesso lucida e consapevole (e questo è il motivo per cui preferisce non usare il termine “suicidio assistito”), spazzando il campo da ogni possibile equivoco (parenti serpenti in attesa di eredità, depressioni stagionali).
Mi piace pensare che la Morte che verrà a prendere sir Terry sarà come quella che ha immaginato nel suo Mondo Disco
Christopher Moore – Fool
Sdrucciola gennaio 31st, 2010
Il sottotitolo potrebbe essere: Re Lear come non l’avete mai letto!
L’operazione non c’entra molto con quella relativa a Jane Austen e gli zombie, ma anche Moore sembra divertirsi parecchio a maneggiare un classico. Solo che lo fa alla Moore, quindi prendendosi tutte le libertà del caso.
Della tragedia di Shakspeare rimane qualcosa: padre travolto dall’ego spartisce il regno tra perfide figlie, perfide figlie che si comportano come tali, figlia buona scacciata, un po’ di ammazzamenti tra nobili che hanno troppo tempo libero, guerra, proclami nella tempesta ecc…
Solo che Moore racconta tutto ciò con la voce del Matto di corte, la cui stessa biografia è trama non secondaria, e condisce di abbondante turpiloquio per rendere il tutto più sapido. A volte ci riesce, a volte esagera e sembra di trovarsi in uno spogliatoio maschile delle medie (anche chi non ci è stato ha un’idea piuttosto precisa in merito).
In conclusione, parziale ripresa dallo scivolone di Suck (che questo blog non recensisce perché, davvero, non merita troppe parole), non all’altezza del Vanglo secondo Biff, nel complesso leggibile e con qualche buon momento, soprattutto se avete in mente l’originale (ma 18 euro son proprio troppi).
E qui concluderei dicendo che il merito di queste operazioni di riscrittura, riuscite o meno, è che quasi sempre fanno venire una gran voglia di leggere o rileggere l’originale, che non è mai male.
Christopher Moore, Fool, Elliot, 18.50 €
Ci mancherai, moltissimo
